Penalisti: servono limiti alle intercettazioni
fazioso | 30 gennaio 2009Sulle intercettazioni ci sono molte polemiche e la legge che uscirà dal parlamento (che dovrebbe avere l’appoggio di udc e radicali) sarà comunque presa a pretesto per lo scontro da una parte dell’opposizione.
Per diritto di cronaca segnaliamo l’opinione della Camera dei Penalisti
Le intercettazioni “servono, quel che non serve e’ ‘il gioco delle tre carte’ per ricercare notizie di reato che non ci sono, in spregio delle regole costituzionali ed a favore del protagonismo delle procure”. Lo rilevano gli avvocati penalisti, rilevando che “sulla funzione delle intercettazioni telefoniche, quale strumento di indagine, e’ impossibile dissentire, ma di certo la prassi invalsa di utilizzarle quale strumento di ricerca della notizia di reato e’ fermamente da condannare e necessita di adeguate contromisure”.
Per l’Ucpi, “e’ inammissibile che dalla lettura di una delibera di una giunta comunale o da un’interpellanza di opposizione si possa trarre il presupposto per andare a ricercare tramite lo strumento piu’ invasivo della liberta della persona, un’ipotetica notizia di reato, in ordine alla quale non si sia acquisito in precedenza il benche’ minimo indizio: questo – sottolineano le Camere penali in una nota – e’ cio’ che oggi, purtroppo da anni, avviene e continua essere avallato con costanza dalla Corte di Cassazione: consentire che il nulla indiziario generi il controllo a tappeto delle comunicazioni fra cittadini e la violazione dei loro diritti fondamentali”.
Il vero problema, secondo i penalisti, “e’ quello dei controlli della giurisdizione sulle richieste di intercettazione dei pm: si possono prevedere anche 10 giudici, ma se questi non sono terzi e sono contigui per cultura e per carriera alla logica di chi accusa ogni riforma sara’ inutile. Aspettiamoci – concludono – di vedere mortificata ogni riforma, come accaduto in passato, dalla giurisprudenza ‘creativa ed evolutiva’ della magistratura. Ogni formula legislativa sara’ posta nel nulla: tutti lo sanno ma ipocritamente fanno finta di nulla”.
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Il Fazioso Liberale Commenti





L’Unione dei penalisti (di cui era presidente Frigo, avvocato di Berlusconi e Previti e oggi giudice costituzionale) mi sembra dire solo ovvietà: le intercettazioni vengono richieste solo dopo aver raccolto degli indizi, in base ai quali il giudice le dispone. Non ho verificato, ma credo che la legge già vieti il loro utilizzo come una rete per pescare notizie di reato. Prima raccogli indizi e poi intercetti la gente.
I penalisti, poi, hanno tutto l’interesse anche ad abolire le intercettazioni, visto che si tratta dell’associazione degli avvocati, quelli che difendono gli imputati. Spuntare le armi dell’accusa è certamente un vantaggio per loro.
Niente di nuovo, insomma.
E infatti la parte avversa dice il contrario: http://blog.panorama.it/italia/2009/01/30/le-toghe-rilanciano-le-intercettazioni-sono-indispendabili/
Mi dà un po’ fastidio il fatto dell’accenno al costo delle intercettazioni nell’articolo di Panorama: nessuno ricorda che grazie ad esse le forze dell’ordine recuperano miliardi alle mafie ogni anno (il primo articolo che ho trovato parla di 500 miliardi di lire nel 1996, ad esempio http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/03/27/camorra-confiscati-500-miliardi.html ). Insomma, mi sembra un po’ scorretto ricordare i costi ma non i “ricavi” delle intercettazioni.
E quindi non possono esprimere le loro opinioni? Frigo è stato votato anche dall’opposizione eh
Non mi sembra che dicano ovvietà, soprattutto il fatto che i giudici (che decidono e dovranno decidere le intercettazioni) sono legati per cultura e carriera a chi accusa.
Poi che i penalisti si esprimoni cosi per la questione della difesa degli imputati mi sembra un po’ banale. Si potrebbe dire la stessa cosa al contrario per chi non vuole limiti
Assolutamente: ma è come chiedere a un berlusconiano se gli piace Berlusconi (o a un dipietrista se gli piace Di Pietro).
La questione dei giudici legati ai pm mi sembra off topic e piuttosto inutile: le leggi sono le stesse per giudici, pm e avvocati, e il sistema prevede tre gradi di giudizio proprio per correggere gli errori (oltre che ad una miriade di altri tribunali con le più varie funzioni, come il Riesame). Insomma, su un medesimo caso intervengono una miriade di giudici (chi si esprime su una parte del caso non può esprimersi sulle altre parti, come la Gandus che processa Mills, ma non potrà processare Berlusconi) e ritenere che tutti i giudici e tutti i pm sono d’accordo per favorirsi a vicenda mi sembra una forzatura, anche perché, in ultima istanza, c’è il CSM (btw, il tu se lo danno anche giudici, pm e avvocati, visto che, lavorando nelle medesime sedi, finiscono per conoscersi).
Infine, come è ovvio, tutti cercano di portare acqua al proprio mulino: la differenza, però, se mi permetti, è che quando il pm ritiene una persona innocente ne chiede l’archiviazione, mentre l’avvocato, anche se convinto della colpevolezza del proprio assistito, essendo pagato per difendere, non chiederà una sentenza di condanna (al massimo, abbandona la nave che affonda, ma questo è un altro discorso).
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