Subito scontro nel PD sull’idea di referendum abrogativo della legge sul testamento biologico
fazioso | 14 febbraio 2009Annuncia il senatore Marino in mattinata
Se passa il disegno di legge della maggioranza sul testamento biologico così com’è “sarà necessario lanciare un referendum abrogativo. Faremo di tutto per cambiare il ddl Calabrò e se dovesse essere approvato, faremo di tutto perché quella legge venga cancellata al più presto. Sul tema dei nostri diritti civili che sono messi in discussione sarà necessario lanciare il referendum così si vedrà se valgono di più le parole di 400 parlamentari o del 90 per cento degli italiani. Credo che per molti sarà un brusco risveglio
Ma immediata arriva la replica assolutamente contraria delle componenti cattoliche e margheritine del PD
Dichiara la Bianchi (che ha tra l’altro sostituito Marino in commissione suscitando enormi polemiche)
Stimo il collega Marino ma credo che parlare oggi di referendum sia un grave errore. Spostare lo scontro dalle aule delle Camere e portarlo nelle piazze significa alimentare uno scontro sbagliato fra due radicalismi. Abbiamo giustamente protestato contro il governo perche’ voleva, con un decreto legge, spogliare il Parlamento delle sue prerogative. Il Senato deve iniziare ora ad esaminare un disegno di legge e invece di invocare gia’ uno scontro popolare dovremmo impegnarci tutti per approvare una buona legge”. Il referendum, rischia di essere uno spauracchio dietro il quale nascondere le nostre responsabilita’ istituzionali
Anche la Bindi è fermamente contraria
In politica le subordinate non si annunciano finche’ si lavora alla principale. Parlare ora di referendum e’ un regalo a chi non vuole fare la fatica di definire una buona legge sul fine vita. Il Pd non puo’ sottrarsi alla responsabilita’ di lavorare ad un testo che sia il piu’ possibile condiviso e non credo voglia lasciare alla sola maggioranza l’onere di legiferare, tanto piu’ in materie cosi’ complesse e delicate. Sarebbe pessimo, poi, se si cercasse per questa via una sorta di rivincita al referendum sulla Legge 40. E invece proprio l’esito di quel referendum dovrebbe consigliare tutti a maggiore saggezza e prudenza
E pure Letta (che avrebbe votato sì al decreto su Eluana) non è d’accordo
Anche Enrico Letta, parlando a Napoli, ha detto che “bisogna abbandonare lo spirito di crociata” e cercare “convergenze sulla base di testi condivisi”
Insomma pare proprio che l’idea di un referendum sia fortemente non condivisa nel PD. E meno male che Veltroni aveva lodato il PD per la sua linea forte e orientamento prevalente
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Il Fazioso Liberale Commenti












Ormai pare ovvio che l’uscita di Marino sia uno strumento per fare pressione sui “laici” (anche perché la legge è palesemente incostituzionale). Come ho scritto sul mio blog, trovo che l’espressione che ha usato sia meravigliosa: «Io mi fido dell’amore di mia figlia, non mi fido dell’amore di Gasparri».
Se mi permetti l’OT, io comincio a stancarmi del fatto che se sono iscritto a un partito debba per forza uniformarmi al pensiero unico: è una stramaledetta anomalia del sistema italiano, che va contro la costituzione visto che il parlamentare dovrebbe essere eletto senza vincolo di mandato e quindi legittimato a prendere la posizione che preferisce se è nell’interesse del Paese.
Dirò di più: preferisco un partito diviso sulle idee per cui combattere al partito del pensiero unico. Se poi saranno tanto imbecilli da scindersi, perché magari non sono d’accordo su una singola idea pur condividendo un impianto ideologico, tanto peggio, faranno la fine dei comunisti (perché PRC, PdCI e PRS – mi pare si chiami così Vendola – si sono divisi per altri motivi piuttosto che perché qualcuno si è scoperto improvvisamente meno comunista).
Bravissimo Tooby…..
Credo che, se la proposta di legge rispecchierà quello che era il testo del dl, non ci sarà altra via che quella referendaria per riaffermare la libertà di ciascuno di poter disporre liberamente della propria vita, come da Costituzione, e non essere perennemente messo sotto tutela dal Gasparri o dal Ruini di torno in base alle loro opinione personali.
A questo proposito, ritengo anche che sarebbe utile, tra le varie riforme istituzionali di cui tanto si parla, prevedere una profonda riforma dello strumento refendario.
E’ infatto secondo me molto antidemocratico e moralmente discutibile che si cerchi continuamente di evitare il giudizio referendario sempre alimentando l’astensione ed il distacco dalla demcorazi, invece di cercanre il confronto e la persuasione sul tema, dal craxiano “me ne vado al mare” all’ultimo referendum sulla fecondazione assistita.
Anche se l’attuale governo ha un’idea particolare della democrazia (vedasi l’affermazione del carissimo Sacconi, “In generale credo che si debbano superare tutte le forme di democrazia diretta. Ormai ci confrontiamo con paesi che hanno processi decisionali velocissimi, penso al Brasile, alla Cina, alla Russia.”), sono convinto che sui grandi temi il ricorso al giudizio popolare sia fondamentale, come si è dimostrato in passato sui temi del divorzio,dell’aborto e via discorrendo.
Purtroppo il referendum è stato molto svalutato dall’abuso che ne è stato fatto in passato, quindi per ridargli valore secondo me occorrebbe:
1) innalzare notevolmente il quorum delle firme, anche in relazione all’accresciuta popolazione, per evitare abusi su temi non di vasto riscontro sociale.
2) modificarne il funzionamento in base al “chi vota decide”, esattamente come nelle elezioni politiche o amminsitrative, abolendo il quorum del 50% + 1 dei votanti.
Questo spingerebbe sostenitori e detrattori del referendum ad un confronto vero sul tema, e non a spingere sempre sulla non partecipazione e sulla svalutazione della politica, sapendo che i detrattori partono con quel 30% medio di non votanti.
il referendum non serve a nulla. riporterebbe le cose a come le abbiamo ora: una situazione di vuoto legislativo. il pensiero di Marino più che forte mi sembra un esempio di integralismo scientista
Il testamento biologico e lo strano concetto di dialogo del senatore Marino
Preferisco un vuoto legislativo che mi permette di fare la mia scelta, anche se dopo 17 anni di calvario, ad una legge che mi obbliga a rimanere in una situazione in cui non voglio essere.
A mio avviso i referendum se non si toglie il quorum non passeranno più. Sono stati troppo sviliti del loro significato dai radicali e dalla sinistra.
A proposito il referendum sulla riforma gelmini dove è finito?
I PD scacciano il cattolico laico Ignazio Marino e lo sostistuiscono con Dorina Bianchi, una delle più agguerrite sostenitrici della Legge 40 sulla fecondazione clericalmente assistita. La deriva clericale del PD-Partitus Dei è ormai clamorosa e irreversibile.
Complimenti.
Credo che referendum e politica in casi come questi siano completamente fuori luogo.Non si tratta di contrpporre schieramenti politici,ma di lasciare ibere scelte,senza radicalizzazioni che verrebbero fuori da un referendum.
Fazioso anch’io ho scritto qualcosa sul mio blog sul ritorno del *figliol prodigo* Clemente.
ciao, Clem
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