Quando la sinistra osannava la Corea del Nord comunista

Il Fazioso 27 dicembre 2011 20

La morte di Kim Jong-il, il dittatore nord-coreano scomparso il 17 dicembre ha sconvolto la Corea del Nord. In tutto il mondo profonda preoccupazione per un popolo devastato dalla dittatura comunista che ha portato morte e terrore in questi decenni. In Italia solo Marco Rizzo, ex Comunisti Italiani (partito che ha sostenuto Prodi tra il 2006 e il 2008), oggi alla guida della formazione “Comunisti – Sinistra Popolare”, nata nel 2009, ha fatto comparire un comunicato: “Il segretario Rizzo e il responsabile esteri Galdi hanno espresso dolore e presentato le condoglianze al popolo nordcoreano per la morte di Kim Jong-il, guida della causa rivoluzionaria dell’ideologia Juche e del Partito, dell’esercito e del popolo della Repubblica Democratica Popolare di Corea”.

Ecco alcuni articoli dell’unità negli anni 70 e 80
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20 Comments »

  1. ussnavy 27 dicembre 2011 at 13:27 -

    io nn posso farlo ..in quanto non so perchè ho sempre abborrito il comunismo in tutte le sue forme così come viene applicato. quindi abbasso tutti i comunisti del mondo

    • sergione1941 27 dicembre 2011 at 18:31 -

      Sono assolutamente d'accordo con te.
      Tuttavia strumentalizzare il fatto tirando fuori i gionali di quarant'anni suona un pò ridicolo.

      • pennarotta 27 dicembre 2011 at 23:06 -

        Ma inserire inserti degli anni '70, invece dimostra come i nostri comunisti, da allora , oggi abbiano fatto passi in avanti. Infatti è rimasto solo Rizzo a dolersi della morte di Kim-Jong .

        • sergione1941 27 dicembre 2011 at 23:16 -

          Infatti, sono secoli che sostengo che in italia non c'è più il comunismo, e i continui allarmismi sono ipocritamente solo dettati dalla ricerca del consenso, speculando sull' ingenuità dell'elettorato. E Rizzo è una rondine che non fa primavera, leader di quattro nostalgici.

  2. Pikoss 27 dicembre 2011 at 23:48 -

    Come riescano a fare le condoglianze alla Corea del Nord per la morte di questo "pezzo di pane" non lo capirò mai: misteri della psiche.

    Se non fosse che a guidare la disfatta nord coreana c'è ancora il partito, i cittadini di quel paese salterebbero come cavallette per la gioia, altro che condoglianze!

    Il cinismo di questi rossi è veramente una prova di quanto ancora ci si debba guardare da loro.

    Rizzo, tuttavia, non è il pericolo vero, è infatti troppo esposto in "prima linea" per non vederlo per quello che è realmente e respingerlo:
    il vero pericolo stà in quei "rossi" che hanno cambiato pelle, quelli che stanno nel PD, quelli che hanno smesso di leggere l'Unità per dedicarsi al "Sole 24 Ore" o altro quotidiano "capitalista", quelli che amano farsi vedere diversi da quei "poveri sognatori" di Rifondazione e del PdCI, o altro residuo della trasformazione del vecchio PCI in qualcosa di apparentemente più presentabile, ma nel profondo sono spinti dalle medesime convinzioni di base che gli animavano da comunisti, cioè che il popolo è ignorante e cafone, e va educato,
    che il popolo è un "bue" e và guidato (solo ed esclusivamente da loro, si capisce),
    che il popolo non è in grado di scegliere correttamente e va "sorvegliato e prevenuto" (con i consueti metodi di ribaltamento del voto).

    Un piccolo dettaglio:

    Nel comunicato attribuito a Rizzo e compagni, la Corea del Nord è definita come "Repubblica Democratica Popolare";
    visto il regime di cui è vittima, come fanno a definirla democratica?
    Dove stà la partecipazione del popolo alla politica (esclusa quella prescritta per le parate)?
    Dove lo vedono il confronto tra le diverse opinioni della, e nella popolazione?…

    Loro che tanto criticano l'omologazione del pensiero unico al berlusconismo, come riescono ad addolorarsi per la morte di un uomo che ha celebrato se stesso e il "suo" partito come una religione?

    Và a fidarti di costoro!

