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Parte “Vinci per la vita”, il nuovo gioco i cui incassi andranno all’Abruzzo

Il Fazioso | 27 settembre 2009

Parte lunedì Win for Life (Vinci per la vita), l’ultimo gioco della Sisal che introduce una novità in Italia.

Innanzitutto gli incassi andranno all’Abruzzo per la gestione del post terremoto

e’ stato studiato a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto, come viene ricordato anche dal logo, un cuore con la scritta “Per l’Abruzzo”, impresso su ogni schedina. Lo Stato destinera’ infatti la quota erariale derivante dal gioco, il 23% di ogni euro giocato, a favore della ricostruzione. “E’ un gioco che ha un obiettivo ‘nobile’ e contiene al suo interno motivazioni di lungo periodo”, spiega Tagliaferri, che parla anche di “un segnale verso un approccio piu’ responsabile al gioco”.

Ecco come funziona

da lunedì 28 settembre, tut­ti i giorni, dalle 8 alle 20, ci sarà un’estrazione ogni ora. In una qualunque ricevitoria si potran­no giocare, su una schedina spe­cifica, dieci numeri su venti. Il sistema assegnerà al giocatore anche un «numerone», una sor­ta di superjolly. Giocando un euro, se si indovinano tutti e dieci i numeri oltre al numero­ne, si vincerà la rendita. Quat­tro mila euro al mese «spalma­ti» su vent’anni fanno quasi un milione di euro (per la precisio­ne 960 mila), che saranno netti, non indicizzati al costo della vi­ta ma trasmissibili agli eredi. Una probabilità su tre milioni e mezzo, quella di prendere la rendita, ma vincere al Superena­lotto, per fare un esempio, è 200 volte più difficile, e anche centrare i numeri giusti al Lot­to, che gioca su 90 numeri e non su 20.

Giocando poi due euro, inve­ce di uno soltanto, le probabili­tà raddoppiano. Inoltre, ci sa­ranno altre quattro categorie di vincita, 10 mila euro a chi indo­vina i 10 numeri senza il nume­rone, 100 a chi ne indovina 9, 10 euro per 8 numeri e 2 euro per 7. I numeri vincenti si po­tranno subito vedere in diretta sugli schermi del Sisaltv, il ca­nale visibile nelle ricevitorie, ma anche sui siti internet si­sal.it e giochinumerici.info. E comunque potranno essere con­trollati in ogni momento sui ter­minali Sisal


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In Polonia ok del Parlamento alla castrazione chimica. E in Italia?

Il Fazioso | 26 settembre 2009

E’ notizia di ieri l’ok del parlamento polacco alla castrazione chimica

Il Parlamento polacco ha approvato la castrazione chimica per i pedofili e per gli autori di incesto, approvando una legge del governo centrista-liberale.
La norma prevede che il giudice si pronunci sulla possibilita’ di adottare un trattamento farmacologico volto a ridurre il desiderio sessuale per chi sara’ resposabile di incesto o di abusi sui minori con meno di 15 anni in alternativa al carcere o sei mesi prima dell’uscita di prigione in caso di liberta’ vigilata. La legge e’ stata approvata con una schiacciante maggioranza: un solo no e due astenuti. La norma andra’ ora al vaglio dei 100 senatori e successivamente dovra’ essere firmata dal presidente della repubblica. Castrazione chimica o reclusione fino a tre anni le condanne previste, mentre per i reati di pedo-pornografia si rischia fino a cinque anni.

E’ una novità l’obbligatorietà

Alcuni paesi europei, come la Gran Bretagna, la Svezia, la Danimarca, o, in America, il Canada e alcuni stati degli Stati Uniti, propongono lo stesso tipo di terapia ai criminali sessuali, ma su base volontaria. La Polonia sarebbe il primo paese a imporlo per legge.

Quando arriverà il momento di una discussione seria anche in Italia?

