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3 milioni di cause arretrate e noi spendiamo soldi e tempo per una prescrizione certa

Il Fazioso 27 febbraio 2012 10


faldoni 3 milioni di cause arretrate e noi spendiamo soldi e tempo per una prescrizione certa

Diceva Facci il giorno del rinvio a giudizio a Berlusconi per il processo Mills

L’ottavo rinvio a giudizio per Berlusconi su tredici tentativi non andrà a finire da nessuna parte: la prescrizione è pressochè garantita

3 milioni di cause arretrate e noi spendiamo soldi (per i processi e di stipendio a certi magistrati) e tempo per una causa sicuramente prescritta, addirittura velocizzando il processo e occupando ogni spazio libero a danno di processi ben più importanti per una causa già prescritta.

E gli accusatori ancora non ci stanno e pretendono la Cassazione, facendo battaglie a vuoto senza alcun motivo logico se non la persecuzione giudiziaria contro il Cav.

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  5. A questo punto date l’ergastolo a Silvio

10 Comments »

  1. H 7 25 27 febbraio 2012 at 18:12 - Reply

    Si potrà parlare di giustizia quando sarano trascinati sul banco degli imputati coloro che trascurano tre milioni di cause arretrate al solo scopo di perseguitare un avversario politico. Una persecuzione che si è risolta, fra l'altro, in un nulla di fatto, dal momento che coloro che aspettavano la sentenza di condanna nel processo Mills sono tornati con le pive nel sacco. Vale nulla dire che la prescrizione non equivale all'assoluzione perchè, parallelamente, bisogna dire che la prescrizione non equivale alla condanna. Coloro che erano animati da un odio cieco contro l'imputato non sono riusciti a trovave uno straccio di prova plusibile nonostante abbiano prolungato artificialmente il processo per ben tre anni e nonostante abbiano escluso dal processo decine e decine di testimoni della difesa. Se a questo fallimento sul piano giudiziario si aggiuge che la sinistra sta sostenendo un governo di destra economica (che è altra cosa dalla destra politica) appare lampante anche il loro fallimento sul piano politico.

    • sergione1941 27 febbraio 2012 at 21:30 - Reply

      Vorrei attendere le motivazioni della sentenza che dovrebbero arrivare entro 90 giorni.
      Per ora mi limito a dirti che scrivi molte verità ma anche alcune inesattezze non trascurabili. Ne riparleremo.

  2. carlo64 27 febbraio 2012 at 18:21 - Reply

    In attesa di un brillante commento di serginio… non posso che approvare al 100%!!

    • Grigio 27 febbraio 2012 at 18:57 - Reply

      I coglioni vanno a coppie.

      • carlo64 28 febbraio 2012 at 01:12 - Reply

        ………un po scarsina come battuta =/
        e poi qui di solito i coglioni siete voi
        ciao semo

  3. sergione1941 27 febbraio 2012 at 21:32 - Reply

    Concordo con il Fazioso, non è l'ennesima prescrizione del Cav. lo scandalo, ma i quasi mille processi prescritti al giorno. Una cifra abnorme! Tutte le prescizioni sono sconfitte dello Stato.
    E tutti noi siamo lo Stato.

  4. sergione1941 27 febbraio 2012 at 21:46 - Reply

    Bossi:
    " Berlusconi salvato dai giudici perchè i suoi voti servono al governo"
    Trasmesso da tutte le televisioni. Io non c'entro per nulla, mi limito a ricordarlo.
    Commenti?

    • sergione1941 27 febbraio 2012 at 23:19 - Reply

      Questa frase, sicuramente un'opinione di Bossi, se vi risulta sgradevole o falsa, perchè non la smentite?
      Ovviamente, ho pochissima stima di Bossi, ma non posso dimenticare che comunque è un politico importante in Italia e che le sue parole non possono venire trascurate. Domani la polemica, nei corridoi del parlamento e non solo, impazzirà.

    • carlo64 28 febbraio 2012 at 01:16 - Reply

      Bossi, poveretto, con tutto il rispetto, è ora che si prenda una badante.
      Dove pensa d'andare da solo??
      Tiene fede al personaggio, fa colore, ….. un po come te

  5. Fabio 29 febbraio 2012 at 00:40 - Reply

    La prescrizione non è ne un'assoluzione ne una condanna è una sconfitta dello stato, della legalità, della società in quanto si dice che lo stato, tramite i suoi organi di giudizio, non è in grado di esprimere un giudizio su un imputato. Chi esulta per una prescrizione non è quindi in grado di dare un giudizio obiettivo del caso. Detto questo c'è da dire che un imputato, se convinto della sua innocenza, ha, secondo il diritto italiano, il diritto a rinunciare alla prescrizione al fine di ottenere un giudizio corretto e che gli restituisca (passatemi il termine) "l'onore" tolto dalla prescrizione. Inoltre sempre secondo il diritto italiano l'imputato ha diritto ad avere il giudizio ad esso più favorevole nel momento in cui ci sia la possibilità di avere una sentenza con differenti giudizi. Questo vuol dire che se si deve scegliere tra una assoluzione piena o una prescrizione si deve propendere per l'assoluzione. Sempre secondo il diritto italiano se un reato non viene commesso non ci può essere prescrizione in quanto un fatto non commesso non va mai in prescrizione. Io sono d'accordo sui problemi della lentezza della giustizia italiana, ma la soluzione non può essere quella di fra finire a prescrizione i reati imponendo tempi che il nostro sistema giudiziario non è in grado di sostenere. Ci vuole una riforma più profonda, una completa revisione dei ruoli di tutti, magistrati, giudici ma anche avvocati che troppo spesso attuano tecniche volte a dilatare i tempi del processo al fine di raggiungere la tanto desiderata prescrizione. Non si può pretendere che processi contro autori di frodi fiscali/giudiziarie dove la mole di documentazione/testimonianze è talmente elevata da richiedere intere settimane per lo studio delle carte che ad ogni udienza vengono presentate abbiano la stessa durata di un processo per un furto di caramelle. Mi sembra come se si chieda che un grattacielo venga costruito nello stesso tempo in cui si costruisce la cuccia per il cane. Bisogna ristabilire la fiducia negli organi di giudizio, non è possibile che i diversi ruoli dello Stato si attacchino a vicenda anche solo a livello mediatico (perché alla fine dei conti si tratta solo di attacchi mediatici e niente di più, entrambe le parti sanno benissimo che è meglio per loro mantenere lo status quo).

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