Quando Saviano, Vauro e Cento firmavano l’appello a favore di Cesare Battisti
Il Fazioso | 19 novembre 2009Grande è la soddisfazione per la decisione della Corte Suprema brasiliana di concedere l’estradizione del terrorista assassino Cesare Battisti in Italia. Ora è tutto un coro bipartisan che plaude alla decisione ma una volta non era cosi.
Tra i firmatari di un appello per la liberazione di Cesare Battisti nel 2004 c’erano importanti scrittori, intellettuali e politici della sinistra come Saviano, Vauro, Muller, Genna, Cento. Molti di questi poi, di fronte a un’opinione pubblica compatta contro Battisti, ritirarono la loro firma.
L’ appello (pubblicato l’ 11 febbraio 2004, il giorno dopo l’arresto di Battisti) fu siglato in meno di una settimana da millecinquecento persone. Scrittori, poeti, registi, banchieri, impiegati, studenti, politici e professori universitari: da Wu Ming a Vauro, da Giorgio Agamben a Giuseppe Genna. Tra loro un ventiquattrenne napoletano, Roberto Saviano
Poi 5 anni dopo di fronte a campagne di stampa contro Battisti Saviano e altri ritirarono, con motivazioni piuttosto poco credibili, il proprio appoggio (come Saviano e Muller)
Mi segnalano la mia firma in un appello per Cesare Battisti (…) Finita lì per chissà quali strade del web e alla fine di chissà quali discussioni di quel periodo. Qualcuno mi mostra quel testo, lo leggo, vedo la mia firma e dico: non so abbastanza di questa vicenda
Altri invece, coerentemente nella loro indecenza, continuarono a sostenere l’appello come Cento
Troppo facile togliere la firma adesso sull’ onda dell’ emotività. Non ho particolare stima per la persona Battisti. La sua vicenda, tuttavia, esprime una delle fasi più drammatiche del nostro paese. Ho sempre sostenuto che la vendetta postuma ha poco a che fare con la giustizia. Semmai bisognerebbe chiudere quella stagione con una soluzione politica, affermando la supremazia della democrazia con un provvedimento di amnistia condizionato a una serie di atti: per esempio, il risarcimento delle vittime
Leggiamo anche le incredibili parole a sostegno di Battisti nell’appello
Un uomo onesto, arguto, profondo, anticonformista nel rimettere in gioco se stesso e la storia che ha vissuto. La sua vita in Francia è stata modesta, piena di difficoltà e di sacrifici, retta da una eccezionale forza intellettuale
Senza parole! E lascia interdetti notare come la cosiddetta elite culturale (sinistrata) sia così solidale con un assassino seriale
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