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Gli articoli suggeriti dal Fazioso (26-09-09)

Il Fazioso | 26 settembre 2009

Ecco gli articoli interessanti da leggere che il Fazioso vi suggerisce

  • Il Pd e il conduttore: non ci porta voti | Corriere della Sera -
  • Bassolino vita, corte e miracoli | Il Riformista -
  • Franceschini alza lo scontro: se vince Bersani il Pd perde pezzi | Il Messaggero -
  • Bossi fa il prezzo: la sanità per il Veneto | Libero -
  • Sondaggio tra i cattolici: scomunicato il Pd, fede in Berlusconi | Affaritaliani.it -
  • L’Istat conferma Eurostat: la disoccupazione in Italia è la più bassa tra i grandi dell’Ue | Camelotdestraideale.it -
  • Repubblica fa un partito. E’ quello di Topolino | Libero -
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Parla l’integralista islamico: “Con la sinistra al governo stiamo meglio”

Il Fazioso | 26 settembre 2009

al minuto 5.08 parla l’integralista islamico (imam egiziano inquisito per associazione a delinquere)

“Dove la sinistra è forte come in Emilia e in Liguria noi stiamo meglio ma purtroppo la sinistra in Lombardia è meno forte”

Altre frasi da questo speciale di SkyTg24

“Il niqab è un’obbligo per tutte le donne”

“La donna deve coprire capo e corpo quando va per strada”

“Non si può mettere una legge che lo impedisca”

“La poligamia è un problema risolvibile, se qualcuno vuole 2 mogli si può trovare una scappatoia”

“Farsi governare dalla sharia è un dovere”

“La loro democrazia ci fa comodo”

Risulta evidente come per una larga fetta dei musulmani più oltranzisti (pro niqab-il velo integrale- e poligamia) la sinistra al governo sia un fattore positivo per poter continuare nella loro opera di proselitismo. D’altronde è un fatto che per larga parte di una certa sinistra l’integrazione (soprattutto quella acritica senza distinguo) sia un valore. La sinistra e la democrazia fanno loro comodo per acquisire potere. Non è un caso che l’ultima battaglia del Pd sia stata la difesa del burqini (il costume da mare islamico)

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Editoria: in un anno crollo di vendite per Repubblica (-17.4%) e Espresso (-28%)

Il Fazioso | 25 settembre 2009

Sono stati pubblicati i dati Ads relativi a quotidiani, settimanali e periodici.

Tra i quotidiani (in ordine di vendite)

La Repubblica – diffusione media -17.3% | totale vendite -17.4%
Corriere della Sera – diffusione media -10.8% | totale vendite -10%
La Stampa – diffusione media -1.2% | totale vendite -0.6%
Il Messaggero – diffusione media -2.7% | totale vendite -2.7%
Il Sole24Ore – diffusione media -7.4% | totale vendite -14.2%
Il Giornale – diffusione media -11% | totale vendite -11%
Il Resto del Carlino – diffusione media -5.4% | totale vendite -5.9%

Tra i periodici

Panorama – diffusione media -8% | totale vendite -17.6%
Espresso – diffusione media -15.4% | totale vendite -28%

Dai dati si evidenzia una crisi complessiva del settore dell’editoria con cali generalizzati (salvo rari casi). Ma non può essere una coincidenza se il quotidiano e il periodico del Gruppo Espresso guidano la classifica dei cali più sostanziosi. Evidentemente la campagna di gossip non è servita alle vendite, nonostante si facesse passare l’idea opposta. Il Gruppo l’Espresso è in crisi e sta passando per dolorosi licenziamenti. I risultati delle sue testate testimoniano che certi articoli urlati, strapoliticizzati e ampiamente di parte non sono più apprezzati

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Ecco tutte le querele dei politici di sinistra. Che ipocriti!

Il Fazioso | 25 settembre 2009

Attentato alla libertà di stampa! Soprusi verso i giornali da parte del potente! Tutti in piazza a manifestare ecc

Questa polemica della sinistra giornalistica e politica è francamente ridicola anche e soprattutto se andiamo a leggere questi articoli con i dati complessivi delle querele

Sono stati quattro i presidenti del Consiglio ad avere avviato azioni penali e civili nei confronti della stampa. Ma prima di lui, in un discreto disinteresse generale, hanno fatto la stessa cosa tre premier di centro sinistra: Lamberto Dini, Massimo D’Alema e Romano Prodi. Quest’ultimo ha intimidito la stampa italiana con cause e querele sia da presidente del Consiglio sia da presidente della Ue.

