Il blog va in vacanza
Il Fazioso | 24 luglio 2009
Il blog va in vacanza. Il Fazioso Liberale tornerà dopo ferragosto (con delle novità). Grazie a tutti per il seguito sempre crescente di visitatori nel blog. Auguro a tutti buone vacanze. A presto

Il blog va in vacanza. Il Fazioso Liberale tornerà dopo ferragosto (con delle novità). Grazie a tutti per il seguito sempre crescente di visitatori nel blog. Auguro a tutti buone vacanze. A presto
La vicenda escort non mi ha mai appassionato, la trovo assolutamente irrilevante e totalmente attinente alle vicende personali del premier, non mi attirano nè le discussioni bacchettone alla Repubblica nè le visioni complottiste nè l’analisi di quanto accaduto con la D’Addario assunta a fonte di qualsiasi verità o bugia.
Mi interessa sinceramente molto di più come si stanno evolvendo le inchieste di Bari dove molto è misterioso (già il fatto che ci siano 4 inchieste con indagati simili lascia molto a desiderare) visti i notevoli e noti rapporti tra centrosinistra e procura (alcuni giudici e procuratori da quella procura poi sono diventati deputati e sindaci). E dove, nonostante molti “fatti” facessero intendere uno stretto rapporto tra tarantini e centrosinistra che portava a rilievi penali il tutto sembra sia stato posto nel dimenticatoio o comunque stranamente messo in secondo piano (quando invece il penale dovrebbe essere preponderante rispetto al gossip). Non per niente una delle 4 inchieste è arrivata a conclusione nonostante i fatti contestati fossero di 7 anni prima (e quindi sicuri di prescrizione).
Comunque, lungi da me il solito moralismo bacchettone, segnalo che già venti giorni fa si parlava di escort gentilmente donate a uomini del centrosinistra in cambio di appalti
Il collaboratore, assistito dal suo avvocato, fa scrivere a verbale: “So che tale Dino (autista di Tarantini, ndr) nei giorni feriali e intorno alle ore 15 accompagnava politici del Pd e gente della sinistra, in un appartamento che si trova in città a pochi metri dall’università: via Roberto da Bari. Qui avvenivano gli incontri con le ragazze a pagamento e che lui reclutava: una di loro, tale M.T.D., riceveva stipendio mensile e gli incontri tra lei e i politici del Pd erano fissi”. Le notizie sono state confermate da M.T.D. stessa e dalle altre ragazze sentite dai magistrati: “Lui faceva questi favori alla sinistra in cambio di favori e forniture da parte delle sue società sanitarie: la Tecno Hospital e la Global System Hospital”. E su questo filone indaga il pm Desirée Digeronimo, fascicolo nel quale risulta indagato l’ex assessore alla Sanità Roberto Tedesco e che ha contribuito a fare a pezzi la giunta di Vendola.
e tra l’altro si confermava la vicinanza di Tarantini con pezzi grossi della sinistra
So che lui aveva amicizie influenti negli ambienti della sinistra che conta, soprattutto negli anni d’oro della sanità. Quelli noti a tutti, sui quali adesso si fanno le indagini. Una famosa cena, organizzata durante la campagna elettorale e alla quale hanno partecipato numerosi esponenti del Pd pugliese e nazionale, è stata pagata dalle società di Tarantini. Tra le frequentazioni importanti di Tarantini spicca quella con Massimo D’Alema. Insieme con altri esponenti della sinistra cenavano al famoso ristorante Da Tuccino, poi il leader del Pd alloggiava alla masseria San Domenico di Monopoli
Ieri la questione escort è stata confermata anche dalla Stampa
Agli atti dell’inchiesta sulla malasanità del pm Pino Scelsi vi sarebbero anche intercettazioni che riguarderebbero l’ex assessore della giunta regionale, il dalemiano Sandro Frisullo, sicuramente anche lui «utilizzatore finale», per dirla con Niccolò Ghedini, del giro di escort di Gianpi Tarantini.
Era già accaduto che nell’Idv ci fossero vedute diverse sul rapporto conflittuale tra Di Pietro e il Presidente della Repubblica Napolitano, più volte attaccato duramente dal trebbiatore. Già nell’occasione degli attacchi scomposti di Piazza Navona i dipietristi Giulietti, Li Gotti e Donadi si erano smarcati dal tribuno.
