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Il Governo vuole eliminare 3000 enti (consorzi, comunità montane ecc) e ridurre i componenti dei consigli circoscrizionali

Il Fazioso | 30 giugno 2009

Il Codice delle Autonomie che è attualmente in preparazione prevede notevoli novità in merito alla soppressione dei cosiddetti enti inutili

Un dossier del Sole 24 Ore analizza le novità

screen capture 4 Il Governo vuole eliminare 3000 enti (consorzi, comunità montane ecc) e ridurre i componenti dei consigli circoscrizionali

-Per gestire il territorio bastano Comuni, Province, Regioni e nulla più. Il Ddl riscrive gli ordinamenti delle autonomie locali cancellerà almeno 3 mila enti.

-All’esodo di enti si aggiungerebbero inoltre 86 mila politici locali che si vedrebbero portare via il seggio della riduzione dei consigli e delle giunte in Comuni e Province

-Nel taglia-enti finiranno comunità montane, consorzi di bonifica, Ato

-In gioco ci sono migliaia di presidenze, vicepresidenze e consigli di amministrazioni

screen capture 5 Il Governo vuole eliminare 3000 enti (consorzi, comunità montane ecc) e ridurre i componenti dei consigli circoscrizionaliscreen capture 6 Il Governo vuole eliminare 3000 enti (consorzi, comunità montane ecc) e ridurre i componenti dei consigli circoscrizionali

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Manifesti leghisti pro naziskin. Alla fine si scopre che erano stati degli anarchici (e in rete era già partito il linciaggio)

Il Fazioso | 29 giugno 2009

Succede che in rete, tra i blog di sinistra, circola insistemente la notizia di un manifesto leghista a favore dei naziskin che uccisero mesi fa il povero Tommasoli a Verona.

Blog di politici (consiglieri regionali) segnalano la notizia e presunti giornalisti del gruppo L’Espresso (di presunta qualità) la riportano gaudenti per l’assist politico da sottolineare.

Succede che dopo pochissimo, e c’era stata una smentita di mesi prima della Lega Nord che segnalava chiaramente di non aver fatto quei manifesti, si scopre che a fare quei manifesti sono stati 2 anarchici. E la notizia è persino vecchia di ben un anno (controllare faceva fatica?)….

Ma il bello è che, nonostante lo sputtanamento evidente, il politico non modifica quasi per niente il post nè si scusa per l’evidente abbaglio e il giornalista parla incredibilmente e solamente di tattica di guerrilla marketing  e nemmeno lui si scusa per non aver controllato se la notizia fosse vera. Nessuno dei due segnala che a fare questa “bravata” sono stati degli anarchici (bisogna leggere il link per scoprirlo). E figuriamoci se partono le scuse per i leghisti

Questa è la sinistra che si crede moralmente superiore, prendono un caso stravecchio (che non esiste), lo gonfiano, sparano ai leghisti nazisti, si passano la notizia tra amici per far aumentare lo sdegno.

Poi quando vengono completamente smentiti, minimizzano il fatto, non segnalano i veri colpevoli, non chiedono scusa per le accuse vergognose fatte e lasciano gli articoli/post appena modificati (talmente poco segnalati che a un lettore distratto rimane l’idea che il poster magari è un falso di un leghista sbandato o che sia veramente solo un’azione di marketing).

E comunque lasciano intendere, nonostante la figura di m…., che il senso non cambia: i leghisti (inferiori a prescindere) sono comunque feccia da accusare. Ovviamente nessun attacco sdegnato ai compagni anarchici…. loro vanno difesi (in silenzio)

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Il Pd è pesantemente coinvolto nell'inchiesta di Bari

Il Fazioso | 29 giugno 2009

Doveva essere la scossa. Ma pare che si rivelerà l’ennesimo boomerang per il Pd e il centrosinistra. Non solo l’attacco scientificamente tirato fuori prima dei ballottaggi non ha dato particolari problemi al centrodestra (anzi), non solo la popolarità di Berlusconi pare essere stata poco scalfita ma adesso dalle pieghe dell’inchiesta arrivano sinistri sospetti sul Pd.

