Cristiano Di Pietro è indagato dalla procura di Napoli!
fazioso | 16 gennaio 2009Dopo giorni di indiscrezioni e retroscena di ogni tipo pare proprio che Cristiano Di Pietro sia indagato dalla procura di Napoli
Leggiamo
È indagato, Cristiano Di Pietro. La Procura di Napoli lo ha iscritto per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio nell’ambito della inchiesta «madre» (il cui esito è allo stato imprevedibile) che riguarda il malaffare gestito dall’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone.
Anche Pravda Repubblica conferma e cerca di spiegare perchè Tonino era stato convocato
Più di tre ore davanti ai pm che indagano sugli appalti a Napoli e che hanno iscritto nel registro degli indagati il figlio Cristiano. Antonio Di Pietro si è recato nel pomeriggio nella sede della procura al Centro Direzionale per chiarire alcuni punti su cui si è particolarmente concentrata l’attenzione dei magistrati: in primo luogo la questione della fuga di notizie che ha caratterizzato la prima fase delle indagini e, indirettamente, la vicenda emersa dalle intercettazioni telefoniche dei rapporti tra il figlio Cristiano, consigliere provinciale dell’Idv di Campobasso, e l’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise Mario Mautone.
In serata trapela la notizia che Cristiano Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura partenopea, anche se le fonti giudiziarie hanno precisato che si è trattato di un “atto dovuto”.
E ancora
Cristiano Di Pietro è indagato. Il figlio del leader dell’Idv, consigliere provinciale a Campobasso, finisce nell’inchiesta sull’appaltopoli partenopea per quelle telefonate all’ex provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise Mario Mautone. Quelle in cui chiede al funzionario del ministero delle Infrastrutture, che all’epoca era guidato dal padre Antonio, informazioni su lavori e forniture per caserme molisane e incarichi per professionisti amici.
Evidentemente per i magistrati quei rapporti dal «contenuto alquanto ambiguo» tra il figlio di Tonino e il provveditore, così come raccontati nell’informativa della Dia, sono stati sufficienti a iscrivere il giovane Di Pietro nel registro degli indagati. E potrebbe non essere Cristiano l’unico esponente dell’Idv a finire coinvolto nel nuovo filone.
Insomma pare proprio che il partito di Di Pietro, l’Italia degli Onestoni non sia poi cosi onesta come si propaganda. Persino il figlio pare essere al centro di un sistema di malaffare piuttosto ampio.
E i misteri anche sul padre continuano a crescere
Il cittadino più protetto d’Italia, ufficialmente, è stato ascoltato a proposito di quella che in precedenza aveva definito «una grandissima puttanata»: la fuga di notizie, cioè, che a partire dal 29 luglio 2007 l’aveva già messo al corrente che il provveditore delle Opere pubbliche della Campania, Mario Mautone, uomo suo, era indagato a Napoli. Chi era stata la talpa? Querelato e snobbato, il Giornale gliel’aveva chiesto per settimane. Una faccenda «ambigua», scrissero gli investigatori. Ripetiamola per la centesima volta, anche per tutti quei giornali che non l’hanno scritta mai: la Dia ha scritto di circostanza «inquietante» perché Di Pietro e suo figlio, e un po’ tutta l’Italia dei Valori, improvvisamente, smisero di parlare a Mautone come se fosse appestato, cioè indagato; Di Pietro disse che aveva trasferito Mautone a Roma «perché sapevo dell’indagine», poi ha corretto e ha specificato che dell’indagine aveva appreso da agenzie di stampa: e non era vero neanche questo. Poi più nulla, zero, silenzio: sino a una non-spiegazione fornita sulle colonne di Libero per una questione appunto definita «una puttanata mostruosa». Ora chissà se l’arcano sarà stato svelato: non è detto che i magistrati già non sapessero come certe notizie siano uscite dal loro ufficio.
In tutto questo non si comprende nemmeno il trattamento di favore che è stato gentilmente regalato a Tonino il Trebbiatore
Non era un uomo: era un testimonial di categoria e, anche alla luce di passate vicende, senz’altro il cittadino più protetto del Paese. Altrimenti non gli avrebbero riservato un’accoglienza così sontuosa: giornalisti e fotografi, ieri, sono stati allontanati dall’ingresso della procura grazie a una disposizione ad horas del procuratore generale, provvedimento personalizzato e senza precedenti che ha sollevato ovvie proteste da parte di taccuini e telecamere.