Ma ora Donadi (capogruppo alla Camera) ribadisce i suoi distinguo
Di Pietro sbaglia. Non possiamo certo rimanere inermi di fronte all’offensiva di Berlusconi. Ma Di Pietro non deve portare avanti lo scontro frontale con Napolitano. Cosi’ rischiamo di fare il gioco del premier. Donadi dice di ”riconoscere che il compito del Capo dello Stato deve essere per definizione improntato al massimo equilibrio. Aggiungo che, soprattutto in questo momento, con una maggioranza cosi’ allineata al suo capo, il ruolo di Napolitano e’ ancora piu’ delicato”. Certo, chiarisce Donandi, forse ”la prudenza istituzionale del Colle” sulle intercettazioni, sul Lodo Alfano, sulla sicurezza ”puo’ agevolare il disegno berlusconiano”. Ma, aggiunge subito dopo, ”la tentazione anche legittima di forzare la mano di Napolitano rischia di portarci al risultato opposto. Nel suo intervento dell’altro giorno il Capo dello Stato e’ stato molto esplicito ma sono convinto – sottolinea – che il Presidente della Repubblica non avesse la benche’ minima intenzione di offendere Di Pietro. Napolitano e’ un galantuomo”. Il Quirinale forse ”sta seguendo la linea del tatticismo esasperato. Ma la logica dello sontro frontale – avverte – finira’ per portarlo nella direzione opposta rispetto a quello che vogliamo
L’intervista proviene dal Riformista ed è seguita da un editoriale molto duro del direttore Polito
che in un editoriale parla di Di Pietro come di un parlamentare che ”addirittura intima” a Napolitano cio’ che deve fare, ”interferendo su un potere (quello del messaggio alle Camere) che la Costituzione affida in esclusiva al Capo dello Stato”. Polito chiarisce che ”diciamo queste cose non solo in difesa del bon ton istituzionale o della figura di Napolitano” ma ”anche e soprattutto per difenderne i poteri. Si rende conto Di Pietro – si domanda il direttore – che il suo comportamento potrebbe indebolire, non rafforzare, proprio quella funzione di controllo e garanzia del Quirinale che che lui dice di stargli tanto a cuore?”. Ma ”meno male – conclude Polito – che Napolitano ha le spalle larghe e non si lascia intimidire da nessuno

Si allarga la platea dei potenziali candidati segretari del Pd. Dopo Grillo spunta Nicolini
Renato Nicolini ha deciso: sarà il quinto candidato alla segreteria del Partito democratico. Dopo l’intervento di lunedì alla manifestazione contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo, l’ex assessore capitolino, inventore dell’Estate romana, ha deciso di «sciogliere ogni riserva» e di candidarsi a segretario del Pd, sfidando l’attuale numero uno dei democratici Dario Franceschini e gli altri tre candidati Pierluigi Bersani, Ignazio Marino e Mario Adinolfi.
Criptico il novello candidato che si spinge in alcuni pensieri alquanto poco comprensibili
Non mi piace lo slogan ‘mescolati, non agitati’ (non voglio nemmeno parlare di Democratic party) della festa di Roma. E’ una frase di James Bond, l’agente 007, e già questo dovrebbe far pensare – spiega ancora Nicolini -. Dice invece Nick, agitando lo shaker nella sequenza iniziale dell”Uomo ombra’, che un buon Martini va agitato secondo un ritmo. Per lui il ritmo era il valzer. E per noi oggi? Che il ritmo giusto per un buon cocktail sia quello della solidarietà? Liberté, egalité, fraternità, per dirla non alla bolscevica ma con le parole della rivoluzione francese? Che è successo? Com’è che l’abbiamo dimenticato? Com’è cominciato quest’inverno dei nostri rancori?“. Per l’ex assessore, poi, ”tutto è politico, se lo si prende con leggerezza e senza integralismo. Due qualità che oggi mancano al Pd, e che sono indispensabili se vogliamo un buon cocktail, un cocktail dei nostri tempi
Nicolini guarda al futuro
Nicolini dice anche di volersi ricollegare alla «grande stagione delle autonomie locali, tra la metà degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, la stagione delle cosiddette giunte rosse», quando egli stesso era assessore a Roma.
e attacca i competitors
Mi sembra assurdo che ci siano due candidati come Bersani e Franceschini. È come se facessimo il gioco dell’oca e fossimo tornati alla casella di partenza, con Bersani che ricorda molto il Pds, il vecchio comunismo emiliano e Franceschini che rievoca la Margherita
Insomma l’ennesima candidatura di qualità, sostenuta da pensieri innovativi e soprattutto chiari
La questione morale è sempre all’ordine del giorno per il centrosinistra nonostante i tentativi di insabbiamento.
