Il caso Delbono conferma che i sinistri nelle regioni rosse si sentono in diritto di far qualsiasi cosa impunemente

Il Fazioso 25 gennaio 2010 2

Il sindaco di Bologna si è dimesso, travolto dal Cinzia Gate che lo ha portato a moltissime imputazioni di cui abbiamo già parlato. Ora si aprirà una fase politica difficile in cui la maggioranza di centrosinistra si troverà sicuramente in difficoltà, nonostante il patetico tentativo di far passare Delbono da eroe per le sue dimissioni. Dopo un disastroso Cofferati è arrivato un Delbono con tante speranze ma che alla fine ha disastrosamente fallito a causa di questo scandalo; di sicuro ora Bologna merita di meglio e il centrodestra ha delle possibilità per tentare il colpaccio che già gli era riuscito ai tempi di Guazzaloca.

La vicenda oltre allo squallore dei retroscena dimostra una volta di più quanto nelle regioni rosse gli amministratori di sinistra si sentano in diritto di fare quello che vogliono, in barba alle regole e alle leggi. Il sistema di potere è talmente intricato, sviluppato e ben gestito da controllare in maniera lecita o meno qualsiasi aspetto rilevante della politica e dell’economia delle regioni rosse. Il fatto che la procura di Bologna volesse archiviare la dice lunga sull’intrigo tra politica, economia e giustizia che il centrosinistra dirige. Questa vicenda, le varie inchieste in Toscana, Liguria, Umbria e Abruzzo (con numerosi politici indagati e imprenditori a loro legati) che hanno scoperchiato la vicinanza ideale tra sinistra e illegalità (alla faccia della superiorità morale) e il caso Marino, boicottato come medico perchè aveva osato opporsi a Bersani non fanno che dimostrare che in certe regioni è in atto una specie di dittatura silenziosa, un intreccio difficilmente sbrogliabile proprio perchè sviluppato ormai da decenni.

Ma ora sempre di più certi scandali vengono a galla e la credibilità di questi personaggi inizia a crollare. Se ne accorgeranno anche gli elettori di queste regioni?

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