Ennesima figuraccia per La Repubblica
fazioso | 15 aprile 2009Dopo le pesantissime critiche di Almunia o i meravigliosi studi sulle elezioni politiche 2008 falsati ennesima figuraccia per La Repubblica.
Riprendiamo questa news
Repubblica “è un giornale di sinistra che ha cercato un pretesto per attaccare Berlusconi. Ma i commenti più duri erano di Valli, non miei”. A dirlo, in una querelle tutta interna al mondo dell’informazione, è Philippe Ridet, il corrispondente di Le Monde che in un’intervista al Giornale nega di essere mai stato convocato dalla Farnesina per i suoi articoli sull’Italia e smentisce di aver duramente attaccato il governo.
“Io - dice Ridet – non sono mai stato convocato alla Farnesina e non ho affatto accusato Berlusconi di essere un dittatore. I miei rapporti con Palazzo Chigi sono ottimi“. Ridet spiega di essere andato alla Farnesina ma “per spiegare a un gruppo di giovani diplomatici come la stampa straniera vede il vostro paese”. “Se ritengo che il governo debba essere criticato – conclude Ridet – lo scrivo e ho anche spiegato, ai vostri diplomatici, le quattro ragioni per cui l’Italia non gode di buona stampa nel mondo. Ma mi comporto allo stesso modo quando ritengo che il vostro governo debba essere elogiato”.
Poverini. Ormai accecati dall’antiberlusconismo collezionano figuracce in sequenza, tutte dovute alla smania di attaccare Berlusconi su qualsiasi cosa (anche eventi inventati)
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Il Fazioso Liberale Commenti





vorrei sapere da Ridet, giornalista de Le Monde, quali sono le quattro ragioni per cui secondo lui l’Italia non gode di buona stampa nel mondo. Non vorrei che fossero: S.B., S.B., S.B., S.B.
Dall’articolo originale, le quattro ragioni sono: la Mafia e le sue varianti locali, l’inefficacia dell’amministrazione e dello Stato in generale, la politica xenofoba della Lega Nord e le battute/figuracce di Silvio Berlusconi.
Mi viene un dubbio, considerando la fonte dell’intervista che citi… ma siamo proprio SICURI che non sia l’intervista al Giornale, quella falsa ????
Dopotutto è un giornale famoso per le sue menzogne, dall’affare Telekom Serbia alla diffamazione dei partigiani, passando per le campagne sul dossier Mithrokin, su Di Pietro o su Soru….
Ovviamente lo strabismo di Fazioso porta a considerare oro colato ciò che esce dalla Gazzetta del Profeta, ma qualche dubbio è più che legittimo….
comunque questo è il link originale dell’articolo…..
http://www.lemonde.fr/opinions/article/2009/04/13/miroir-mon-beau-miroir-par-philippe-ridet_1180078_3232.html
cosi ognuno può farsi le proprie opinioni su quanto affermato…
[...] Vai alla Fonte [...]
Egregio Berluscano
La questione è nata dal fatto che Valli fa passare un incontro alla Farnesina
“per spiegare a un gruppo di giovani diplomatici come la stampa straniera vede il vostro paese”(1) come una convocazione dei giornalisti da parte delle “autorità” :
per cui gli invitati “invitès” in qualità di relatori diventano convocati, per poi riattaccare con la traduzione e concludere con l’annotazione personale
quindi un ‘incontro di formazione (“séminaire destiné aux ambassadeurs”) per diplomatici per far loro toccare con mano la percezione che la stampa estera ha del paese diventa una convocazione di giornalisti da parte delle autorità, cosa di cui non c’era traccia nell’articolo originale,
(E guardi che io il francese lo capisco, lo parlo e lo scrivo benissimo avendo fatto la scuola francese e non corsi di lingua serali, per farle capire la differenza e per non farle pensare che io possa avere capito male)
Le è chiara allora la differenza tra riportare la traduzione di un articolo con commenti e la trasformazione della notizia operata ad arte da Valli?
Le è chiara allora la rettifica a mezzo stampa da parte del giornalista di Le monde?
Cordiali saluti
(1) Cette question de l’identité de l’Italie telle qu’elle est perçue à l’étranger a même fait l’objet d’une intervention lors d’un séminaire destiné aux ambassadeurs au mois de mars. Invités par la Farnesina (le ministère des affaires étrangères italien), le correspondant du Wall Street Journal et celui du Monde ont été priés d’expliquer comment ils voyaient l’Italie et de quelle manière ils en rendaient compte.
Chiedo scusa rettifico, era saltata un parte della discussione
Egregio Berluscano
La questione è nata dal fatto che Valli fa passare un incontro alla Farnesina
“per spiegare a un gruppo di giovani diplomatici come la stampa straniera vede il vostro paese”(1) come una convocazione dei giornalisti da parte delle “autorità” :
per cui gli invitati “invitès” in qualità di relatori diventano convocati, per poi riattaccare con la traduzione e concludere con l’annotazione personale
“Aggiungo io, ancora, sebbene sia superfluo sottolinearlo, che queste convocazioni di giornalisti stranieri da parte delle autorità, sia pure fatte con garbo, vale a dire con diplomazia, sono di solito pratica corrente nei paesi emergenti, dove le critiche, indispensabile sale di ogni libero giornalismo, sono considerate violazioni di lesa maestà”
quindi un ‘incontro di formazione (”séminaire destiné aux ambassadeurs”) per diplomatici per far loro toccare con mano la percezione che la stampa estera ha del paese diventa una convocazione di giornalisti da parte delle autorità, cosa di cui non c’era traccia nell’articolo originale,
(E guardi che io il francese lo capisco, lo parlo e lo scrivo benissimo avendo fatto la scuola francese e non corsi di lingua serali, per farle capire la differenza e per non farle pensare che io possa avere capito male)
Le è chiara allora la differenza tra riportare la traduzione di un articolo con commenti e la trasformazione della notizia operata ad arte da Valli?
Le è chiara allora la rettifica a mezzo stampa da parte del giornalista di Le monde?
Cordiali saluti
(1) Cette question de l’identité de l’Italie telle qu’elle est perçue à l’étranger a même fait l’objet d’une intervention lors d’un séminaire destiné aux ambassadeurs au mois de mars. Invités par la Farnesina (le ministère des affaires étrangères italien), le correspondant du Wall Street Journal et celui du Monde ont été priés d’expliquer comment ils voyaient l’Italie et de quelle manière ils en rendaient compte.