    • sergione1941 28 dicembre 2011 at 00:52 -

      E' sempre un piacere leggerti. Almeno non devo fare polemiche per un mio grossolano errore grammaticale.
      Ma, come al solito, non condivido le tue preoccupazione per il comunismo, come non ne ho per il fascismo. Queste funeste ideologie sono ormai morte e sepolte, sopraffatte dalla democrazia.
      Forse sono strano io che riesco a vedere del buono in entrambi gli schieramenti. Il problema sono gli uomini ( corrotti e corruttibili) non le idelogie ormai molto annacquate, almeno in Italia.
      Il popolo è sicuramente bue e lo sanno benissimo i pseudo sinistri e i pseudo destri. Basta leggere due quotidiani di segno opposto per capirlo o ascoltare molti dei nostri menzogneri politici. Ci trattano sempre come cretini disinformati e hanno anche ragione!
      Se ammettiamo che ci sono dei "rossi" che hanno cambiato pelle dobbiamo anche ammettere che ci sono dei "neri" che avranno fatto altrettanto, ma non lo credo. Ma, purtroppo, il tuo pensiero è unidirezionale, anche se sono convinto che sei un uomo in gamba.

      • Pikoss 29 dicembre 2011 at 01:47 -

        Lasciali stare, rispondere a tanti commenti altrui di getto come fai tu non è cosa comune , ancora meno senza farsi scappare qualche errore.
        Chi è senza peccato scagli la prima pietra!… Purtroppo sono in tanti a pensare di esserlo.

        Il comunismo come lo abbiamo conosciuto è improbabile che si presenti di nuovo, su questo hai probabilmente ragione, così come anche a credere che in entrambi gli schieramenti ci sia del buono; anzi, sicuramente è così.

        Il problema stà nel come ogni schieramento si rapporta a chi non ne condivide la linea politica e alla politica stessa.

        Per esempio:
        mentre la destra ha dovuto, anche a ragione, dimostrare il proprio allontanamento dalle ideologie e dai metodi attribuiti al fascismo, che favorivano tutti coloro che ne decretavano la sostanziale esclusione dalla vita politica dei piani alti, facendo largo uso dell'antifascismo ideologico, certa sinistra ha continuato a esibire tranquillamente un "pedigree" altrettanto discutibile, però "nobilitato" dalla "vittoria" nelle lotte partigiane sotto la bandiera del PCI, per mezzo della quale si sono impadroniti di un momento molto importante del nostro passato, quasi ne fossero i naturali eredi del merito.

        Niente da dimostrare, insomma!
        Tutto gli era dovuto e niente dovevano agli altri, neanche di fronte a quella storia che ne ha dimostrato gli orrori, sia ideologici (i "meno" rilevanti) che umani e sociali (i più gravi).

        Di fronte ad un verdetto così grave, concretizzato dalla caduta dell'unione sovietica, non hanno saputo, ne voluto, fare di meglio che scrollarsi di dosso le bandiere e i simboli di una storia ormai scomoda, per ripresentarsi con nuovi nomi, simboli e sigle, gestiti però da gran parte dello stesso personale che agitava il pugno chiuso fino a poco prima, sotto le insegne appena gettate alle ortiche:
        nessun "esame di coscienza"!
        Nessuna vera "svolta"!
        Nessuna credibile analisi logica e morale su quel pesante verdetto; niente di tutto quello che essi stessi hanno invece preteso, in nome del "loro" antifascismo, da AN e dalla destra in genere: superbia all'ennesima potenza!

        Hanno solo cambiato abito, con una destrezza degna del miglior Fregoli.

        La concretezza e la bontà delle decisioni e degli atti, ti riconosco ancora ragione, dipendono solo dagli uomini, almeno in prima battuta, ma sono fortemente condizionate da quelle posizioni e strutture ideologiche che ne garantiscono parte dell'elettorato.

        La nostra democrazia è di tipo indiretto, quindi non consente una scelta personale e più responsabile nelle decisioni di governo, l'unica autenticamente democratica, richiede invece una rappresentanza che impone una scelta militante o "sulla fiducia", che venuta meno (spesso a ragione), ci allontana dal voto e ci espone a imposizioni governative di minoranza (quella militante e ideologica, che non manca mai alle urne).