Segnalo questa tabella nella seconda pagina di quest’articolo
Copio alcuni procedimenti (e ne aggiungo altri)
Genova: inquisito due ex consiglieri comunali di centrosinistra per corruzione. Un’altra vicenda (Mensopoli) vede il sindaco Vincenzi più o meno coinvolta (seppur indirettamente)
Trento: indagato ex assessore per gare truccate. Finanziamenti sospetti per il presidente della provincia Dellai (indagato)
Firenze: indagati 2 ex assessori della giunta Domenici
Ancona: rinviati a giudizio gli ultimi 2 sindaci del centrosinistra della città
Perugia: indagati funzionari ed ex assessore provinciale. Aggiungo l’ex sindaco (di cui l’attuale era vicesindaco) indagato per la questione Minimetro
Abruzzo: Del Turco indagato per Sanitopoli. L’ex sindaco di Pescara D’Alfonso indagato
L’Aquila: per una recente questione di appalti post territorio si dimette un assessore della giunta Cialente
Bari: appalti pilotati. Indagato assessore Tedesco, futuro deputato del Pd. Indagata anche una manager vicina al Pd
Sardegna: rinviato a giudizio Soru
Napoli: mezza giunta Iervolino sotto inchiesta per l’affaire Romeo (con richieste di pena oltre i 5 anni anche per l’ex vicepresidente della provincia). Bassolino sotto processo e ieri di nuovo con richiesta di rinvio a processo sempre per la questione rifiuti. Indagato eurodeputato Cozzolino. Decine e decine di amministrazioni comunali infiltrate dalla camorra.
Salerno: sindaco De Luca già condannato in primo grado, rinviato a giudizio per altre 2 inchieste
Calabria: consigliere comunale inquisito per rapporti con la criminalità. Loiero sotto inchiesta
Potenza: giro di tangenti. Inquisito deputato Margiotta. De Filippo (pres. regione) indagato per favoreggiamento
e sicuramente me ne dimentico altri.
Ma la questione morale vale solo per gli altri. Loro sono superiori a prescindere…
Dopo un iter piuttosto sofferto finalmente il piano casa vede la firma definitiva
Con la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si conclude l’iter procedurale per il concreto avvio del piano casa, che si prefigge l’obiettivo di realizzare centomila alloggi in 5 anni. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole sul Piano espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe.
Il Piano casa prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del Piano Casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione. “Il governo – dichiara il ministro dei trasporti, Altero Matteoli – ha mantenuto un altro impegno del programma elettorale. Parte così la realizzazione di un ambizioso Piano di alloggi che avrà positive ripercussioni sociali e che amplierà l’offerta di lavoro nel settore delle imprese edilizie su tutto il territorio del Paese. Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti”.
Previste notevoli ripercussioni per l’economia
Il Piano – sottolinea Matteoli – consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tra l’altro – conclude – è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana
Ricordiamo che in parallelo con quest’approvazione le Regioni stanno approntando i propri piani visto che la competenza sull’edilizia è di competenza regionale
Per ora ci sono già le leggi di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Provincia di Bolzano e sono vicine all’approvazione anche Sardegna, Lazio e Campania
Le ronde, le tanto odiate ronde. La sinistra non le può sopportare e continua a criticarle in Parlamento (e fuori) quotidianamente. Ma le ronde sono esterne al dna della sinistra?
Le ronde? Furono inventate dal Pci, a Modena, subito dopo la fine della guerra. Ad affermarlo e’ il pubblicista e ricercatore Roberto Gremmo in un articolo che verra’ pubblicato sulla rivista ‘Storia ribelle’. Gremmo, basandosi su documenti custoditi dall’Archivio di Stato nei fascicoli della ”Divisione affari generali riservati” della Pubblica sicurezza, riferisce che l’idea di ”istituire squadre civili con il compito di collaborare al mantenimento dell’ordine” venne al segretario della Camera confederale del lavoro di Modena, Galavotti, dopo un attentato, il 5 novembre 1945, alla sede locale del partito comunista. Ricevuta la proposta da Galavotti, ”il prefetto Zanetti – scrive Gremmo – chiese un parere al governo e il 20 novembre il capo della polizia gli risposte sostenendo che ‘l’opera volontaria dei componenti i pattuglioni di vigilanza’ sarebbe stata gradita”. ”Il prefetto – aggiunge – riteneva che le squadre dovessero venir composte da cittadini di tutti i partiti”.