e ancora

Se si fa eccezione dei presidenti della Repubblica, tutte le più alte cariche dello Stato e delle sue istituzioni hanno reagito ad articoli di stampa che li mettevano in qualche imbarazzo non con una replica o eventuale rettifica, ma con l’annuncio dell’azione civile e penale. Lo hanno fatto 74 volte i ministri, quattro volte i presidenti delle Camere, 49 volte i sottosegretari, 159 volte i sindaci delle grandi città, i presidenti delle province e quelli delle Regioni. E lo sport è stato particolarmente in voga nel centrosinistra: appartengono a quello schieramento il 68% delle cause giudiziarie annunciate (contro Il Giornale, Libero, Il Tempo, L’Indipendente, Panorama, Il Corriere della Sera e perfino Repubblica). Le avessero vinte, il Pd oggi non sarebbe certo nei guai in cui si trova: la richiesta danni avanzata dai suoi esponenti e alleati (Antonio Di Pietro ha fatto la sua bella parte) ammonta a circa 312 milioni di euro sui 486 milioni che complessivamente si è provato a togliere al sistema dell’editoria italiana: 32 milioni di euro all’anno, una sorta di finanziamento giudiziario aggiuntivo al sistema politico.

Nessuno si scandalizzò delle molteplici cause giudiziare messe in piedi da Prodi

Prima di Berlusconi il presidente del Consiglio Prodi aveva annunciato querela a Il Giornale il 22 marzo 2008 per un articolo sui doni dei capi di Stato a palazzo Chigi. Un anno e mezzo prima lo stesso Prodi, il 30 novembre 2006, aveva annunciato raffica di cause penali e civili contro tre quotidiani e sette persone fisiche per il caso Mitrokhin. Sempre Prodi, ma da presidente dell’Unione Europea, il 7 marzo 2004 aveva annunciato causa civile e penale nei confronti di Libero che aveva pubblicato il contenuto di un interrogatorio di Calisto Tanzi sui finanziamenti di Parmalat alla politica. Atteggiamento curioso, perché pochi mesi prima una vera e propria campagna stampa era partita in Inghilterra contro il presidente Ue, perfino citando presunti favoritismi nei confronti di una nipote. Prodi allora smentì, fece la morale ai giornali inglesi spiegando che «utilizzare la libertà di stampa per orchestrare campagne strumentali o diffamatorie quando e se il caso, è contrario ad ogni principio morale di etica professionale», ma disse di non avere intenzione di presentare «alcuna querela». Agli inglesi no. Ma agli italiani giù bastonate. Sempre da presidente Ue causa civile e penale a Il Giornale il 10 marzo 2000 per la pubblicazione di una intervista sul caso Sme. Stessa musica era suonata pochi mesi prima, il 13 dicembre 1999 nei confronti di Giornale, MF e Corriere della Sera per alcuni articoli sulle consulenze della Tav.

Così come nessuno osò fiatare per D’Alema

Risale al 1999 la causa da 1,6 milioni di euro promossa dal premier Massimo D’Alema contro Giorgio Forattini per una vignetta non gradita. D’Alema da presidente dei Ds ha promosso azione civile e penale contro Il Foglio per un editoriale di Giuliano Ferrara sul caso Unipol (7 gennaio 2006) e prima il 19 agosto 2002 stessa azione contro Repubblica per una intervista a Maurizio Gasparri sulla sua barca. Più di recente, il 25 giugno 2009, ha anticipato Berlusconi facendo causa per un servizio sulle escort di sinistra. A Il Giornale.

e per altri membri del centrosinistra

I due campioni del centrosinistra sono stati Rosy Bindi (raffica di cause da titolare della Sanità sul caso Di Bella) e Francesco Rutelli. L’ex leader della Margherita dopo Di Pietro è il principe dei querelatori se si tiene conto anche del suo periodo da sindaco di Roma: 22 cause a giornali che avevano pubblicato interviste a suoi oppositori o inchieste sul suo operato. Perfino Carlo Azeglio Ciampi, poco prima di diventare presidente della Repubblica, il 15 marzo 1999, annunciò causa a La Stampa per un articolo di Augusto Minzolini dove si riportavano dichiarazioni di terzi sulla sua simpatia per la massoneria. Allora Ciampi era ministro del Tesoro, e a fianco aveva un altro campione della querela facile: Vincenzo Visco. Sul caso Enimont querelò da ministro delle Finanze Liberal il 6 agosto 1998 e Il Giornale il 3 dicembre 1998. Sui Monopoli di Stato fece causa a Panorama da ministro del Tesoro il 13 aprile 2001 e sulle irregolarità edilizie a Pantelleria fece causa a Libero il 3 agosto 2006 da viceministro dell’Economia.