        Forse per via di queste tendenze alla militanza siamo configurabili come "popolo bue", ma nessuno allora può pretendere di liberarci da questa condizione: ne la sinistra, con la sua arroganza, ne lo schieramento del non voto, che salverebbe al massimo la faccia, lasciando ad altri la scelta.

    • H 7 25 28 dicembre 2011 at 20:38 -

      Sono d'accordo con te Pikoss. Ciò che scrivi è talmente vero che ancora oggi la sinistra si oppone alle riforme in senso presidenzialista della costituzione. Tutto ciò che è democrazia diretta e concede potere ai cittadini contro gli apparati di partito viene avversato visceralmente da coloro che forse non sono più comunisti ma si comportano come se ancora lo fossero. Sarà perchè, al di fuori dei dettami ideologici che hanno ereditato dal passato, non riecono più a stabilire rapporti diretti con il mondo reale. Se Rizzo è un nostalgico nella forma molti altri lo sono nella sostanza.

      • sergione1941 28 dicembre 2011 at 21:26 -

        E' sufficiente essere contrari al presidenzialismo per essere etichettati comunisti? Suvvia, non essere banale.
        Oggi registriamo il paradosso che la pseudo sinistra vuole le liberalizzazioni e la pseudo destra le ostacola. ( difende le lobby ?) Ricordi le liberalizzazioni ( lenzuolate ) di Bersani in parte abolite subito da Berlusconi, per poi reintrodurle alla chetichella?
        Personalmente sono per un repubblica con maggiori poteri al Presidente del Consiglio, ma solo se il candidato è un uomo di specchiata moraltà e con un integerrimo passato. Altrimenti va bene così.

      • Pikoss 29 dicembre 2011 at 02:52 -

        Il potere dei partiti, e della sinistra in particolare, si basa sulla fidelizzazione dell'elettorato, secondo schemi di bisogno e soddisfazione: è in qualche modo l'applicazione di quelle tecniche attraverso cui si identifica un settore del mercato, le sue richieste e potenzialità, e si allestiscono i prodotti o servizi con cui soddisfarne le necessità.

        Qui è in gioco però il benessere di tutti , e tutto è interconnesso in modo molto più stretto di quanto lo sia il mercato, che è diviso per settori, non per altro la sinistra si è "inventata" la lotta di classe, tramite cui ha diviso l'elettorato per aree, come il mercato appunto, prendendosi "cura" di una parte consistente di queste, le classi più deboli e "bisognose", e ne ha fidelizzato il voto per mezzo della gestione della cosa pubblica.

        Bene o male lo hanno fatto un pò tutti i partiti, ma la sinistra ha realizzato un vero e proprio capolavoro: naturale che ora avversino ogni tentativo di spostare il potere su un singolo responsabile e la sua maggioranza;
        naturale che cerchino giustificazioni per il ribaltamento del voto, usando a mò di autorizzazione la costituzione e le sue procedure post crisi, per sostituirsi a chi ha vinto;
        naturale che applaudano a quelle modalità "invasive" e spettacolari di indagine giudiziaria, che avversano solo quando toccano loro, ma che sono indispensabili per indurre alla caduta una maggioranza e favorirne l'alterazione e/o sostituzione.

        Una repubblica presidenzialista sarebbe una forma più vicina all'ideale di democrazia diretta, a patto di correggere la costituzione la dove "permette" il ribaltone; una simile ipotesi non può che fargli strabuzzare gli occhi a palla di cannone, ma non solo a loro:
        Sarebbe la fine di quel sistema di "marketing" politico tanto caro ai partiti e una possibilità di scelta più libera per noi.

        Fino a che rimarranno queste condizioni, però, penso sia necessario schierarsi, magari anche col voltastomaco.

        • sergione1941 29 dicembre 2011 at 23:41 -

          Sono in gran parte d'accordo! Avrei alcuni " distinguo" ma non cambierebbero il senso complessivo del tuo commento. In particolare sul ribaltamento del voto. Ma ne riparleremo.
          Non sono, invece, assolutamente d'accordo con la tua ultima e piccola frase: per me un Berlusconi sarà sempre inaccettabile. Come lo sono, lo saranno o lo sono state altre persone con un passato opaco. E non mi piace il voltastomaco.
          Ti ringrazio per la solidarietà.

