Sì del Senato alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali
Il Fazioso | 10 novembre 2009Nel silenzio generale (anche purtroppo del Governo) è passata al senato la tanto auspicata liberalizzazione dei servizi pubblici locali
Via libera dell’aula del Senato alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, contenuta nel decreto legge salva-infrazioni. La riforma, ha spiegato il relatore Lucio Malan (Pdl), prevede «un passaggio graduale ma rapido alle gare ad evidenza pubblica per l’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, che produrranno concorrenza effettiva con possibilità di competizione»
Entro il 2015, la partecipazione pubblica nel capitale delle ex municipalizzate quotate dovrà scendere sotto il 30%, pena la cessazione delle concessioni. In sostanza ci sono tre anni in più di tempo rispetto al testo originario. La gestione dell’acqua potabile potrà essere affidata a società miste pubblico-private, ma la proprietà e il governo delle risorse idriche restano pubblici.
Il Sole24Ore loda la riforma del Governo (sicuramente perfettibile) ma denuncia (e mi associo) il cronico mancato sostegno e la scarsa pubblicizzazione
La riforma dei servizi pubblici locali è la prima vera grande riforma economica del governo Berlusconi. Il quadro definito dal decreto legge approvato mercoledì dal Senato impone regole chiare di competizione tra gli operatori e consente una reale apertura dei mercati a nuovi capitali privati. C’è la possibilità, con questo testo, di ridimensionare monopoli pubblici che si sono andati addirittura rafforzando nel corso dell’ultimo decennio.
Sorprende che il solo ministro Fitto, padre della riforma, abbia commentato dal governo questo risultato. Sarebbe utile un sostegno corale del governo (ma anche dell’opposizione una volta attenta alle liberalizzazioni). Questo aiuterebbe il testo a evitare imboscate alla Camera, sempre possibili considerando il partito trasversale da sempre presente in Parlamento a difesa delle aziende ex municipalizzate (ma ancora comunali) e delle migliaia di poltrone che dispensano alla politica. Aiuterebbe anche a varare in fretta il regolamento attuativo, chiudendo così il cerchio della riforma e passando alla fase attuativa. Questa chiarezza darebbe finalmente alle imprese private il segno che stavolta si fa sul serio.
I sindacati si sono già detti contrari e solo questo dovrebbe spingere il Governo a sostenere maggiormente questa epocale riforma e a non farla finire nel dimenticatoio o in balia di chi (e sono esponenti bipartisan) tenterà di affossarla.
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Cosa intendete per liberazione dei servizi pubblici taxi autobus ecc ecc … Grazie .
[...] della Camera ha dato il suo “sì” definitivo al decreto legge Ronchi, già approvato dal Senato, che prevede la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa [...]