Da presidente della Camera Luciano Violante fece causa a Giancarlo Perna e a Il Giornale il 29 giugno 1998 per un ritratto evidentemente non condiviso. Poco prima di andare via, il 3 aprile 2001 sempre Violante diede mandato ai legali della Camera di avviare causa civile e penale contro il Codacons e tutti i giornali che avevano riportato una analisi sul costo dei parlamentari.

L’ipocrisia sinistra non ha limiti.

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Il centrodestra intitola un’aula ad un simbolo della lotta alla mafia (Livatino), il centrosinistra la dedicava ad un teppista (Giuliani)

Il Fazioso | 24 settembre 2009

Ieri

si è svolta la cerimonia di intitolazione della Sala Rosario Livatino. Il “giudice ragazzino”, come viene da allora ricordato, venne ucciso dalla mafia il 21 settembre di diciannove anni fa, sulla strada tra Agrigento e Caltanissetta mentre, con la sua auto e senza scorta, si recava al lavoro in tribunale.

Così lo ha ricordato il ministro Alfano

Se la sua morte ha sicuramente rappresentato una grave perdita nella lotta alla malavita organizzata, il suo sacrificio ha portato in alto un patrimonio di valori, pienamente condiviso ancora oggi da tutti coloro che sono impegnati, con forza e determinazione, nelle’azione di contrasto a tutte le mafie. L’intitolazione a Livatino della sala verde del ministero della Giustizia è un modo per sentirlo vicino, nello svolgimento del nostro lavoro quotidiano, in ogni scelta che intendiamo operare a servizio del Paese, nel delicato campo della Giustizia a cui tutti ci appelliamo in nome della trasparenza e della legalità

Quando c’era la sinistra fu intitolata un’aula del Senato a Carlo Giuliani, un teppista intento a gettare addosso a dei carabinieri un estintore. Ricordiamo le incredibili motivazioni di quella decisione

Vogliamo ricordare Carlo Giuliani: non solo come un ragazzo che non c’è più, ma come testimone della voglia di cambiamento e della spinta a incrinare un intero sistema di potere che animano le nuove generazioni. Per questo abbiamo deciso di intitolare a Carlo Giuliani la sede dell’ufficio di presidenza del nostro gruppo al Senato

I tempi sono cambiati e questo è un enorme passo avanti. Si passa da coloro che prendevano ad esempio chi si rendeva protagonista di un tentato omicidio (e portava in parlamento uno come D’Elia condannato per concorso in omicidio) a chi intitola un’aula ad un simbolo della lotta alla mafia.

Questo salto abissale nella considerazione del valore delle persone si sposa completamente con l’aumento esponenziale dei risultati nel contrasto alle mafie: con gli arresti eccellenti di latitanti, i dati complessivi che testimoniano la lotta alla criminalità organizzata e con le nuove leggi volute da Falcone.

Dai teppisti violenti agli eroi veri: ecco la differenza di valori tra i due schieramenti

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Primo giorno del Fatto Quotidiano e subito una patacca enorme smentita

Il Fazioso | 23 settembre 2009

Non avevamo nemmeno fatto in tempo ad accorgerci del nuovo giornale di partito (dell’Idv) che subito la prima notizia del quotidiano viene rapidamente ridicolizzata come patacca.

Non bastava una grafica orrida (sembra quella dei giornaletti degli ospedali), anche il contenuto (non che fosse una novità visti gli autori) si è rivelato l’ennesima schifezza travagliata-grillina-dipietrina.

Cosa è successo? Oggi il Fatto Quotidiano ha fatto il suo esordio in edicola con la notizia di Gianni Letta indagato. Notizia che per Travaglio e soci era inedita (con annessa spiegazione del perchè era stata nascosta dalle altre testate). Ovviamente era stata condita con tutte le frasette da secondini manettari tipiche dei personaggioni di quel giornale.

E cosa si scopre?

Primo: non era affatto inedita.