E quindi si venne a scoprire che le ronde sono pure un’invenzione sinistra
D’altronde l’incoerenza su questo tema non è solo storica ma molto attuale. Infatti
Anche il centrosinistra ha un’anima «rondista». Prima ancora dell’approvazione del ddl sulla sicurezza voluto dal centrodestra e in particolare dalla Lega, diverse amministrazioni guidate dal Pd hanno dato il via libera alle squadre di volontari per la sicurezza, per il presidio del territorio o per il decoro urbano. Appunto le ronde.
Nel particolare
Il laboratorio delle «ronde dolci» di centrosinistra è l’Emilia Romagna. Qui una legge regionale voluta dal governatore Vasco Errani nel 2003 ha spianato la strada alle associazioni civiche che mandano i volontari davanti alle scuole, nei parchi, addirittura nei cimiteri. anche in Emilia Romagna c’è chi nel Pd aveva intravisto nelle ronde un aiuto alla sicurezza: Sergio Cofferati, quando era sindaco di Bologna, nello scorso febbraio aveva affermato che i cittadini «possono dare un contributo al presidio del territorio», purché le iniziative non assumano «colore o valenza politica».
E anche nella Lombardia dominata dal verde della Lega e dall’azzurro del Pdl, ci sono stati amministratori di spicco del Pd che hanno aperto più di uno spiraglio alle ronde: Filippo Penati, prima di perdere la presidenza della Provincia di Milano, aveva stanziato 250 mila euro a favore dei Comuni del territorio per finanziare le associazioni di volontari. Una mossa, quella di Penati, che è andata oltre a quanto stabilito il governo, secondo il quale le ronde non devono gravare sulle casse pubbliche.
E ancora in Liguria c’è il caso Albenga: il sindaco Antonello Tabbò, centrosinistra, aspettando di poter installare decine di telecamere per la videosorveglianza ha lanciato una sorta di «ronde istituzionali». Lui stesso, insieme agli assessori della sua giunta e ai consiglieri di maggioranza, è sceso in strada di notte accompagnando nei pattugliamenti polizia municipale e forze dell’ordine, anche se con una valenza simbolica più che reale: «Per far sentire ai vigili e alla cittadinanza che siamo loro vicini nella lotta per la sicurezza ».
In Veneto Achille Variati, sindaco di Vicenza, ha annunciato l’istituzione di una scuola per volontari della sicurezza. Flavio Zanonato, confermato alle ultime amministrative alla guida di Padova, già in passato ha schierato i «nonni-vigili» davanti alle scuole e nei parchi
Al Sud almeno due sindaci di centrosinistra si sono detti favorevoli alle ronde: Michele Emiliano (Bari) e Vincenzo De Luca (Salerno)
Insomma le ronde la sinistra le ha sempre sostenute a livello locale ma poi in parlamento è furiosamente contro. E’ legittimo essere contrari ma ci si aspetterebbe che un pensiero piuttosto unitario a livello nazionale si prefigurasse uguale anche sul territorio. E la realtà dice altro. La solita coerenza sinistra
Erano state presentate con grande clamore
Sentinelle antifumo. Cioccolatini, gadget e materiale informativo. Gli ospedali della Asl Napoli 1 in campo per la giornata nazionale antitabacco prevista per mercoledì. Ascalesi, Cto, Pellegrini, Loreto mare, Annunziata, San Gennaro, San Giovanni Bosco, Incurabili, San Paolo, e i presidi intermedi Elena D´Aosta, Napoli Est e Loreto Crispi, ospiteranno per 24 ore una serie di manifestazioni. Mirate alla prevenzione del tabagismo. Le “sentinelle”, veri e propri controllori, distribuiranno in collaborazione con le associazioni di volontariato e gli studenti, prodotti dolciari o di artigianato in cambio di una sigaretta. Gazebi e punti informativi saranno allestiti per consentire consulenze gratuite, anche di medicina alternativa, sui danni prodotti dal fumo. Ancora. Dépliants, opuscoli sulle modalità di accesso ai centri antifumo della Asl, questionari utenti e schede di verifica al cittadino.
