E ora i sinistri vogliono organizzare il No Napolitano Day
Il Fazioso | 8 marzo 2010La manifestazione del 13 marzo si preannuncia già densa di tensioni: il Pd vuole costringere Di Pietro a smetterla con i suoi attacchi al Presidente della Repubblica mentre Tonino punta tutto sulla radicalizzazione dei toni e dei contenuti anche contro Napolitano. Non basta quella protesta di piazza, ora molti esagitati già promuovono un No Napolitano Day.
Definito il presidente della Casta, il passacarte di Berlusconi, il garante dello stato di immoralità in cui siamo sprofondati e che dal suo insediamento ha sempre e comunque firmato qualunque porcata gli sia stata proposta, senza mai battere ciglio. Insomma se ne dovrebbe andare secondo i suoi promotori, sull’onda della protesta dipietrista.
Insomma il popolo delle melanzane, nonostante persino il peggior presidente della Repubblica di sempre (parliamo di Scalfaro) abbia detto che la firma era ovvia e giusta, continua in questa patetica richiesta di impeachment ad oltranza. Oltre il senso della decenza, oltre il senso del ridicolo. Ma d’altronde da certi ossessionati cosa si poteva aspettare di diverso?
Related posts:
- E ora per la sinistra Napolitano è diventato uno sporco berlusconiano
- L’ospizio della sinistra: il protagonista della manifestazione di sabato sarà lo scandaloso Scalfaro
- Si aprono le crepe nell'Idv: Donadi contro Di Pietro, dopo gli attacchi a Napolitano
- Obama: “Governo italiano grande leadership” – Casa Bianca: “Splendido lavoro Italia”. E partono i rosicamenti sinistri
- Napolitano vuole che la riforma dell’università della Gelmini (quella che la sinistra giudica sbagliata) sia approvata

















Il Fazioso Liberale Commenti





IO SPERO CHE ANCHE IL BERLUSCA SI ACCODI A DI PIETRO E FACCIA DIMETTERE NAPOLITANO… indovinate chi verra' eletto al posto suo
mi perdoni ma lei dice il falso
Scalfaro non ha affatto detto che la firma era ovvia e giusta, ma l'ha letto l'articolo che cita? O l'ha letto ma lei ritiene i suoi lettori dei fessi?
cito copiaincollando:
Quel decreto, comunque, la soddisfa?
«Certamente no. Era forse preferibile il rinvio del voto di qualche settimana. Magari di un mese.»