Il Pdl si sta organizzando per far votare Franceschini alle primarie?

Il Fazioso 15 ottobre 2009 1

Ieri è circolata un’indiscrezione in merito alle primarie del Pd che coinvolgerebbe addirittura il Pdl

Quagliariello nulla dice o forse sa, sul tam-tam che invece da qualche giorno circola tra i parlainentari-peones siciliani del Pdl. Ovvero che sul territorio pezzi di partito si stanno organizzando per sostenere le liste di un altro dei candidati alle primarie del Pd del 25 ottobre Dario Franceschini. A tirare le fila ci sarebbe Marcello Dell`Utri che ,resta da vedere quanto con il consenso dell`interessato, ha avviato proprio nell`isola un discreto lavoro a sostegno di una candidatura che, se dovesse prevalere, scompaginerebbe ancor più i già fragili equilibri del Pd. Analoghi movimenti e richieste di aiuto ad esponenti del Pdl sarebbero state avanzate in Campania,  il sospetto che l`inquinamento delle primarie del Pd possa essere molto più vasto, non è solo dato dalla estrema facilità dei meccanismi di voto (2 euro e il certificato elettorale), quanto dalla quantità di richieste che sul territorio singoli candidati del Pd stanno facendo ad esponenti del Pdl.

Il Messaggero dà queste motivazioni alla manovra

Sinora Berlusconi ha sempre evitato di entrare snelle dispute interne degli altri partiti. Non c’è dubbio però che il Cavaliere preferisca la logica bipolare di Franceschini, che di fatto riprende quell`intesa a suo tempo siglata dal Cavaliere con Veltroni, all`idea di Bersani di favorire la riaggregazione e il rafforzamento del centro alternativo al Pdl.

Sempre considerando che una voce non è poi fantascienza come si potrebbe pensare: i franceschiniani farebbero di tutto pur di riprendersi e il Pdl, più che per logiche di bipolarismo, sarebbe favorito da un Pdl spaccato in 2 o addirittura con un Franceschini vincente visto che D’Alema ha pubblicamente minacciato che in caso di sovvertimento del voto alle primarie rispetto a quello sancito dai circoli, gli iscritti potrebbero decidere per una scissione. Non si sa se ne vale la pena ma è oggettivo che un Pd diviso favorisca la maggioranza rispetto a un’investitura tranquilla di Bersani (che tra l’altro non è più scontata come una volta)

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