Le chiamano ‘Sentinelle Antifumo’ e hanno il compito di preservare le corsie degli ospedali napoletani da chi, incurante dei divieti imposti dalla legge e dal buonsenso, accende sigarette tra i degenti. Sono 84 ex lavoratori socialmente utili che lavorano per la Napoli Sociale spa, società al cento per cento del Comune di Napoli, pagati solo per invitare al rispetto della legge, anche perché privi di alcun potere sanzionatorio.
Al Comune guidato da Rosa Russo Iervolino, il primo che ha vietato persino di fumare nei parchi, costano oltre 200 mila euro al mese con risultati risibili: negli ospedali napoletani si continua a fumare e a depositare le cicche in bottiglie di plastica adagiate come fioriere fuori dalle finestre. Così ai controllori del fumo non resta altro che ripulire quotidianamente i davanzali e passare in banca a fine mese per lo stipendio.
Dopo gli ex detenuti usati come guide turistiche (a difesa della sicurezza dei turisti) da Bassolino, ora anche queste sentinelle antifumo (ma pro sprechi). Il laboratorio campano delle genialità democratiche non ha mai fine. Complimenti alla coppia Iervolino-Bassolino
Si parla tanto ultimamente di promozione del turismo, loghi, siti ecc In realtà con il governo Prodi non c’era nessun problema, con Rutelli il turismo italiano era in buonissime mani grazie alla sua pubblicità e ai suoi inviti agli stranieri
Dove è finito il mitico Sircana, portavoce di Prodi, reso celebre oltre per una fotina con un trans anche perchè era stato designato per essere l’unica voce di sintesi del governo (aspetta e spera!)?
Bene, non essendo più il portavoce di nonno Prodi, anche lui si ricicla in qualche modo. Come cantautore…
Meno male che Silvio c’è. Silvio Sircana. L’ex portavoce di Prodi, in realtà un cantautore, ha scritto, altro che Apicella, una malinconica canzone stile De André dedicata però al tesseramento del Pd. Titolo: «’O tesseramento». Vi canta amaro le pratiche con cui si recluterebbero gli iscritti nel Napoletano, in vista del congresso. La canzone, postata ieri sul sito del Riformista, ha per protagonista un guappo che entra in un locale e «dopo ’o brindisi / spiega stu bisiniss / e tessere l’avimm a piglià nui / sore, frate, parenti, accussì disse / accussì quanno si vota alla primaria / dint e circuli, a ’o congresso d’o Pd / ’a voce e Napule se sentirà pe l’aria / e chi simm avranno da capì». Musica, per Silvio.
Il caro Sircana ci svela anche qualche retroscena sul pensionato Mortadella (e sulle sue innumerevoli qualità. si fa per dire eh..)
Il Professore ha fama di gaffeur?
Romano non soggiace volentieri agli obblighi del protocollo. Quando lo irreggimenti va in sofferenza, ma sa dissimulare. Sicuramente non è uno che per una battuta si gioca un incontro diplomatico. Talvolta è vittima di distrazioni.
Tra le “distrazioni” rientra qualche pisolino durante gli incontri ufficiali?
Di pisolini di leader ne ho visti tanti in questi anni. Si fa una vita stancante, ci si addormenta. L’abbiocco, come si dice a Roma, è uno degli aspetti dell’essere informale di Prodi. L’altro è la sua espressività colorata. Sono passate per gaffe anche cose che non lo erano, magari dette di corsa su questioni non in agenda.È il decennale dalla nomina di Prodi a presidente della Commissione europea. Ecco cosa scrissero in quegli anni alcuni giornali. Financial Times: «Manager incapace». Times: «Un problema per l’Europa». Libération: «Il peggiore presidente dell’Europa». Der Spiegel: «Non ha visione strategica».
Io non c’ero e non mi piace parlare di cose che conosco poco. Dico solo questo. Gli inglesi li espungerei in blocco. Lì c’era un’ostilità dichiarata e un mandato a sabotare, a cominciare dal commissario inglese, MandelsonE il mandato africano all’Onu?
Lui nei paesi africani ha una credibilità e una forza che non ha alcun altro leader europeo. C’è stima e speranza nelle personalità che lo avvicinano. Da quelle parti non ha rivali. Per questo noi amici, scherzando, lo chiamiamo il leader degli sfigati


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