Sì del Consiglio di Stato alle impronte per i minori rom volute dal governo
Il Fazioso | 28 agosto 2009Una sentenza del Consiglio di Stato dà ragione al Governo
Sarà possibile dare un’identità alle persone che vivono nei campi anche attraverso rilievi segnaletici. In una pronuncia appena emessa, la suprema corte amministrativa ha ammesso la possibilità di procedere «sic et simpliciter» a dare un’identità alle persone che vivono negli insediamenti nomadi, anche attraverso rilievi segnaletici. In via cautelare, il Consiglio di Stato ha così ribaltato quanto già deciso nel luglio scorso dal Tar del Lazio, che aveva annullato in parte le ordinanze emesse dal presidente del Consiglio per fronteggiare lo stato d’emergenza nei campi rom di alcune regioni tra cui il Lazio e la Lombardia.
Tutto parte da alcuni atti dell’estate scorsa
Da qui, l’estate passata, erano scattati i censimenti voluti dal Viminale per monitorare la situazione. Erano stati conferiti poteri «speciali» ai prefetti dei grandi centri, nominati commissari straordinari per accrescerne l’autonomia decisionale e operativa. Dopo i primi sopralluoghi delle forze dell’ordine nelle baraccopoli di Roma e Milano, che avevano provveduto a contare e identificare le presenze, era esplosa la reazione delle forze di estrema sinistra, di molte associazioni di terzo settore vicine alla causa dei rom, anche grazie all’appoggio dell’opposizione di centrosinistra. Di conseguenza, lo scontro si era spostato sul piano politico. Su certa stampa comparve perfino il termine «razzismo» nel giudicare le scelte dell’esecutivo. Anche alcuni esponenti del mondo cattolico, come del resto sta accedendo in questi giorni sulla questione degli sbarchi di clandestini, non si erano tirati indietro nell’attaccare il governo sulla «linea dura».
Soddisfatto il vicesindaco di Milano, De Corato
La decisione, secondo quanto ha dichiarato alle agenzie il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, “è a difesa dei minori” stessi. Secondo De Corato, “la possibilità di identificarli, come fa il Comune di Milano, serve in primo luogo a contrastare la criminalità romena che li nasconde nei campi per impiegarli, schiavizzati, per furti, elemosina o prostituzione. Altro che lesione dei diritti. L’European Roma Rights Centre Foundation, che ha presentato ricorso su alcune disposizioni presenti anche nel regolamento dei campi nomadi del Comune di Milano, ha preso un doppio buco nell’acqua”. “Perché già lo scorso 5 agosto – prosegue il vicesindaco – il Consiglio di Stato aveva ammesso la possibilita’ di identificare gli occupanti dei campi di badge di riconoscimento”.
il verdetto della magistratura conferma la legittimità dell’operazione e dimostra l’ennesima opera becera di propaganda della sinistra
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