Giustizia: perchè non eliminare il processo d’appello?
fazioso | 3 febbraio 2009Oggi il presidente della Corte Costituzionale, Flick ha dichiarato
In Italia “nulla vieta di eliminare il processo d’appello”: il presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick lo ha spiegato ai ragazzi dell’istituto omnicomprensivo di San Donato Milanese, cui oggi ha parlato della Costituzione. Rispondendo a una delle loro domande sulla possibilità di eliminare il processo di appello per sveltire i tempi della giustizia, Flick ha ricordato che la Costituzione prevede solo la Cassazione e non il processo di appello. E ha ricordato che la Corte costituzionale aveva bocciato la proposta Pecorella che toglieva la possibilità di appello solo per le sentenze di assoluzione perché “la Costituzione prevede che le parti del processo siano in posizione di parità”. ‘Non si poteva eliminare l’appello – ha aggiunto – solo per una parte”. “Nulla vieta” però di eliminare l’appello completamente, secondo Flick.
E se si prendesse seriamente in esame questa ipotesi? Si ridurrebbero i tempi dei processi, portando il modello legislativo italiano ad essere simile al modello anglosassone. La durata dei processi ha inoltre una ricaduta a cascata su una
serie infinita di fattori, ad esempio il costo dei mutui. Con l’eliminazione dell’appello i processi si accorcerebbero di circa 4 anni.
Questo a tamponare una situazione attualmente disastrosa: in uno studio sulla durata delle controversie civili, su 178 paesi nel mondo l’Italia si è classificata 173esima.
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Il Fazioso Liberale Commenti












così berlusca sarebbe in carcere viste tutte le volte in cui è stato assolto in appello e condannato in primo grado.
bello facciamolo
Riuscire a ridurre qualsiasi cosa a Berlusconi è sicuramente uno sport piuttosto modesto…
Proposta interessante, se fatta in un paese normale…..ehm, qui però saremmo in italia.
Come la penso su coloro che hanno in mano (senza controllo ne sanzioni per eventuali abusi) la giustizia italiana l’ ho scritto su Quadernino, il blog di Cundari:
http://quadernino.wordpress.com/2009/02/02/a-proposito-di-mafia/#comments
A dire il vero l’avrei scritto anche sul mio, ma non mi sembra elegante esordire con il link del proprio blog. Per tornare in argomento, se questa proposta diventasse legge ci sarebbe da aver paura. Oggi, male che vada stai dentro 2 o 3 anni innocente, e poi c’è l’appello. Nel caso in oggetto a chi ti rivolgi? Al csm
Non voglio ripetere il post che ho linkato, mi limito a ricordare Enzo Tortora
La differenza abissale tra il processo di primo grado e il processo d’appello è che nel primo c’è un solo giudice a decidere, nel secondo un collegio di giudici. E se uno è sfigato e becca in primo grado un giudice che decide a modo suo? Ne abbiamo milioni di esempi. A chi ricorre? Alla Cassazione? Ma la Cassazione controlla la legittimità (cioè la corretta applicazione delle leggi) non il merito della sentenza. Io mi sentirei meno sicuro senza l’appello. A meno di non introdurre il collegio di giudici (provenienti da tribunali diversi) nel primo grado.
Non è esatto che nel sistema anglosassone non esista l’appello esite eccome ,ma è limitato a casi specifici e vizi gravi ,ad esempio esiste la difesa insufficente ,cioè se io dimostro che il mio difensore era un cretino e non ha fatto tutto il possibile ho diritto all’appello naturalmente fra i motivi permessi vi è anche la presenza di gravi vizi di fatto della sentenza e non solo di diritto .
Nel sistema Americano le Corti D’appello esitono eccome solo che possono fare un filtro efficace di inammissibilità e sono meno invocate in funzione defaticatoria perchè la sentenza di primo grado penale è già esecutiva al contrario che in Italia . per inciso nel caso di condanna a morte l’appello è sempre permesso.
Detto cio in Italia non è praticabile fino a che non ci sarà la divisione delle carriere in modo da rendere i giudici di primo grado meno prono alla richieste del PM, se vi guardate le statistiche troverete un ‘altissima percentuale di condanne in primo grado sul totale dei processi e una percentuale allucinante di modifiche di tale condanne in secondo grado e terzo grado( vicina al 50 % )che rende allo stato la proposta impraticabile.
http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=i-LigK56hL0
guardate questo video e rendetevi conto chi è la persona più importante del gioverno Berlusconi.
L’italia non è certo messa in posizione cosi degradante a causa della presenza del processo di appello.
Credo che chiunque abbia diritto di chiedere una verifica (perchè di questo di fatto si tratta) sull’operato del giudice di primo grado, per evitare che pressioni extragiudiziali, semplici errori umani o la non presa in considerazioni di elementi emersi successivamente, condanni degli innocenti e lasci liberi i colpevoli.
Gli aspetti su cui operare immediatamente, a mio avviso, sono l’operatività immediata della sentenza di primo grado, (con congrui risarcimenti in caso di revisioni in appello), la riduzione dell’infinita sequela di cavilli che allungano i processi a tempi infiniti (ricorsi, controricorsi, ricusazioni, etc..), la non eleggibilità di chi è condannato per reati contro la pubblica amministrazione, maggiori risorse e snellimento del corpo legislativo.
Non è certo togliendo, nell’era digitale e tecnologica, alla magistratura i mezzi di indagine più efficaci che si aiuterà l’italia a non essere il fanalino di coda delle giustizia mondiale.
Mi colpisce inoltre come in Italia la (quasi) regola dei processi di appello sia una riduzione delle pene…. possibile che i giudici di primo grado siano sempre troppo severi?
Nn credo sinceramente che questo dipenda dal rapporto tra giudici e pm… ma però mi lascia perplesso.
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Anche io credo che eliminare l’appello sia commettere una grave ingiustizia, ovvero significa togliere un elemento di garanzia al sistema (più giudici ci sono, meno possibilità ci sono di sbagliare).
Cosa diversa, come dice Marina, è mettere un filtro per evitare che tutti i processi finiscano in appello, giusto per cercare di allungare i tempi e arrivare alla prescrizione (interessante è anche la sentenza immediatamente esecutiva). Insomma, bisogna fare l’appello quando ce n’è davvero bisogno, non perché c’è una virgola sbagliata da qualche parte.
A margine, anche a me farebbe piacere che Berlusconi pagasse per i suoi crimini, invece che finire prescritto, ma non ammetto che, per far andare in galera uno, si tolga un’arma in più per evitare che gli innocenti paghino.