Era già stata segnalata da Repubblica – La Voce delle Voci – BNotizie

Secondo: il procedimento per Letta è già stato archiviato

In relazione alle indiscrezioni pubblicate questa mattina sul primo numero de “Il Fatto Quotidiano” la Presidenza del Consiglio precisa quanto segue: “In data 11 agosto 2009 il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, su conforme richiesta della Procura della Repubblica, ha definitivamente archiviato il procedimento a carico del Sottosegretario Gianni Letta giudicando del tutto inesistenti le ipotesi di reato formulate. ‘Dal complesso degli atti esaminati – si legge a pagina 2 del provvedimento – non emerge alcun elemento relativo alla sussistenza degli estremi richiesti dalla giurisprudenza per la sussistenza del delitto di cui all’Art. 416 c.p.’. Per quanto riguarda poi il presunto abuso d’ufficio, a pagina 4 dello stesso provvedimento, si legge testualmente: ‘L’ipotesi di reato prospettata dalla P.G.
appare, pertanto, destituita di ogni fondamento’. La stessa identica conclusione per le altre supposte ipotesi di reato. La ‘conseguente restituzione degli atti’ alla procura di Potenza e la successiva trasmissione alla procura di Lagonegro da parte della Procura Generale della Cassazione nulla aggiunge al merito ed e’ legata a ragioni procedurali. Non e’ neppure vero che la notizia fosse inedita e che del fatto non si siano occupati gli altri giornali. Valga per tutti La Repubblica del 4 aprile 2009″.

Insomma al primo giorno di scuola subito i giornalisti (?) dietro la lavagna. Che figuraccia di m…. devastante. Poveri adepti imboniti che hanno acquistato il quotidiano o si sono abbonati: potrebbero chiedere il rimborso vista la patacca clamorosa del primo numero. Ma probabilmente sono talmente indottrinati dal credo travagliato che si mangeranno ogni giorno le bufale del Fatto. Contenti loro…

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Il Pd nel caos: ora spuntano anche i brogli

Il Fazioso | 23 settembre 2009

La situazione nel Pd è quasi drammatica, un nulla più totalizzante è difficile trovarlo. Ora nella corsa alla segreteria spuntano anche i brogli

Fernanda Gigliotti, candidata alla segreteria regionale del Pd per Marino, in una lettera denuncia la grave situazione del partito: congressi dei circoli svuotati da dibattimento e democrazia, votazioni concluse con percentuali bulgare per Bersani, strani conti gonfiati di votanti rispetto a iscritti e tesserati.

Ecco quanto denuncia

In Calabria, più che in Campania e in Sicilia, il congresso del PD è stato preceduto da un tesseramento anomalo, sospetto, ingiustificato, per numero e nomi di tesserati rapportato ai residenti nella regione e ai voti ottenuti alle ultime due tornate elettorali. Al tesseramento dei “designati volontari” è seguito l’accomodamento di uomini e donne fidate, e titolari di pacchetti azionari, all’interno degli organi di governo e sottogoverno regionale, con il compito di controllare, gestire, sfamare e far crescere il “pascolo del consenso”. Oggi il congresso è in pieno svolgimento e ogni giorno registriamo la costante, reiterata e fisiologica, quasi connaturata al partito democratico di questi uomini e donne, violazione delle regole congressuali che è diretta a certificare soltanto la stabilità delle quote di sottoscrizione azionaria di bersaniani e franceschiniani. in linea con ciò è accaduto, per esempio, che in molti piccoli circoli (nella provincia di Catanzaro a Cenadi, Centrache, Cicala, Davoli e Olivati), hanno votato quasi sempre tutti gli iscritti e tutti si sono espressi a favore di Bersani! Nessuna traccia di vitalità democratica! Sarà anche possibile ma è più che legittimo il sospetto che si sia trattato solo della verifica della distinta degli iscritti e non di un vero congresso!

Poi entra nel particolare

A Catanzaro Centro su un’anagrafe di 379 iscritti, così come fornitaci dalla Direzione regionale del Partito e aggiornata al 21 luglio 2009, hanno votato ben 682 persone di cui 474 alla Mozione Bersani. Ci hanno fornito un’anagrafe parziale o a Catanzaro centro ha votato in favore di Bersani molta più gente di quanto ne risulta iscritta al partito? Ovunque si è votato senza cabina elettorale e senza alcuna garanzia di tutela della segretezza del voto (si è votato tutti insieme, in corridori e stanze o addirittura all’aperto, su schede consegnate anche a chi non ha dato prova di esser iscritto al partito e troppo spesso identificato solo per conoscenza personale). Ma è accaduto anche che uomini di partito e amministratori pubblici non si sono limitati a dare indicazioni su chi e come votare, ma taluni hanno compilato le schede anche al posto degli iscritti! Erano degli analfabeti o, come al solito, il controllo del voto nella nostra regione è appannaggio della mafia ma anche della politica, e anche di quella parte politica che sponsorizza una legge elettorale sulle primarie regionali? Sarebbe bastato chiedere ai capi bastone della politica del PD calabrese quante tessere aveva in tasca e procedere a tavolino alla divisione dei voti e dei relativi delegati, con risparmio di tempo, energia, faccia e democrazia.

