
Su internet è scoppiata una polemica a sinistra a proposito dei finanziamenti della giunta vendoliana in Puglia. Il punto è che Vendola sta concedendo, senza gara pubblica, un mega appalto per un ospedale a Taranto alla fondazione San Raffaele di Don Verzè. Insomma fa affari con un berlusconiano doc e socio d’affari del premier. Il bello (o la normalità se volete) è che il tutto è nascosto, censurato, smentito (anche se non è possibile smentire) perchè non può passare l’idea che un comunista vecchio stampo come Vendola possa favorire la sanità privata e soprattutto un amico di Berlusconi.
Vendola, tramite il suo blog, ha risposto alle domande di chi ha scoperto questa situazione con la solita fuffa e addirittura alla domanda 10 (Signor governatore sa che il suo amico don Verzé è socio d’affari di Berlusconi?) è riuscito incredibilmente a rispondere “No” e basta… Tra l’altro Vendola indirettamente fa capire che, nelle emergenze, è necessario bypassare l’iter lunghissimo della burocrazia italiana. Stile “emergenza-grandi appalti” per intenderci…. E qualcuno avanza l’ipotesi che il tutto sia stato fatto addirittura per ottenere i favori del Cavaliere
Ma tutto questo non va detto ovviamente…
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sò tutti uguali,ala forca il parlamento italiano alla forca!
Dal portale Indymedia http://piemonte.indymedia.org/article/12322
Don Verzè sull’orlo della bancarotta.
Oltre 1 miliardo di Euro. Il padre spirituale del Berlusca & Pollari con l’acqua alla gola per un dissesto colossale.
Ha fondato e poi sfondato (di debiti) l’Ospedale San Raffaele di Roma e Milano, tempi mondiali della medicina e della sofferenza. Ora al manager di Dio rimarranno solo queste ultime (le “sofferenze” … economicamente parlando).
Che c’hanno in comune il premier Silvio Berlusconi, il generale dei servizi segreti Nicolò Pollari, il Vaticano, e notissimi politici, banchieri ed imprenditori? Un arzillo vecchietto (ora pieno di puffi) che si chiama Don Luigi Maria Verzè.
Accanto alla sede del Parco biomedico del San Raffaele a Mostacciano, sorge una graziosa villetta ch’era di proprietà della Fondazione di Don Verzè e che venne affittata al servizio d’intelligence militare (Sismi) per le sue attività segrete. La cosuccia/casuccia, era così carina che Nicolò Pollari, generale della Guardia di Finanza a capo del Sismi (nonché grande amicone del prelato manager) la volle tutta per sé, cattandosela per 4 soldi.
continua …