Sbarchi clandestini: -89% da quando è attivo il trattato con la Libia
Il Fazioso | 21 agosto 2009Da quando è attivo il trattato con la Libia (e sono iniziati i respingimenti) gli sbarchi sulle coste italiane sono crollati. Ecco una tabella

Nel periodo 1 mag-31 lug sono scesi dell’89% rispetto allo scorso anno. Infatti
Dal primo maggio di quest’anno, quando il trattato è entrato in vigore, i clandestini sbarcati sulle nostre coste sono stati 1.116. Quasi un decimo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando erano stati 10.116. La tendenza è la stessa, ma la differenza si riduce, allargando il confronto al periodo dal primo gennaio al 19 agosto: 7.657 in questa prima parte dell’anno contro i 17.585 dello stesso periodo del 2008. Mentre nella sola Lampedusa siamo scesi da 14.905 a 2.548.
Insomma una politica di successo quella attivata in merito agli sbarchi.
Attenzione però alle richieste della Libia che vorrebbe far pendere la portata degli accordi dalla propria parte, allentando i vincoli sui controlli.
il timore è che la Libia voglia mettere pressione all’Italia su tutte le questioni ancora aperte per far pendere il piatto della bilancia dalla propria parte. E la ripresa degli sbarchi potrebbe essere un avvertimento. Un messaggio per dire che, se tutto non dovesse andare come vuole Gheddafi, il flusso di clandestini potrebbe riprendere come prima.
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[...] Ne avevamo già parlato nei giorni scorsi : ora però ci sono dati ancora più aggiornati e li riferisce lo stesso ministro Dal 5 maggio scorso, quando c’è stato un primo respingimento di immigrati, sono arrivati in Italia 1345 clandestini. «L’anno scorso nello stesso periodo ne erano arrivati 14.220. Una diminuzione del 92%», ha spiegato il ministro. Di questi «14mila erano arrivati dalla Libia. Dalla Libia quest’anno ne sono arrivati circa 1300. Ciò significa che l’accordo con la Libia va benissimo, funziona, e i risultati si vedono. Credo che qualunque persona onesta debba riconoscere che l’accordo funziona». E sottolinea che «respingimento vuol dire riportare i clandestini da dove sono partiti. Rimpatrio vuol dire mandarli nei Paesi d’origine con tutta la burocrazia che ne consegue. A spese nostre» [...]
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