Infatti

La prima vittima del Bari-gate è una manager vicina al Partito democratico. Lea Cosentino, il direttore generale della Asl Bari, l’azienda sanitaria più grande della Puglia, è a un passo dall’abbandonare la sua carica. Venerdì ha ricevuto una perquisizione a casa e un avviso di garanzia con l’accusa di aver tentato di favorire l’azienda di Gianpaolo Tarantini. La Cosentino è indagata insieme con l’imprenditore barese Enrico Intini, un altro industriale locale, Cosimo Catalano, e lo stesso Tarantini, accusati a vario titolo di corruzione e turbativa d’asta. Secondo gli investigatori era in atto un tentativo di realizzare un cartello per aggiudicarsi un appalto che la Asl avrebbe dovuto bandire. La manager avrebbe anche partecipato a degli incontri con gli imprenditori, mentre Tarantini incassò una consulenza dal gruppo Intini.

Inoltre

Le indiscrezioni a Palazzo di Giustizia assicurano che la nuova svolta potrebbe in qualche modo ristabilire la trasversalità politica dell’azione del pm Scelsi, andando a colpire anche alcuni autorevoli esponenti del Pd cittadino che fino a ieri si dicevano estranei al giro di amicizie e di squillo che ruotava intorno a Giampaolo Tarantini. Nei prossimi giorni nuovi elementi potrebbero provocare un nuovo sisma giudiziario in questa città

Dopo l’assessore della giunta Vendola Tedesco (Pd) già inquisito per un’inchiesta parallela sempre inerente alla sanità (e probabile futuro deputato in sostituzione di De Castro, futuro eurodeputato) nuove ombre scuotono il Pd pugliese.

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All'Unità arriva Villaggio: Fantozzi si dà al giornalismo politico

Il Fazioso | 29 giugno 2009

Dopo 7 anni di collaborazione con lo storico giornale comunista, Travaglio lascia l’Unità per andare a far parte della redazione del nuovo quotidiano di area giustizialista, girotondina e dipietrina “Il Fatto” con direttore Padellaro.

Al suo posto arriverà Paolo Villaggio, il mitico attore inventore di Fantozzi che tra l’altro già aveva collaborato con il quotidiano ai tempi di Veltroni direttore.

Interessante il suo approccio alla collaborazione, in un’intervista a Libero

Fantozzi prenderà il posto di Marco Travaglio. La pensano allo stesso modo? Il ragionier Ugo è giustizialista e forcaiolo?
«E chi è ‘sto Travaglio? Io non l’ho mai letto. È stato deificato per anni sull’Unità, ma non lo conosco. E poi io non sono giustizialista, né forcaiolo».

Ma lei si considera di sinistra o di destra?
«Nessuno dei due. Io voglio fare il progressista, l’illuminato. Io mi schiero con il movimento che punta a migliorare la felicità degli uomini».

La vecchia promessa del comunismo. Che giudizio dà oggi della sinistra?
«Tragico. Il Pd è una massa di politicanti in perenne rissa. Alla direttora dell’Unità ho chiesto la libertà assoluta di dire: con questi qua siamo già morti. La libertà di bastonare questa sinistra che cerca di risorgere dicendo che Berlusconi si porta Apicella nell’aereo di Stato. Questi avanzi del Pci vanno rinnovati tutti. D’Alema è bravo come velista, no?».

Dario Franceschini?
«Non lo conosco, ma mi sembra della stessa classe».

E Veltroni?
«Potrebbe fare l’aiuto regista. Gli animali politici nascono così: cercano prima di fare i registi, come lui, che però era scarso, glielo posso garantire, io l’ho conosciuto all’Unità. Non avendo avuto successo nello spettacolo ha ripiegato sul partito».

E Berlusconi che animale politico è?
«Non è un animale politico. Lui è un grande imprenditore che è sceso in campo proprio per battersi contro la cultura politica che impera in Italia. Berlusconi è un uomo straordinario perché in trent’anni è diventato l’uomo più ricco d’Europa e il più potente d’Italia. Ed è sceso in politica per autodifesa».

Crede anche lei che sia in atto un complotto?
«Certo. Repubblica ha scatenato contro di lui una campagna mediatica di livello a dir poco mediocre. Le dieci domande: ma suvvia…».

L’Unità ha fatto la stessa campagna. Sicuro di voler scrivere su un giornale così?
«Non mi pongo il problema, anche perché è l’unico giornale che mi ha scritturato».

Avrebbe accettato anche l’offerta di altri giornali?
«Certo. Dica a Vittorio Feltri che se mi propone una collaborazione di prestigio, io per lui scrivo subito. Anche gratis».