          • sergione1941 30 dicembre 2011 at 00:22 -

            Voglio aggiungere che indubbiamente le tue riflessioni sono sicuramente più storicamente fondate delle mie. Io mi soffermo spesso di più sull'attuale situazione politica, sperando molto nelle nuove leve, da Alfano alla Serracchiani , da un Lupi e magari forse anche da un Renzi. Riusciranno queste persone liberarsi di antichi schemi? Qualcuno dovrà abbandonare il berlusconismo e qualcun'altro le reminiscenze del comunismo. Ci riusciranno?Chissà.
            Ha proposito di fidelizzazione del voto che mi dici della Sicilia?

          • sergione1941 30 dicembre 2011 at 19:02 -

            Un mio distinguo.
            Ritengo che l'arroganza del comunismo abbia cominciato a sgretolarsi dopo la morte di Berlinguer per completarsi con la disfatta di Occhetto. Probabilmente ci sarà ancora qualche nostalgico qua e là e sicuramente anche in campo opposto sarà la stessa cosa.
            I tentativi, più o meno riusciti, di fidelizzare l'elettorato è comune in tutti i partiti. Ha cominciato sicuramente prima il PCI negli anni cinquanta e oggi anche il PDL sta facendo la sua parte con i Circoli della Libertà, i Promotori della Libertà e quant'altro.
            Quello che mi preoccupa un pò è l' atteggiamento falsissimo e millantatore di Berlusconi che, per speculare sul consenso, alimenta continuamente obsolete e ingiustificate paure soffiando sul fuoco, ormai languente, dell' anticomunismo. Addirittura anche il tappetino Vespa si è permesso di contraddirlo in proposito.
            La prova è nell' odio che tavolta leggiamo in taluni commenti, di sinistra e di destra, e in tutti blog che si ocupano di politica.
            Domanda finale: quanti anni dovranno ancora passare per non parlare più di comunismo o di fascismo e senza farci pilotare, nelle scelte, solo dagli anti e senza valutare la vera realtà?

          • sergione1941 30 dicembre 2011 at 19:38 -

            Ribaltone e governo non eletto.
            Sto maturando l'opinione che questo nuovo esecutivo più che a volerlo Napolitano l' ha voluto lo stesso Berlusconi.
            Per rispettare gli impegni presi con l' Europa un aumento delle tasse era inevitabile ed il costo politico sarebbe stato terribile. Il PDL ne sarebbe uscito distrutto.
            Maggioranza più che precaria alla camera.
            Forte calo in borsa dei titoli delle società del Cav.
            E anche la consapevolezza di aver perso ogni credibilità internazionale ha avuto il suo peso.
            Come ho già scritto in un altro post che, aldilà delle chiacchere per i meno attenti, il PDL ha votato compatto la manovra.
            Confrontiamoci su questa mia opinione. E scusate lo stile telegrafico.

          • Pikoss 31 dicembre 2011 at 01:07 -

            Certamente B. ne ha sofferto nell'orgoglio, ma i dolori "ai fianchi" dopo la probabile (se non certa) battosta alle urne nel 2013, sarebbe stata assai peggiore.

            Monti è una soluzione strategicamente interessante: se non premeditata è comunque capitata al momento giusto.

            Come già detto ai "festeggianti" del dopodimissioni, la caduta di B. non era che un facile e breve motivo di gaudio, il dopo, invece, lo sarebbe stato assai meno.

            La possibilità che la cosa sia stata combinata in teoria c'è, quantomeno potrebbe esser stata soppesata nella valutazione delle possibili vie di fuga dall'impasse che si era generata col governo "regolare" e senza passare per le urne, ma non penso che B l'abbia considerata come una manovra da strategia elettorale,
            piuttosto come un modo per portare a termine almeno i punti più importanti del programma – letterina, senza lasciarci le penne da solo:
            al di là della questione credibilità, era soprattutto la tenuta della maggioranza a rendere un calvario ogni scelta e ogni votazione; l'aspetto strategico è invece un collaterale "gradito", dopotutto l'invocazione di Monti arrivava forte anche da sinistra ( a parte quel che si è scritto sulla contrarietà di Bersani), oltre che dal terzo polo.

            Lo hanno voluto? Adesso ne portino anche la responsabilità.

            B. non era obbligato a farsi da parte, ma sarebbe stato inutile resistere ad oltranza, e per cosa poi? Visto che con lui probabilmente non sarebbe passata la metà di quel che è invece passato con Monti?

