Ecco tutte le querele dei politici di sinistra. Che ipocriti!
Il Fazioso | 25 settembre 2009Attentato alla libertà di stampa! Soprusi verso i giornali da parte del potente! Tutti in piazza a manifestare ecc
Questa polemica della sinistra giornalistica e politica è francamente ridicola anche e soprattutto se andiamo a leggere questi articoli con i dati complessivi delle querele
Sono stati quattro i presidenti del Consiglio ad avere avviato azioni penali e civili nei confronti della stampa. Ma prima di lui, in un discreto disinteresse generale, hanno fatto la stessa cosa tre premier di centro sinistra: Lamberto Dini, Massimo D’Alema e Romano Prodi. Quest’ultimo ha intimidito la stampa italiana con cause e querele sia da presidente del Consiglio sia da presidente della Ue.
e ancora
Se si fa eccezione dei presidenti della Repubblica, tutte le più alte cariche dello Stato e delle sue istituzioni hanno reagito ad articoli di stampa che li mettevano in qualche imbarazzo non con una replica o eventuale rettifica, ma con l’annuncio dell’azione civile e penale. Lo hanno fatto 74 volte i ministri, quattro volte i presidenti delle Camere, 49 volte i sottosegretari, 159 volte i sindaci delle grandi città, i presidenti delle province e quelli delle Regioni. E lo sport è stato particolarmente in voga nel centrosinistra: appartengono a quello schieramento il 68% delle cause giudiziarie annunciate (contro Il Giornale, Libero, Il Tempo, L’Indipendente, Panorama, Il Corriere della Sera e perfino Repubblica). Le avessero vinte, il Pd oggi non sarebbe certo nei guai in cui si trova: la richiesta danni avanzata dai suoi esponenti e alleati (Antonio Di Pietro ha fatto la sua bella parte) ammonta a circa 312 milioni di euro sui 486 milioni che complessivamente si è provato a togliere al sistema dell’editoria italiana: 32 milioni di euro all’anno, una sorta di finanziamento giudiziario aggiuntivo al sistema politico.
Nessuno si scandalizzò delle molteplici cause giudiziare messe in piedi da Prodi
Prima di Berlusconi il presidente del Consiglio Prodi aveva annunciato querela a Il Giornale il 22 marzo 2008 per un articolo sui doni dei capi di Stato a palazzo Chigi. Un anno e mezzo prima lo stesso Prodi, il 30 novembre 2006, aveva annunciato raffica di cause penali e civili contro tre quotidiani e sette persone fisiche per il caso Mitrokhin. Sempre Prodi, ma da presidente dell’Unione Europea, il 7 marzo 2004 aveva annunciato causa civile e penale nei confronti di Libero che aveva pubblicato il contenuto di un interrogatorio di Calisto Tanzi sui finanziamenti di Parmalat alla politica. Atteggiamento curioso, perché pochi mesi prima una vera e propria campagna stampa era partita in Inghilterra contro il presidente Ue, perfino citando presunti favoritismi nei confronti di una nipote. Prodi allora smentì, fece la morale ai giornali inglesi spiegando che «utilizzare la libertà di stampa per orchestrare campagne strumentali o diffamatorie quando e se il caso, è contrario ad ogni principio morale di etica professionale», ma disse di non avere intenzione di presentare «alcuna querela». Agli inglesi no. Ma agli italiani giù bastonate. Sempre da presidente Ue causa civile e penale a Il Giornale il 10 marzo 2000 per la pubblicazione di una intervista sul caso Sme. Stessa musica era suonata pochi mesi prima, il 13 dicembre 1999 nei confronti di Giornale, MF e Corriere della Sera per alcuni articoli sulle consulenze della Tav.
Così come nessuno osò fiatare per D’Alema
Risale al 1999 la causa da 1,6 milioni di euro promossa dal premier Massimo D’Alema contro Giorgio Forattini per una vignetta non gradita. D’Alema da presidente dei Ds ha promosso azione civile e penale contro Il Foglio per un editoriale di Giuliano Ferrara sul caso Unipol (7 gennaio 2006) e prima il 19 agosto 2002 stessa azione contro Repubblica per una intervista a Maurizio Gasparri sulla sua barca. Più di recente, il 25 giugno 2009, ha anticipato Berlusconi facendo causa per un servizio sulle escort di sinistra. A Il Giornale.
