Sì alla riforma dei servizi pubblici locali, nonostante le menzogne dei sinistrati sull’acqua
Il Fazioso | 19 novembre 2009L’Aula della Camera ha dato il suo “sì” definitivo al decreto legge Ronchi, già approvato dal Senato, che prevede la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l’acqua.
Dunque è legge la tanto auspicata riforma dei servizi pubblici locali che si aspettava da decenni.
Veramente indecente in questi giorni la propaganda sinistra sulla questione dell’acqua. Demagogia e disinformazione come mezzi di battaglia politica, che vergogna. Non è affatto così come hanno sbraitato Di Pietro e soci
«L’acqua è un bene di tutti» è uno slogan troppo facile perché in tanti possano resistere alla tentazione di strillarlo. Non c’è da stupirsi, dunque, se la privatizzazione dei servizi idrici inserita nel decreto Ronchi stia suscitando grandi polemiche. Anzitutto due precisazioni: viene data la possibilità di cedere a operatori privati la gestione degli acquedotti, delle fognature e della depurazione, ma si conferma la natura pubblica del bene acqua; inoltre più che privatizzazione si propone l’affidamento a terzi con gara, che è una liberalizzazione contenuta ed è la vera strada primaria del decreto. Molto dipenderà da come saranno fatte le gare, se sarà data priorità a investimenti, manutenzione e qualità del servizio. Soprattutto al Sud il settore idrico continua a essere di basso livello. L’industrializzazione del servizio idrico e l’apertura del mercato a gestori privati (ben indirizzati e controllati dagli enti locali) è una sfida di modernizzazione che non si può perdere.
e ancora
«L’acqua è un diritto», e Vendola «La privatizzazione dell’acqua è una bestemmia contro Dio» e ancora il Codacons ha il sospetto che la manovra serva a «creare nuovi consigli di amministrazione nei quali papparsi qualche lauto stipendio». Papparsi? Bestemmie? Ma dove vivono questi signori? Vendola e il suo acquedotto pugliese, controllato dalla regione al 95 per cento, come pensa che funzioni? Lo sanno i nostri Consumer chic che in Italia grazie alla demenziale gestione pubblica dell’acqua disperdiamo 34 litri ogni cento distribuiti. Lo sanno questi signori che le tariffe dell`acqua sono diverse da paese a paese in virtù di lobby localístíche.
A proposito la Puglia è tra i leader in questo spreco. E sono proprio bravi questi signori che tutelano questo nostro sacrosanto diritto.
Evviva il pubblico.
Senza contare che nella scorsa legislatura, a causa dei veti dei comunisti, il Governo Prodi non riuscì a fare il Ddl Lanzillotta sulla riforma dei servizi locali che comprendeva le stesse norme sull’acqua. Meno male che Bersani e soci erano liberali….
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