e conclude

E’ una overdose gattopardesca dove chi ha parlato la lingua ingenua della politica non ha avuto e non avrà diritto di cittadinanza e dove nessun richiamo alla trasparenze e all’agibilità democratica troverà accoglimento, perché è impossibile governare un sistema partorito dolosamente per non essere governabile!!

Anche i big sono intervenuti sulla questione brogli

Ad aprire le polemiche ci ha pensato Marino, che ha riferito di irregolarità in alcuni circoli della Calabria, uno dei feudi di esponenti dalemiani, dove si sta imponendo Bersani e dove avrebbero votato più persone degli iscritti. Marino ha parlato di un «bubbone» da estirpare. Anche Franceschini ha definito «sconcertanti» questi episodi. La commissione di Garanzia regionale è subito intervenuta con verifiche, accertando (con voto all’unanimità) la regolarità del voto a Catanzaro, l’irregolarità in diversi circoli in provincia di Vibo Valentia, e preannunciando di voler accogliere il ricorso del comitato Franceschini per Reggio Calabria, se esso sarà non generico ma circostanziato.

Insomma questi congressi locali oltre a essere un flop in tutta Italia sono diventati anche fonti di brogli a non finire. Comandano i signori delle tessere (vedi Loiero e Bassolino). Ma loro sono democratici….

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Ocse: “L’Unione Europea (soprattutto l’Italia) deve puntare sul nucleare”

Il Fazioso | 23 settembre 2009

Nel suo ultimo rapporto sull’Unione Europea l’Ocse scrive

Oltre che sulle fonti di energia rinnovabili, l’Unione Europea deve puntare sul nucleare per rispettare gli obiettivi del piano comunitario di taglio delle emissioni di gas serra, il cosiddetto “20-20-20“. E’ quanto afferma l’Ocse nel suo rapporto sull’Unione Europea. “Lo scenario nucleare sta cambiando rapidamente – sottolinea l’organizzazione di Parigi – Molti paesi hanno annunciato e deciso di investire nell’energia nucleare. Per rispettare gli stringenti obiettivi sulle emissioni, i governi dovranno assicurarsi che l’energia nucleare giochera’ un ruolo crescente nel mix energetico“. “L’energia nucleare e’ una parte importante della soluzione per le questioni del cambiamento climatico, della sicurezza energetica e della competitivita’ – si legge ancora nel rapporto – Ad ogni modo, anche nei paesi dove il nucleare e’ accettato, finanziare la costruzione di nuovi impianti nel mercato liberalizzato e’ un problema”. Secondo l’Ocse sarebbe quindi opportuno che i governi agiscano per “ridurre i rischi legati alla costruzione, al finanziamento e alla regolamentazione per portare avanti i progetti”. Da questo punto di vista, sostiene l’Ocse, e’ fondamentale “un chiaro e fermo sostegno politico allo sviluppo dell’energia nucleare”, sostegno che deve essere il piu’ ampio possibile, trattandosi di investimenti a lungo termine. I governi, prosegue lo studio, dovrebbero inoltre “costruire un efficace sistema normativo che fornisca adeguati spazi al coinvolgimento del pubblico nel processo decisionale, dando allo stesso tempo agli investitori la sicurezza della quale hanno bisogno per pianificare un investimento cosi’ ingente”, e “mettere in campo strumenti per la gestione delle scorie radioattive”.

In particolare questo discorso è ancora più rilevante per l’Italia dove

i prezzi dell’elettricità più elevati di tutta l’Unione Europea si registrano in Italia. In Italia il costo medio di un megawatt/ora è pari a 200 euro, comunica l’Ocse, ed è inoltre notevole la distanza rispetto al secondo paese più caro, l’Irlanda, dove il costo medio di un megawatt/ora è pari a poco più di 120 euro. Il paese con le bollette più economiche è invece la Francia, dove un megawatt/ora ha un costo medio di 40 euro.

Per tutti quelli che ancora credono che il nucleare sia un lusso (o un errore) e non una necessità

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