e per altri membri del centrosinistra
I due campioni del centrosinistra sono stati Rosy Bindi (raffica di cause da titolare della Sanità sul caso Di Bella) e Francesco Rutelli. L’ex leader della Margherita dopo Di Pietro è il principe dei querelatori se si tiene conto anche del suo periodo da sindaco di Roma: 22 cause a giornali che avevano pubblicato interviste a suoi oppositori o inchieste sul suo operato. Perfino Carlo Azeglio Ciampi, poco prima di diventare presidente della Repubblica, il 15 marzo 1999, annunciò causa a La Stampa per un articolo di Augusto Minzolini dove si riportavano dichiarazioni di terzi sulla sua simpatia per la massoneria. Allora Ciampi era ministro del Tesoro, e a fianco aveva un altro campione della querela facile: Vincenzo Visco. Sul caso Enimont querelò da ministro delle Finanze Liberal il 6 agosto 1998 e Il Giornale il 3 dicembre 1998. Sui Monopoli di Stato fece causa a Panorama da ministro del Tesoro il 13 aprile 2001 e sulle irregolarità edilizie a Pantelleria fece causa a Libero il 3 agosto 2006 da viceministro dell’Economia.
Da presidente della Camera Luciano Violante fece causa a Giancarlo Perna e a Il Giornale il 29 giugno 1998 per un ritratto evidentemente non condiviso. Poco prima di andare via, il 3 aprile 2001 sempre Violante diede mandato ai legali della Camera di avviare causa civile e penale contro il Codacons e tutti i giornali che avevano riportato una analisi sul costo dei parlamentari.
L’ipocrisia sinistra non ha limiti.
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Il Fazioso Liberale Commenti












Ci sono diverse differenze. La più importante è che il pagliaccio imbellettato, essendo “immune” (per sua legge personale) cioè al di sopra (o meglio al di fuori) della legge, non può querelare nessuno!
Ah quindi adesso la discriminante negativa sarebbe che non può querelare?
Mentre il fatto che tutti i politici di sinistra lo facciano in continuazione è un fattore positivo….
Coerenza sinistra
Ma queste cretinate te le inventi, o te le suggeriscono ??
La querela va fatta entro novanta giorni , dopo non si può più fare.
Gaetano F.
Intanto non è vero che tutti i quelli di sinistra lo fanno in continuazione. E ti spiego perchè il pagliaccio non può querelare nessuno; Se uno mi querela, io posso a mia volta denunciarlo se ritengo che egli abbia torto, cosa che con il vostro padrone non si può fare perchè si è fatto la legge. Quindi si crea una evidente ingiustizia, una sproporzione inaccettabile. Di fatto lui può dire quello che vuole senza doverne rispondere.
Io non sono per le querele, i fascisti vanno semplicemente bastonati.
A parte l’uscita finale infelice e molto democratica non mi risulta che tutti i giornali su cui pendevano querele da parte di politici di destra o sinistra abbiano a loro volta controquerelato chi li aveva accusati (non sono esperto di questioni giuridiche ma credo che non si possa proprio fare). Quindi hai detto una sciocchezza.
Non c’è alcuna differenza tra i politici di sinistra che in massa querelano e Berlusconi.
Caro Bruno, vedo con piacere che lei è uno di quei simpatici pacifisti di sinistra per cui “la pace ad ogni costo, senza se e senza ma”. Io che non sono propriamente pacifista come lei, il bastone glielo infilerei…..
Vergognati… dire che i fascisti vanno semplicemente bastonati da perfettamente idea di quanto siate poco intolleranti voi sinistroidi che avete totalmente perso di vista i vostri obiettivi e l’unica cosa che sapete fare è sguazzare nella vostra frustrazione di un movimento fallimentare che sa dar sfogo oramai solo tramite bocche come quelle di travaglio, santoro e grillo..ignobili burattini molto piu’ servi di quanto lo sia chi lecca il culo a Berlusconi…ma siete troppo accecati dalla rabbia per rendervene conto.
strano il concetto secondo cui l’”imbellettato” dev’essere processato, condannato senza pietà, ma non deve potersi difendere dalla montagna di spazzatura che viene quotidianamente riversata addosso alla sua persona. per me grillo con quel vomitatorio di blog non deve poterla fare franca. diritto di libertà non si concilia con il diritto ad essere massacrato sulla stampa da eroi ed anche martiri della libertà di agire in spregio a tutto e a tutti senza il benchè minimo contraddittorio. schegge o costole della sinistra vogliono organizzare manifestazioni pubbliche in difesa della cost., ma soprattutto in difesa dei suoi precetti in tema di libertà di espressione; verrebbe anche di urlare: Viva la costituzioni. Viva anche la difesa di quel monumento del diritto che è la presunzione d’innocenza. innocenza per tutti sino a condanna definitiva. tuttavia questi precetti, questa lotta senza quartiere in difesa della cost. e, appunto dei suoi precetti si ferma alla lettera B. poi per le querele; hanno sempre detto di aver fiducia nei giudici, ed allora di che cosa si preoccupa concitta de gregorio?
saluti
Maralai
(mario n.)