Intanto chi sarà a scrivere sull’Unità, Villaggio o Fantozzi?
«Le svelo il tranello: io fingo di essere la voce della Lega e cerco di difendere a spada tratta la filosofia leghista, la banalità della cultura televisiva, il celentanismo, il qualunquismo, il grillismo».

Cos’ha votato alle ultime elezioni?
«Pd. Ho sempre votato a sinistra».

Insomma un notevole cambio di prospettiva rispetto al secondino compagno di Santoro.

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Ecco il nuovo passaporto elettronico con le impronte digitali

Il Fazioso | 29 giugno 2009

Il passaporto elettronico rilasciato in Italia, da oggi, è in grado di memorizzare sul suo chip integrato anche le impronte digitali.

Di cosa si tratta nel concreto?

Per la prima volta in Italia, verranno prese le impronte digitali a tutti coloro che faranno richiesta del nuovo passaporto elettronico, minori di 12 anni esclusi: per ora si partirà in due città, Grosseto e Potenza, ma presto il sistema sarà operativo in tutta Italia. La procedura è prevista dal regolamento europeo del 2004 secondo il quale tutti i passaporti elettronici devono contenere la fotografia in formato elettronico e le impronte digitali del titolare.

Il passaporto non cambierà molto

Il passaporto non muterà il suo aspetto esterno, ma il microchip interno conterrà foto ed impronte digitali in modalità protetta, per la cui rilevazione saranno abilitati solo le Questure ed i Commissariati di Polizia.

Le impronte digitali non verranno immagazzinate per sempre

Quanto ai dati acquisiti, verranno trasmessi ai siste­mi centrali (come l’Afis, casel­lario centrale d’identità pres­so il ministero dell’Interno, un acronimo che sta per Au­tomated fingerprints identifi­cation system) ma vi reste­ranno solo per il tempo stret­tamente necessario all’esple­tamento di tutta la fase istrut­toria. Poi saranno cancellati al momento della stampa del passaporto e della verifica della sua funzionalità. Il mini­stero dell’Interno assicura che non c’è alcun rischio di schedature di massa, né di un’illecita archiviazione di dati sensibili. Perché il con­trollo verrà fatto direttamen­te tra l’immagine dell’im­pronta contenuta nel micro­chip del passaporto e l’im­pronta del polpastrello del viaggiatore, «letta» da un’ap­posita macchinetta al posto di frontiera. Come già avvie­ne negli Stati Uniti.
«Le impronte — spiegano dalla questura di Grosseto— saranno cancellate anche da­gli archivi della Questura do­po una settimana dal rilascio del documento».

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Possibile una riforma dei ballottaggi?

Il Fazioso | 26 giugno 2009

L’ultimo turno di amministrative e in particolare i ballottaggi hanno dimostrato che la gente non ha molta voglia di votare in 2 turni. Rispetto alla Francia per esempio il secondo passaggio elettorale vede quasi ovunque un crollo sistematico dei votanti. Infatti oltralpe questi sono stati i risultati delle ultime comunali

Nel 2008, le elezioni per il rinnovo dei Comuni in Francia hanno fatto registrare un’ affluenza del 70% di votanti al primo turno e del 65% ai ballottaggi

Per questo motivo ci sono state varie proposte per una modifica della legge elettorale per comunali/provinciali

E’ il ministro La Russa il più impegnato su questo fronte

E’ assurdo continare a volere per province e comuni il ballottaggio, ossia il secondo turno anche nei casi in cui uno dei due candidati superi il 40% delle preferenze. Va mantenuto solo nel caso che nessun candidato superi il 40% al primo turno

e ancora

Si mantiene questo sistema perché la sinistra dice che dà maggiore garanzia di stabilità ma è una bugia grande come una casa, perché la maggiore stabilità ce l’hanno le Regioni, dove si vota con un turno unico. Questo vale per Formigoni in Lombardia e anche per le giunte di sinistra

Nel particolare sarebbe tentato da una proposta del genere

Se al primo turno un candidato sindaco o presidente di Provincia ha almeno il 40 per cento dei consensi e il suo sfidante principale è sotto di cinque punti, si può considerarlo eletto senza passare dal secondo turno

L’altro coordinatore del Pdl, Verdini, la pensa allo stesso modo

È incredibile che si eleggano i sindaci con un numero di partecipanti al voto, al ballottaggio, molto inferiore al primo turno

