Un fondo per le aziende in difficolta? Ma figurati, Monti studia nuovi sacrifici

Maglia Nera 18 aprile 2012 5

Di MagliaNera – (seguitelo su Twitter @_MagliaNera_ )

Non voglio apparire ripetitivo ma, purtroppo le notizie sono queste. E così vanno riportate. Da un’agenzia Ansa di questa mattina emerge un dato (tanto per cambiare) inquietante. Ci sottolinea che «le 2 imprese su 3 che mancano all’appello nel primo trimestre 2012 sono aziende artigiane. Per questo la Cgia di Mestre insiste per la realizzazione di un fondo di solidarietà nazionale per le piccole aziende a corto di liquidità. Secondo l’associazione artigiani, i dati presentati oggi da Unioncamere sono l’ennesima dimostrazione delle difficoltà che stanno vivendo le imprese, soprattutto quelle di piccola dimensione come l’artigianato. Nei primi 3 mesi di quest’anno, sottolinea la Cgia, il 58% delle 26.000 aziende in meno registrate dal saldo (dato dalla differenza tra imprese iscritte e cessate presso le Camere di Commercio) sia riconducibile al settore artigiano. Insomma, delle 26.090 aziende in meno che mancano all’appello nel primo trimestre del 2012, ben 15.226 (pari al 58,3% del totale) sono artigiane. I dati sono molto preoccupanti – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – e denotano che le aziende artigiane dell’edilizia che operano nel mercato interno soffrono tremendamente il calo della domanda e la mancanza di liquidità. In particolar modo l’edilizia e il settore manifatturiero”. Proprio per scongiurare una implosione del tessuto connettivo che regge il sistema economico del Paese, la Cgia sollecita l’istituzione, a livello nazionale,  di un fondo di solidarietà che consenta l’accesso al credito anche a chi non ha le garanzie reali per accedervi.  ”Al fine di evitare nuovi suicidi tra i piccoli imprenditori –  conclude Bortolussi è necessario fare presto, per questo chiediamo al Governo di costituire un fondo, così come abbiamo fatto in Veneto, per venire incontro a chi ormai ha esaurito la liquidità e non e’ più in grado di andare avanti». Questa l’agenzia. Eppure, mentre in Italia prosegue il bollettino di guerra dei suicidi di coloro che non ce la fanno più a fare impresa, esiste chi, probabilmente continua a vivere in un’altra dimensione. Ha dichiarato con enfasi, infatti, il nostro tecnocrate: «Il governo precedente ha dovuto, voluto accettare, nella grave emergenza finanziaria della scorsa estate, l’obiettivo di portare i conti del settore pubblico in pareggio nel 2013, una meta ambiziosa che abbiamo reso realistica con gli sforzi ed i  sacrifici richiesti ai cittadini». Peccato che il Fmi nella persona della Lagarde abbia spento ogni entusiasmo di Monti, confermando senza fraintendimento alcuno, che il pareggio di bilancio per l’Italia è una chimera. Non so voi, ma fra i due ritengo più credibile la Lagarde. Che siano in arrivo nuovi sacrifici?


5 Comments »

  1. poinciana_ 18 aprile 2012 at 15:56 -

    Un fondo per piccoli imprenditori e artigiani in difficoltà?!? ma siamo matti, mica sono banche!

  2. pierino60 18 aprile 2012 at 19:31 -

    Per quanto sia spiacevole ricordarlo l'idea di fare credito a chi non aveva garanzie reali è stata alla base di tutta la crisi economica che stiamo vivendo ( i mitici mutui subprime ), come diceva anche Berlusconi le banche sono sopratutto intermediazione del risparmio, i miei risparmi devono essere usati con criterio, favorendo attività che abbiano una prospettiva di reddito significativa, tenere in piedi il piccolo artigiano che lavora 14 ore al giorno in una cantina per fare concorrenza ai colossi cinesi è spreco assistenzialistico.
    O pensate per tenere in piedi milioni di piccole imprese di accrescere la spesa pubblica e di consegiuenza inevitabilmente le tasse ?
    Forse la mitologia del "piccolo è bello" su cui si sono costruite carriere politiche luminose si scontra con la debolezza intrinseca della piccola impresa, povera di capitali, povera di ricerca e sviluppo e inadeguata ad affrontare situazioni pesanti come l'attuale.

    • sergione1941 18 aprile 2012 at 22:55 -

      Dunque dobbiamo affogare o gasare tutti i piccoli imprenditori?

    • poinciana_ 19 aprile 2012 at 11:48 -

      A me risulta che sia la grande industria che privatizza gli utili e socializza le perdite (un nome su tutti: FIAT), i piccoli, come è già stato fatto notare, si trovano solitamente in difficoltà perchè non riescono a farsi pagare, in primis dalla PA.
      Ma forse viviamo in due paesi differenti.

  3. primo capo 18 aprile 2012 at 20:30 -

    beh, molte aziende falliscono perchè lo stato non paga i lavori che loro hanno fatto, ma pretende le tasse…