Sono stati i cronisti a far notare che l’altro giorno, in occasione dell’interrogatorio di Italo Bocchino, che è solamente vice-capogruppo del Pdl, le cose erano state ben diverse: era mancato solo che i giornalisti fossero fatti entrare direttamente nella stanza dell’interrogatorio. Mentre ora, a protezione, mancavano solo i dobermann
Insomma pare proprio che la patente di onestà fosse stata contraffatta. Il sistema Di Pietro in Campania pare pronto a essere smontato e il tutto fa trasparire un giro di corruzione e malaffare degno dei partiti che il caro Tonino ha insultato per anni
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Il Fazioso Liberale Commenti





E’ istruttivo leggere oggi sul corriere della sera on-line il commento di Travaglio, feroce moralizzatore, a sostegno di Di Pietro junior: non si deve dimettere, sono solo raccomandazioni! Mi viene in mente il casino successo quando Berlusconi segnalò alcune starlette televisive: il finimondo, neanche si fosse trattato di un atto di alto tradimento. Anche questo condannabile, ma almeno non si trattava di raccomandazioni per incarichi responsabili di danaro pubblico.
Qualcuno vicino a Tonino,lo aveva sconsigliato di raccogliere le firme ma lui non ha ascoltato nessuno…è andato avanti urlando come una grandine.
Ora che sta raccogliendo la tempesta…per favore non si lamenti.
Che gli serva da lezione,se la capisce.
hè hè Claudio le segnalazioni di Berlusconia Saccà fecero un gran casino perchè servivano per compreare dei parlamentari dell’ulivo… per far cadere il govero… E ci credo che ci fu un gran casino.
ecco l’intervista a Travaglio:
La Stampa: Travaglio, allora, nessun imbarazzo per il Di Pietro che frequenta i tribunali?
Marco Travaglio: No… e perché? Mica è uscito e ha cominciato a inveire. Non mi risulta che abbia chiesto leggi “ad personam”.
La Stampa: No, dice di indagare a tutto campo. Figli e amici compresi.
Marco Travaglio: Appunto. Mi sembra un comportamento di grande coerenza. Mi felicito con lui. Anche perché non si ripara nella questione del penalmente rilevante. Ecco, almeno Di Pietro lascia che siano i magistrati a decidere che cosa è penalmente rilevante.
La Stampa: Sembra quasi di capire, Travaglio, che lei vede Di Pietro persino rafforzato da questa brutta storia.
Marco Travaglio: Guardi, premesso che non so niente di questa inchiesta, e che quindi non ho proprio idea di chi sia indagato e chi no, noto che Di Pietro non fa eccezioni per nessuno. Non era scontato. Le persone vanno messe alla prova dei fatti.
La Stampa: Resta il fatto che l’inchiesta ha tirato fuori una bruttissima storia.
Marco Travaglio: Lui dice che il suo partito è in grande espansione. E che ovviamente entra di tutto. Ecco, questo è un limite. Lo è per tutti i partiti, ma nel suo caso la questione è più grave. Perché da Di Pietro non ce lo si aspetta. Ci vorrebbero dei buttafuori all’entrata. E poi ci vorrebbe un serio collegio dei probiviri.
La Stampa: A essere davvero severi, però, pure Di Pietro dovrebbe cancellare mezzo partito.
Marco Travaglio: Ma almeno, quando gli segnalano una mela marcia, lui la caccia. Gli altri mica lo fanno. Quel Mautone, ad esempio: quando gli sono arrivate certe chiacchiere all’orecchio, l’ha fatto ruotare. E’ una buona regola, visto che certi funzionari non li puoi licenziare. Poi naturalmente vedo che gli accollano pure questo…
La Stampa: La questione più delicata, e dolorosa, riguarda il figlio Cristiano.
Marco Travaglio: Mi pare giusto che sia dimesso dal partito. Ora, io non confondo chi prende mazzette, che è un reato, con una semplice raccomandazione. E allora, fermo restando che le raccomandazioni non si fanno, è chiaro che sono due cose di peso diverso.
Io sono intenzionato a credere che le indagini su Cristiano Di Pietro siano state “richieste” dal padre (come ha detto ai microfoni del TG1 oggi), nella convinzione che ne uscirà con l’archiviazione. In verità non so se Di Pietro abbia questo potere, ma dopotutto non è niente di nuovo. A parte il fatto che Di Pietro non ha chiesto (e/o ottenuto) immunità e leggi ad personam, a differenza di un Berlusconi o un D’Alema a caso.
Fa un po’ senso, però, Fazioso, vedere linkati soprattutto articolo de Il Giornale, che nelle ultime settimane ha avviato una campagna stampa contro Di Pietro. Mi ricorda quello che successe nella metà degli anni Novanta: all’epoca Il Giornale (diretto da Feltri) per un paio d’anni (quando Di Pietro preparava la sua discesa in campo) denunciò una valanga di malaffare su Di Pietro, ma alla fine, sulle stesse colonne, Feltri fu costretto a scusarsi di tutto quello che aveva scritto, ma intanto il simbolo di Mani Pulite (e Mani Pulite stessa) ne uscirono demoliti.
