Approvata dal Consiglio dei Ministri la riforma del processo penale, ottimo intervento del governo
fazioso | 6 febbraio 2009Il consiglio dei ministri ha approvato la riforma del processo penale presentata dal ministro Angelino Alfano.
Ecco le indiscrezioni sulla riforma
Il provvedimento, che ha avuto l’ok da Palazzo Chigi, contiene – a quanto si è appreso – cinque deleghe al governo a legiferare e che riguardano le notificazioni, le misure cautelari, la sospensione dei processi per gli irreperibili, la digitalizzazione, l’elezione dei vice procuratori onorari presso i giudici di pace. La riforma punta a limitare i poteri del pm, attraverso una maggiore autonomia alla polizia giudiziaria, ampliando allo stesso tempo le prerogative della difesa. Secondo la versione più recente della bozza, sottoposta a gennaio dal ministro della Giustizia, ai colleghi della maggioranza, il pm potrà solo ricevere la notizia di reato senza più poter aprire fascicoli sullo spunto di articoli di giornale o confidenze private. Sono previsti anche criteri più certi per determinare il giudice competente se non è individuabile il luogo in cui è stato commesso il reato, ed è resa più facile la ricusazione del magistrato che “esterna” fuori dal processo. Si stabiliscono inoltre corsi obbligatori per chi aspira a dirigere un ufficio.
Nel progetto di Alfano ci sono anche una serie di norme che dovrebbero sveltire e migliorare il funzionamento della struttura. Le novità, ha spiegato il ministro, riguardano l’introduzione della regola della comunicazione online nel processo penale e civile; la digitalizzazione della giustizia e «misure che sgraveranno il sistema di formalismi e consentiranno risparmi come le notifiche». C’è poi un capitolo nel ddl sull’efficienza della giustizia varato oggi nel Cdm che obbligherà gli uffici giudiziari italiani a stilare, con cadenza trimestrale, un rapporto di produttività che verrà poi inviato elettronicamente al ministero della Giustizia. Alfano ha spiegato che il ministero provvederà alla pubblicazione online dei rapporti, dando vita a una sorta di classifica dei vari uffici giudiziari.
Inoltre Berlusconi ha aggiunto
Nella riforma della giustizia “manca ancora una norma che ci sta a cuore, che ci porterebbe al pari delle altre democrazie occidentali”, e cioè che quando “un cittadino è giudicato e assolto da un tribunale della Repubblica non possa essere più chiamato dall’accusa a rispondere in un secondo e terzo grado di giudizio, con grandi costi economici e rovindando la vita del cittadino e dei suoi cari. “La riforma della giustizia non sarà completata fino a quando non avremo aggiunto questo tassello e se sarà necessaria una riforma costituzionale la affronteremo”.
Soddisfatto il ministro Alfano che ha dichiarato
“Abbiamo fatto un buon lavoro per un processo giusto e rapido – ha detto -. Il provvedimento punta a garantire il giusto processo con la perfetta parità tra accusa e difesa, rendendo effettivo l’articolo 111 della Costituzione”. “Il disegno di legge prevede una più efficace lotta alla criminalità”, ha aggiunto. Le novita’, ha spiegato il ministro, riguardano l’introduzione della regola della comunicazione online nel processo penale e civile; la digitalizzazione della giustizia e ”misure che sgraveranno il sistema di formalismi e consentiranno risparmi come le notifiche”. Alfano ha sottolineato, riferendosi alla elezione dei vice procuratori onorari presso i giudici di pace, che ”per la prima volta abbiamo reso effettivo un principio previsto dalla Costituzione che e’ la partecipazione del popolo all’amministrazione della giustizia”. Noi abbiamo come obiettivo, che si consolidera’ nella proposta che faremo a breve di riforma della Costituzione, quello della perfetta parita’ tra accusa e difesa – ha sottolineato il Guardasigilli -. Abbiamo inserito nel codice di procedura penale una serie di interventi che renderanno effettivo quell’articolo 111 della Costituzione che, pur essendo stato approvato con larga maggioranza una decina di anni fa, non riteniamo che sia stato reso operativo nel nostro ordinamento giuridico. Abbiamo fatto si’ che nel nostro processo penale fossero eliminati numerosi elementi di doglianza da parte dei cittadini e fossero restituite loro una serie di garanzie”.
”Un processo rapido che non sia anche giusto, che non contenga cioe’ tutte le garanzie per i protagonisti del processo – ha spiegato – produce decisioni insitamente ingiuste. Allo stesso tempo, un processo giusto che non sia anche rapido porta a sentenze tardive e insitamente ingiuste”. Alle ”misure di pura efficienza” e’ dedicato un ampio capitolo. ”Agli uffici giudiziari chiederemo ogni tre mesi il dato del loro rendimento, senza mai interferire nella giurisdizione. Pubblicheremo on line questi risultati e faremo si’ che i cittadini possano avere finalmente chiaro quali uffici vanno bene e quali male”. “Un ampio capitolo quello della riforma del processo penale e’ stato dedicato alle misure di garanzie per i cittadini sul versante del giusto processo. Noi abbamo un obiettivo, che si consolidera’ nella proposta di riforma della Costituzione che faremo a breve. L’obiettivo e’ quello della perfetta parita’ tra accusa e difesa”.
Insomma sembra un ottimo disegno di legge che colma il vuoto decennale di interventi nel settore. Finalmente una riforma dopo anni di immobilismo con importanti interventi sia per razionalizzare i tempi dei processi sia per avere risparmi processi sia per raggiungere l’obiettivo del giusto processo. Particolarmente positivo l’aumento dei poteri per la polizia giudiziaria e la fine del protagonismo dei pm che si cercano le inchieste sugli spunti giornalistici.
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Il Fazioso Liberale Commenti












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Sinceramente e secondo la mentalità liberale, non capisco come possa essere “ottimo intervento del governo” una riforma così delicata che venga impostata come deleghe al governo a legiferare.
Penso che una riforma di questo tipo dovrebbe essere manifestamente condivisa tra tutte le forze politiche e che un ruolo centrale dovrebbe essere dato a tutto il parlamento.
Nella proposta ci sono contributi di udc, pd e anm. A me sembra giusto che sia il governo a fare la propria proposta. Poi sarà il parlamento a eventualmente modificare