Traditori dello spirito referendario e soliti opportunisti pronti a imporre aumenti delle tariffe. Quasi una rivolta contro i 32 sindaci e i presidenti delle province emiliano-romagnole, tutti piddini, riuniti per decidere di approvare la richiesta della multiutility Hera (a maggioranza pubblica) di aumentare le tariffe sull’acqua.
Comunisti e comitati sono arrivati persino a tirare le monetine agli amministratori che hanno imposto l’aumento. Un innalzamento medio del 6 % per il prossimo anno. Una vergogna secondo i sostenitori dell’indecente referendum sull’acqua.
Il Pd si era schierato nella campagna referendaria contro la privatizzazioni delle reti idriche e il libero uso dell’«acqua bene pubblico» e ora decide, in periodo natalizio, la stangata.
Volontà popolare non rispettata ovviamente ma proprio a causa del risultato del referendum che porta a queste situazioni in cui le municipalizzate sono costrette ad aumentare le tariffe non potendo più contare sul sostegno dei privati. Ma d’altronde solo gli allocchi potevano credere all’utilità del quesito, scandalosamente impostato per fregare gli italiani.
Ecco i risultati…
Complimenti alla sinistra demagogica e pasticciona…
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Pronto a scommettere che voteranno in favore delle prossime liberalizzazioni di Mont-sferatu, ivi compresa quella sui servizi idrici.
Non è la prima volta, e temo neanche l'ultima, che la sinistra, e gli italiani, sono costretti a pagare le conseguenze di decisioni adottate più sulla scia di convinzioni ideologiche che in base ad una razionale analisi della realtà.