Entra nello specifico Calderisi, da sempre favorevole all’abolizione del doppio turno

Ci sono i risultati dei ballottaggi, con un’affluenza elettorale bassissima. Il candidato vincente prende quasi sempre meno voti rispetto al primo turno e quindi non viene eletto con una maggiore legittimazione democratica. E poi in altre competizioni il doppio turno non c’è. Penso ai comuni con popolazione inferiore ai quindici mila abitanti e alle regioni. Quando fu inserito il sistema a doppio turno si pensava che al primo avrebbero corso quasi tutti da soli e che le alleanze si sarebbero formate solo al secondo turno. Ma non è stato così, quasi sempre le alleanze si sono formate fin dall’inizio, presentarsi divisi al primo turno non paga. Le coalizioni provano a vincere al primo turno, superando quota 50%, una soglia però decisamente alta.

D’altronde

Significa semplificare, a livello amministrativo, il quadro politico. Già oggi questo accade nei comuni con popolazione inferiore ai quindicimila abitanti, con il paradosso che un candidato sindaco di centro sinistra o di centro destra in una cittadina di quattordici mila abitanti è sostenuto da una sola lista che raccoglie più forze politiche, e in un altro di mille o duemila abitanti in più il candidato ha una coalizione fatta di 4, 5 o 10 liste in concorrenza tra loro. Naturalmente la frammentazione politica, oltre a danneggiare il buongoverno locale è illogica. . Queste 5 o 10 liste sono alleate, condividono il medesimo candidato sindaco e il medesimo programma. Mi saprebbe  perché devono presentarsi in competizione l’una contro l’altra? Le questioni identitarie non dovrebbero sussistere, stiamo parlando del livello amministrativo locale, non di quello politico nazionale.

La proposta di La Russa lo convince

Non abolisce il secondo turno ma lo limita a casi limitati, rafforzando il bipolarismo. Guardi, non è una proposta di parte, tanto è vero che con questo meccanismo Alemanno non sarebbe stato eletto sindaco!

Naturalmente l’Udc che gioca quasi tutto sui ballottaggi, puntando sul cavallo vincente non è favorevole. E anche la sinistra non sembra prendere in esame la questione anche se agli ultimi ballottaggi l’astensionismo è stato abbastanza bipartisan. Non si capisce perchè non usare il sistema delle regionali o quello esposto da La Russa. Comporterebbe un risparmio notevole e una maggior partecipazione (oltre che una legittimazione democratica più evidente).

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Paolini, il disturbatore diventa nuovo idolo sinistro

Il Fazioso | 25 giugno 2009

Paolini, il noto disturbatore, è stato protagonista oggi di una nuova impresa televisiva riuscendo persino a tirare per la giacca e a far uscire dall’inquadratura il giornalista della Rai. Inoltre al minuto 1.20 ha urlato il fatidico “Berlusconi sei un pedofilo”, insomma lo slogan e programma politico della sinistra nell’ultimo mese. In rete già si richiede la sua beatificazione sinistra, dopo la D’Addario anche Paolini diventa aspirante segretario (acclamato dalla base) del Pd e incendia le speranze dei poveri fans di centrosinistra

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I soliti comunisti: purghe staliniane, complotti e l'ombra della P2

Il Fazioso | 25 giugno 2009

20090623 rizzo I soliti comunisti: purghe staliniane, complotti e l'ombra della P2

In questi giorni è andata in scena una di quelle dispute tipiche dei comunisti. Un connubio piuttosto esilarante con simil venature staliniane, purghe rosse, complotti ecc. Insomma i soliti rossi.

Cosa è successo? Tutto parte dalle accuse di Marco Rizzo, comunista tout court, uno dei peggiori, difensore di Castro, nostalgico del regime sovietico

Diliberto renda conto della sua amicizia con uno della P2. Ho chiesto conto degli incontri di Diliberto con massoni ex P2. Da tempo la mia posizione critica sulla partecipazione dei comunisti al governo Prodi, alla pessima scelta dell’Arcobaleno e alla recente e mal gestita unità dei comunisti è stata tanto mal sopportata dalla dirigenza quanto apprezzata dai militanti di base. Guarda caso la situazione è precipitata proprio ora, immediatamente dopo l’aver fatto notare al segretario Diliberto- dice Rizzo, che è stato convocato dalla commissione di garanzia del partito – che un puzzle di iniziative pubbliche locali da lui svolte nel tempo lo vedevano sempre “accompagnato” da un volto noto della P2 (ndr si tratta di Giancarlo Elia Valori)

