Mafia, inasprito il 41bis sul regime di detenzione

fazioso 4 febbraio 2009 3

Novità dal Senato dove oggi è stato votato l’articolo 34 del ddl sicurezza che inasprisce il regime di detenzione per i mafiosi

Con 249 voti a favore, 5 contrari e 14 astenuti il Senato ha approvato l’articolo 34 del ddl sulla sicurezza che inasprisce l’articolo 41 bis che viene applicato soprattutto per i condannati di mafia e camorra.

Cosa dice la norma?

La norma aumenta a quattro anni la durata dei provvedimenti restrittivi per chi è accusato di reati di mafia, inverte sostanzialmente l’onere della prova e sposta la competenza funzionale al Tribunale di sorveglianza di Roma per tutti i ricorsi, garantendo così omogeneità di giudizio per tutto il territorio nazionale. Vizzini spiega poi che nel corpo della norma vi sono anche misure più restrittive che riguardano il regime detentivo per impedire che dalle carceri i boss possano esercitare il loro potere sul territorio. I detenuti sottoposti a regime speciale, per esempio, dovranno essere ospitati in istituti loro esclusivamente dedicati, preferibilmente nelle isole. I colloqui tra i detenuti e le loro famiglie dovranno sempre essere ascoltati e registrati. Inoltre, i colloqui con i difensori non potranno essere più di tre a settimana. Anche la permanenza all’aperto continuerà a essere consentita ma con maggiori restrizioni: non potrà superare le due ore e non potranno godere più di quattro detenuti alla volta. Ancora, saranno introdotti alcuni accorgimenti per evitare che si comunichi tra detenuti, si scambino oggetti e si cuociano cibi. Si punisce con la reclusione da uno a quattro anni chiunque consenta ad un accusato di mafia, sottoposto a regime del carcere duro, di comunicare con altri. Ed è inserita l’aggravante se il fatto è commesso da un Pubblico ufficiale, da un incaricato di pubblico servizio o da un avvocato.

Soddisfazione da parte del ministro Alfano

«Le nuove restrizioni del carcere duro del 41bis rappresentano un altro elemento nella strategia del governo di contrasto a tutte le mafie. Dopo il varo delle norme che hanno agevolato il sequestro e la successiva confisca dei beni anche al mafioso deceduto, un altro importantissimo passo è stato compiuto nell’opera di disintegrazione dell’apparato mafioso, pericoloso e perverso paradigma di un vero e proprio anti-sistema». Alfano aggiunge che «è motivo di grande soddisfazione constatare che la bontà e l’efficacia delle azioni di contrasto alla mafia, portate avanti da questo governo, siano state condivise e avvertite anche dai banchi dell’opposizione. La quasi unanimità del voto d’aula sull’inasprimento del 41bis è l’emblema di una società che cambia e di una politica responsabile che diventa garante di questo cambiamento, nel nome della legalità di cui lo Stato si fregia nella lotta alla criminalità organizzata».

Complimenti al governo per questo inasprimento del 41bis e per le misure contro la mafia di questi mesi

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