Oggi mi sembra accadere la stessa cosa: dopo il trionfo di Di Pietro in Abruzzo (l’unico sconfitto ad aver trionfato, mi sembra abbastanza pacifico) in quel di Arcore – ma anche nel loft – qualcuno deve aver tremato. Ed ecco una nuova campagna stampa contro Di Pietro, riesumando indagini archiviate quasi un anno fa, cui Di Pietro ha risposto (sulle colonne di Libero, oggi diretto da Feltri, che credo abbia più dignità de Il Giornale) per filo e per segno alle accuse del giornale di Berlusconi.
Ma la cosa di cui sono maggiormente schifato è la seguente: sui giornali si parla di Cristiano Di Pietro, ma non dell’enorme sistema di potere che ruota attorno a Romeo (già coinvolto in Tangentopoli, oggi protagonista di intrallazzi rigorosamente di destra e sinistra) o di processi (non indagini, bensì processi) come quelli a carico (in ordine alfabetico) di Bassolino e Berlusconi (ancora, processi bipartisan – e non solo questi due: posso citare – visto che siamo su un blog di destra – , i vari scandali Del Turco, Firenze e Sardegna, che hanno coinvolto in misura molte volte maggiore che Di Pietro junior, degli esponenti di spicco del PD?).
L’unica cosa che mi viene da pensare è che un po’ tutti, dal PD al PdL, abbiano terrore delle performance elettorali di Di Pietro. C’è bisogno di una bella valanga di (scusa il francesismo) merda, anche per distrarre gli elettori da faccende ben più gravi.
Di Pietro ha carattere perche animato da un profondo senso di giustizia e responsabilità, ora la mafia e i casalesi lo attaccano perche é diventato troppo scomodo al capo (di cazzo) di Berlusc! Veltroni é un sognatore é questo il suo problema, vuole staccarsi da tutti e andare da solo dimenticando che dall’altra parte si sono coalizzati almento in 4! (pdl+lega+radicali+fini) Di Pietro é il migliore e noi lo voteremo sempre finché vivremo: se il PD si stacca dall’IDV… il PD avrà già perso in anticipo
Caro Paul, tu sei libero di votare chi vuoi, come io sarò libero di nomn votare mai Di Pietro.
Moralizzatore di che?
Con il suo modo di urlare, si è preso tuti quelli che lasciavano i partiti di sinistra e non sapevano dove andare.
Senza offrire una visione della sua politica sociale, economica, estera, ecc non ha potuto fare la cernita tra persone oneste e non. Ha raccattato un pò di tutto, onesti e disonesti, basta che erano antiberlusconiani.
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Credo sinceramente che se tutti i politici, di destra, centro e sinistra, facessero come il figlio di Di Pietro e si dimettessero per avere fatto delle raccomandazioni, avremmo finalmente il tanto agognato rinnovamento della nostra vetusta classe politica !!!!
Sarebbe già sufficiente se si dimettessero non dico gli indagati, ma almeno i condannati per reati contro la pubblica amministrazione…. già li, si aprirebbero notevoli varchi.
Di Pietro ha un coraggio… di affermare che il rispetto delle regole vale per tutti, al di là del reddito, che chiedere e pretendere che chi sbaglia paghi, anche se possiede tre ville e non è un semplice operaio o immigrato, che chiedere giustizia e riaffermare i diritti delle vittime e non solo quelli degli indagati (ovviamente se possono permettersi di pagare e magari fare eleggere stuoli di avvocati) non è persecuzione, ma deve essere la normalità !!!!
Sono cose che dovrebbero essere normale buon senso e patrimonio comune… ma in questa anomalia italiana, ormai chi chiede che chi truffa, imbroglia e corrompe paghi, a qualunque schieramento appartenga, viene marchiato come “giustizialista”, come se chiedere giustizia fosse un peccato e non un diritto.
Purtroppo, e sono d’accordo con nicola, Di Pietro non è sempre stato molto bravo nello scegliere chi imbarcare nel proprio movimento…. vedi il brillante esempio del senatore IDV brillantemente comprato (pardon, acquisito) dalla destra nella scorsa legislatura….
Speriamo che l’esperienza insegni…
Una persona fà il suo dovere ma non puó rispondere se gli altri del suo partito sbagliano: é quasi impossibile conoscere bene una persona quando ci sono interessi politici ed economici in gioco. Che coraggio avete a fare voi la morale a Di Pietro che il PDL é un agglomerato di mafiosi e camorristi (guardacaso con tanti consensi in Sicilia, Campania e Puglia)
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