          • pikoss 31 dicembre 2011 at 00:02 -

            Renzi è l'unico politico del Pd a cui, ipoteticamente, potrei dare il voto; più per la persona che per l'appartenenza politica: quasi sulla fiducia.
            Sarebbe il fronte opposto ideale ad Alfano!
            Opposto per modo di dire; mi sembrano infatti, almeno da come appaiono, molto simili nell'impostazione politica di base: entrambi poco propensi a farsi prendere la mano dalle animosità e da aspetti di natura ideologica.
            Più di sostanza che di "colore".

            Se Alfano è pero il pupillo di B., quindi in qualche modo "coinvolto" col boss, ma tuttavia capace di una propria personale interpretazione della politica del PDL e osteggiato solo dai potenziali contendenti al "trono", Renzi ha da faticare parecchio per farsi strada a sinistra, infatti lo trattano quasi più da "berlusconiano" che non da piddino, dentro lo stesso partito.

            Nonostante sia nelle nuove leve la ragione di una speranza nella caduta definitiva dei fronti ideologici, non bisogna dimenticare che l'organizzazione del PD è ancora molto impostata sulle fondamenta del vecchio DS, alias PDS, alias PCI, quindi ancora orientata al vecchio sogno della "conquista" del paese.

            Le resistenze ad un cambiamento come quello chiesto a gran voce da Renzi sono già intense, pur senza una sua formale candidatura a premier o a segretario, figurarsi se dovesse ufficializzare la sua contesa ai "cani grandi" del partito!
            Che si arrivi alla scissione?

            Per quel che mi riguarda il berlusconismo è già fuori dalla scena per l'arretramento dello stesso B., tuttavia mi par di intravedere una potenziale campagna di ostilità ad Alfano proprio in chiave antiberlusconiana, secondo il sistema di equazioni:
            Alfano = successore di B.
            Governo Alfano = governo B.

            In ogni caso è meglio non illudersi: se non si arriverà ad una seria riforma della costituzione e ad una forma credibile di presidenzialismo, le vecchie logiche corroderanno il nuovo sangue e a nulla servirà svecchiare il parco dirigenziale dei due schieramenti.
            Al massimo verrà meno parte della furia anti B., ma ne salterà fuori qualcun'altra.

            La Sicilia è un esempio di quel che dicevo: già fà imbestialire la notizia dei doppi stipendi agli assessori! Doppi e "grossi", troppo grossi!
            Come se non bastasse, si va a sommare a questo sputo in faccia a noi tutti anche la storia del parco tecnologico tenuto in "animazione forzata" ed ingrossato con 40 nuove, e immagino grosse, assunzioni; naturalmente per grosse si intendono le retribuzioni.

            Ovvio che tutto questo è solo un modo per fidelizzare intere famiglie e annessi consensi.
            L'Udc ha annunciato che ritiene conclusa "l'esperienza" con Lombardo e la sua variopinta compagine: un modo "garbato" , come lo definisce Briguglio di FLI, per lasciare, ma in realtà l'unico modo per non restare coinvolti in questa storia.

          • pikoss 31 dicembre 2011 at 00:07 -

            E.C.

            …La Sicilia è un esempio di quel che dicevo>a proposito della fidelizzazione dell'elettorato<:

          • sergione1941 1 gennaio 2012 at 11:54 -

            Tu scrivi:
            "……… non bisogna dimenticare che l'organizzazione del PD è ancora molto impostata sulle fondamenta del vecchio DS, alias PDS, alias PCI, quindi ancora orientata al vecchio sogno della "conquista" del paese."
            Questa tua frase è emblematica, forse rappresenta il nostro unico dissenso.
            Calorosamente, BUON ANNO!

          • sergione1941 1 gennaio 2012 at 12:05 -

            Ritengo Alfano molto intelligente e certamente sa benissimo che, nel tempo, dovrà prendere le distanze dal berlusconismo.
            A me piace anche Lupi ( non l'ho mai inteso mentire), però anche lui dovrà liberarsi dei tentacoli di Comunione e Liberazione.

          • Pikoss 1 gennaio 2012 at 12:48 -

            Tanti auguri di BUON ANNO anche a te, Sergione (e famiglia) :)