Terapia del dolore, morfina in farmacia con la ricetta grazie al centrodestra
Il Fazioso | 29 maggio 2009Un decreto del viceministro Fazio liberalizza la vendita delle medicine che alleviano le sofferenze dei malati
Basterà una ricetta comune, di quelle usate per un anticoncezionale o una pomata, per avere la morfina in farmacia. Cade dunque una delle barriere burocratiche che ostacolavano la prescrizione di antidolorifici, settore dove l’Italia è relegata agli ultimi posti della classifica europea. Un decreto ministeriale alla firma del viceministro al Welfare Ferruccio Fazio prevede infatti che gli oppiacei possano essere consegnati a chi li richiede non più dietro presentazione di una ricetta speciale, a triplo ricalco, che oltretutto il medico aveva difficoltà a procurarsi, ma come qualsiasi altro medicinale. La regola vale per cerotti e pasticche, e per ogni dosaggio, rendendo meno penosa la ricerca da parte delle famiglie con malati terminali.
La burocrazia impediva il commercio della morfina, impediva la prescrizione e la vendita della morfina in farmacia, come degli antidolorifici, che in Italia erano barrierati, a differenza del resto d’Europa.
Il provvedimento è stato preso in aiuto alle terapie per malati terminali, che hanno periodicamente la necessità che sia loro garantita la dose di medicinale necessaria. La liberalizzazione della morfina rientra in un piano europeo che designa un cambiamento radicale nell’atteggiamento verso la gestione del commercio dei farmaci.
Grande soddisfazione degli esperti del settore
La liberalizzazione della morfina è una svolta epocale, un atto di grande coraggio. Abbiamo dimostrato che col nuovo sistema non c’è rischio di abuso e di spaccio. In base alla letteratura internazionale le possibilità che la morfina destinata ai malati di tumore imbocchi altre strade sono pari allo 0,3%
Complimenti a Fazio per questo decreto e per questa liberalizzazione di sostanza e non di propaganda che va incontro alle esigenze di tanti malati
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non assulatamente d’accordo sono stata operata da due tumori
e nei momenti critici del dolore non mi sono mancate le assistenze
per il dolore.ho preso la morfina solo in vena all’ospedale. ma a casa
ne pasticche ne cerotti li sopportavo.perciò che per i malati terminali
ci sono assistenze pubbliche che possono sopperire a un fai da te.
stiamo facendo tanto chiasso per dei spinelli e lasciamo liberare una droga
che ci saranno i soliti furbi che troveranno il sistema di procurarsela senza ritegno con tanti ringraziamenti delle case fermaceutiche.
Purtroppo non tutti hanno voglia di passare mesi in ospedale.
Mia madre ha passato gli ultimi mesi serenamente in casa, in completa autonomia, grazie a metadone e morfina. Questo in Svizzera.
Quando alla fine anche quei medicamenti hanno smesso in parte di funzionare, per dormire, calmare il dolore e trovare l’appetito la cannabis ha dato una grande mano.
Le cure palliative vanno incentivate in ogni modo, perché é inammissibile dover vivere costantemente con il dolore.
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come dice la mia prof di farmacoterapia: E' facile sopportare il dolore degli altri!
per questo si hanno mille dubbi nel somministrare queste sostanze… ma per chi soffre veramente, queste sostanze sono l'unica speranza per poter migliorare la propria vita.. e allora perchè non somministrarle?
mia mamma ne ha bisogno per forti dolori articolari ed e` una grande cosa che la possa ricevere in farmacia anche la persona che l´assiste.
Ho qualche serio dubbio invece sull´efficacia effettiva contro i dolori. Lei sente male lo stesso. c`e`qualcuno che ha esperienza con la cannabis ? e come viene somministrata ?