Scoppia lo scandalo: decine di persone legate alla Camorra iscritte al Pd
Il Fazioso | 19 ottobre 2009La notizia dell’“appartenenza politica” di due killer del consigliere Tommasino a Castellamare di Stabia sta provocando un vero e proprio terremoto. Il Pd della cittadina è stato commissariato e si spulciano gli elenchi degli iscritti.
Dopo la scoperta che negli elenchi degli iscritti figuravano i nominativi di due dei killer del consigliere comunale del Pd Gino Tommasino si è venuto a sapere che tra i tesserati figurava pure il nome di Carolina Mosca, moglie del boss Pasquale D’Alessandro. Clan camorrista che, peraltro, ha visto proprio lo scorso venerdì la condanna per complessivi 40 anni di carcere di tre suoi aderenti, per estorsione con “metodo mafioso”.
I retroscena hanno del clamoroso
In occasione del tesseramento avvenuto a settembre dello scorso anno anche la figlia del pregiudicato Sergio Mosca, aveva varcato la porta del locale circolo territoriale del partito democratico, versato la quota d’iscrizione (15 Euro), firmato la “carta dei valori” e preso la tessera del partito. Questo nonostante il partito avesse allestito una “commissione di garanzia” ad hoc sul tesseramento proprio – si disse – a fine di evitare possibili infiltrazioni criminali. Oggi, sia pure a mezza bocca, più di un militante ammette che quella presenza fu notata e segnalata a diversi dirigenti. Secondo quanto ha dichiarato Annapaola Mormone, dirigente ed ex assessore comunale al bilancio, lei stessa fu avvisata di quella presenza preoccupante. Solo cinque mesi dopo la chiusura della campagna di tesseramento, a seguito dell’assassinio di Tommasino, la stessa Mormone scrisse una lettera al senatore Enrico Morando, commissario della Federazione napoletana del Pd, per avvisarlo dell’iscrizione “sospetta”. Nella missiva segnalava inoltre, che appena pochi giorni prima, Il padre di Carolina, Sergio, era stato arrestato. Morando, quindi “sapeva”. A quella sollecitazione, sostiene l’ex assessore, non seguì da parte del commissario alcuna risposta.
E le iscrizioni non sarebbero limitate ai due killer e alla moglie del superboss
Ma le sorprese potrebbero non finire certo qui, poiché secondo le ultime indiscrezioni, decine di persone più o meno legate al clan D’Alessandro, nel 2008 si erano recate alla sede del Pd per prendere parte al tesseramento. La situazione continua quindi ad intorpidirsi, in una spirale di veleni e malumori, con gli occhi dell’intera nazione puntati su Castellammare e su quel torbido connubio fra politica e camorra, come negli anni bui che nessuno vorrebbe più rivivere.
Emergono anche denunce mai ascoltate dal partito nazionale
Quando ero sindaco – ricorda la Salvato (ex sindaco di Castellamare) – uscii dai Ds nel 2005 con una lettera all’allora segretario Fassino nella quale lanciavo l’allarme sulla questione morale in tutta la politica cittadina. Non solo non ebbi risposta, ma fui addirittura derisa in città. Constatavo un pericolo: nelle elezioni c’è sempre stato il condizionamento da parte della criminalità, ma nelle ultime amministrative vi è stato in maniera evidente, palese, con i camorristi sotto ai seggi. Lo denunciai anche alla polizia, ma mi dissero che non erano in grado di stabilire se quelle persone realmente condizionassero il voto o meno. Dopo un anno da consigliere, decisi che era meglio dimettermi
e ancora la Mormone
La camorra in occasione del tesseramento, è come se avesse lanciato un’Opa sul partito ed ha avvicinato dirigenti
La lista è ora al vaglio della Digos e da molte parti si chiede lo scioglimento del comune (guidato dal Pd) vista la ormai palese vicinanza tra partito e Camorra
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