Anche a sinistra difendono la social card
Il Fazioso | 28 novembre 2008Segnalo quest’articolo della mai tenera con il centrodestra, Lucia Annunziata
Alcuni passaggi interessanti
Un po’ di conti: se una famiglia guadagna 500 euro al mese, un dono mensile di 40 euro costituisce quasi il 10% di aumento del suo reddito.
Sputateci sopra! Molto fastidiosa, perché molto snob, la discussione sollevata dall’introduzione della Social card. Si è sentito di tutto: «Umiliante elemosina», «tessera annonaria», «beffa». «Misura irrisoria e paternalista». Definizioni eccessive, e perfetto esempio di come la polemica a tutti i costi spesso non fa bene all’opposizione e non lede il governo.
qualche difesa anche di altri provvedimenti
Ma – ecco la vera domanda – perché respingere (ridicolizzare) le misure che contiene di una qualche efficacia? Ad esempio: lo spostamento del pagamento dell’Iva al momento in cui si incassa non è certo un forte intervento di detassazione, ma non è anche un piccolo sollievo? Ancora: se gli ammortizzatori sociali vengono estesi anche a lavoratori precari e irregolari, si può dire giustamente che questi fondi non sono sufficienti per tutti coloro che si troveranno in difficoltà, ma bisogna per questo respingere quelli che arriveranno a pochi?
ancora sui veri poveri
L’impressione è che al centro della discussione sulla Social card ci sia un vuoto di consapevolezza su che cosa sia la povertà. Non la povertà «percepita» di una società che diventa progressivamente più immobile, né quella della classe media che deve ridefinire il suo stile di vita, e neanche quella di una classe operaia che deve drasticamente ridurre anche i consumi essenziali. Parliamo di poveri veri, che per metà vivono con quello che hanno, per l’altra metà vanno alle mense pubbliche
e infine
Questo è il senso del denaro che hanno i cittadini comuni. Per ognuno di loro 40 euro sono un mese di carica per il telefonino del figlio o una sera fuori a cena, o la spesa di una settimana. Per quelli davvero poveri 40 euro sono il consumo mensile di elettricità, la differenza fra riscaldarsi o meno. Inoltre, queste persone non hanno vergogna di avere nelle mani una carta che ne attesti la condizione di povertà: i veri poveri sanno di esserlo e conoscono già l’umiliazione di mettersi in fila alle mense, o di chiedere ai figli qualche lira in più. Una carta probabilmente porta loro almeno un senso di considerazione da parte degli altri.
Se anche a sinistra difendono la social card, qualche merito lo avrà sicuramente
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Ci sono osservazioni che sono tutt’altro che peregrine: http://xmau.com/notiziole/arch/200811/005054.html
a me non sembra intelligente..bastava aumentare pensioni e assegni famigliari..poi ognuno il governo ha scelto in questo modo e noi lo abbiamo votato..
Ma poi è ragionevole pensare che le persone povere siano anche quelle meno acculturate: tu dici che sapranno usare il bancomat? Tu dici che sapranno compilare i moduli per la richiesta? Sanno che cos’è un ISEE? A questo punto, come dici tu, conveniva intervenire in modo diretto sulle pensioni e sugli assegni (tra l’altro, nel primo caso, si sarebbe potuta avere una impressione di aumento permanente del reddito, e quindi un incentivo a consumare, con buona pace di Berlusconi…ma evidentemente né lui né Tremonti ci hanno pensato).
Infine c’è la questione morale: una cosa è andare al supermercato e dare dei soldi al negoziante, un’altra è dare questo pezzo di plastica blu ormai universalmente conosciuto, e spiattellare ovunque la propria indigenza.
Poi sia ben chiaro: io mai e poi mai ho votato e mai voterò un presidente illiberale (che alla fine è più statalista di Stalin).
Effettivamente, l’introduzione della social card poteva essere evitata…vuoi per la difficoltà di reperire e compilare i moduli, specialmente per le persone anziane (anche se c’è il patronato, e lì ti aiutano gratis), ma vuoi anche per la spesa per creare tutte queste carte..mettigli i 40 € mensili direttamente sulla pensione, e l’effetto è lo stesso! @Tooby: la questione morale mi sembra una delle tue solite critiche senza fondamento. Va bene criticare il metodo, ma non mi sembra che una persona che presenta la (social) card alla cassiera venga discriminata, o lo debba essere. Per il resto, si poteva fare di meglio e più direttamente, ma almeno un po di soldi in più male non fanno
@Stefomec: Io ho scritto: una cosa è andare al supermercato e dare dei soldi al negoziante, un’altra è dare questo pezzo di plastica blu ormai universalmente conosciuto, e spiattellare ovunque la propria indigenza.
Tu hai scritto: mettigli i 40 € mensili direttamente sulla pensione, e l’effetto è lo stesso
Tu la metti come mera questione pratica, ma vista la grancassa televisiva che ne è stato fatto, se usi la social card vuol dire che sei povero. Ora non si tratta di discriminazione, ma di dignità (la sai la differenza?): una cosa è presentare la vistosa social card, un’altra usare degli anonimi spiccioli.
Mi sembra che a te piaccia attaccarmi a prescindere, anche quando si finisce per dire la stessa cosa. Mi fai veramente ridere.