La risposta non si è fatta attendere

Marco Rizzo è fuori dai Comunisti italiani. La decisione è stata messa a verbale ieri dalla commissione di Garanzia del partito. L’accusa è quella di aver tenuto «comportamenti ostili» al Pdci durante l’ultima campagna ufficiale. Tradotto: di aver aiutato l’Italia dei Valori, e questo nonostante fosse anche candidato nelle liste dei Comunisti italiani. Rizzo, infatti, avrebbe dato il suo aiuto a Torino a Gianni Vattimo in corsa per Strasburgo, nelle liste del partito di Di Pietro.

Nel particolare sarebbe emerso

in maniera inequivoca come negli ultimi anni di vita del Partito, in modo continuativo Marco Rizzo abbia perseguito obiettivi strategici diversi da quelli decisi ed approvati negli organismi del PdCI, di cui esso stesso faceva parte, comportamenti che esulavano dal libero dibattito e dal confronto politico tra compagni, ma erano protesi al frazionismo interno.

E sugli incontri con Valori ecco la risposta

Incontri che, è la controreplica, erano occasioni pubbliche, nelle quali erano presenti i personaggi più disparati. Alla fine comunque tutto finirà in tribunale: il segretario del Pdci ha infatti intenzione di querelare l’ex compagno di partito.

Ma Rizzo contrattacca

Diliberto è l’unico segretario di partito che non si dimette mai e ora strizza anche l’occhiolino ai poteri forti. Quello che ho detto sono fatti – si difende Rizzo in vista della querela – basta cliccare su internet per verificarli.

Che dire? Come faremmo senza i comunisti, le loro accuse reciproci e i soliti metodi di staliniana memoria?

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Dario il fiscalista

Il Fazioso | 25 giugno 2009

Nuovo mio trafiletto su Franceschini pubblicato sul sito di approfondimento quotidiano Il Predellino nella rubrica StupiDario

Dario l’1 marzo 2009 in occasione della marchetta da Fabio Fazio per la presentazione del lungimirante assegno per i disoccupati afferma: “Da quando ci sono loro (quelli del centrodestra), le stime dicono che l’evasione è aumentata di 7-8 miliardi)” Come ormai è stranoto Dario Franceschini è famoso per queste uscite campate in aria. In realtà aumentano del 10 per cento, rispetto al 2008, i redditi nascosti al Fisco e scoperti da parte della Guardia di Finanza. Mentre le somme effettivamente incassate dall’Agenzia delle Entrate nei confronti dei soggetti verificati sono in costante crescita (+28 per cento nel 2008 rispetto all’anno precedente), proprio grazie all’attività di contrasto all’evasione. Un risultato che mostra come la lotta all’evasione fiscale è stata, e lo sarà ancora nel 2009, l’obiettivo prioritario dell’azione della Guardia di Finanza: in linea con le direttive del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti. Insomma Dario, un fiscalista di qualità.

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Italia dei Valori: no al Grande Fratello, sì all'Isola dei Famosi

Il Fazioso | 25 giugno 2009

Di Pietro durante la campagna elettorale per le europee, quando si discuteva del velinismo in politica, aveva alzato la voce dicendo che il suo partito non sarebbe stato aperto allo stile Grande Fratello nella scelta delle candidature. Poi all’atto pratico ha candidato la hostess Piredda (che aveva fatto un provino per entrare all’ultimo GF, poi battuta dall’altra pasionaria Martani) ma non è questo il punto.

In realtà Di Pietro voleva intendere che per il suo partito era più congeniale il modello Isola dei Famosi, infatti

Antonio Cabrini, campione del mondo con la Nazionale di calcio nella rassegna iridata di Spagna 1982, ha deciso di scendere in politica. La sua nuova squadra sara’ quella dell’Italia dei valori (Idv), il partito che fa capo ad Antonio Di Pietro e in cui Cabrini assumera’ il ruolo di responsabile per il Lazio del ‘Dipartimento politiche dello sport’.'Si tratta di un impegno importante, che cerchero’ di onorare seriamente e fino in fondo’.

Questione di reality….

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