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Il Pd si lamenta delle veline, però candida le veliste (la Sensini). Che differenza c’è?

fazioso | 29 aprile 2009

Grande clamore han suscitato le presunte candidature di veline nelle liste del Pdl. Alla fine quante di queste veline sono state candidate? Forse Barbara Matera che comunque ha più lauree di Veltroni e D’Alema messi insieme.

Berlusconi ha annunciato altri 2 nomi tra cui quello di Lara Comi, coordinatrice dei giovani di Forza Italia in Lombardia e laureata in Economia (specializzata alla Bocconi).

Il Pd ha attaccato sulle liste del Pdl (non si sa da che pulpito, visto il capolista Cofferati, quello che doveva badare al figliolo) ma poi presenta una candidatura dalle stesse caratteristiche di quelle della Matera: la velista Alessandra Sensini.

Quale sarebbe il pedigree politico della Sensini? Cosa farà all’europarlamento? Lezioni di surf agli eurodeputati, probabilmente

Ma sentiamola, ascoltiamo il suo programma elettorale

“Arrivata a questo punto della mia carriera sportiva-la candidatura alle europee mi ha offerto la opportunità di mettere al servizio di tutti il bagaglio di esperienza che ho accumulato nel mio percorso professionale e sportivo.
“Ho trovato naturale farlo nel Partito Democratico, dove ho ritrovato i valori che la mia famiglia e la vita mi hanno insegnato.
“Sono stata fortunata, nella vita mi sono potuta realizzare facendo ciò che mi piaceva: credo sia un dovere che oggi mi spenda perché anche gli altri possano realizzarsi come ho potuto io.
“Con la candidatura alle europee posso proseguire nel rappresentare l’Italia e contribuire alla sua crescita a livello internazionale, non più sui campi di regata ma attraverso l’impegno politico.
Lo sport mi ha portato a viaggiare molto, ma sono sempre rimasta legata alla mia terra, dove sono nata, dove vive la mia famiglia e dove ho sempre fatto ritorno. Portare la Maremma in Europa sarebbe un sogno

Che parole, che acume politico, che impegno di qualità!

Eccerto il suo bagaglio di esperienza tra le tavole del windsurf sarà utilissimo in Europa, porterà la Maremma in Europa in un crescendo di virate tra le onde.

Ma un partito con tali candidature (e non scordiamo le figurine Madia e Boccuzzi) può legittimamente criticare quelle altrui?

Senza contare che un’altra velina storica, la Carfagna ha fatto in 6 mesi (legge sullo stalking che è stato subito un successo) più di quanto hanno fatto in 7 anni le blasonate e con una carriera politica eccezionale (?!) Finocchiaro, Pollastrini, Balbo e Belillo

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Tabella riassuntiva sondaggi: Pdl quasi al 41%, centrodestra oltre il 50%

fazioso | 28 aprile 2009

Pubblichiamo la tabella dei sondaggi con gli ultimi 5 sondaggi pubblicati dai vari istituti.

Clicca sull’immagine per ingrandirla

ifl Tabella riassuntiva sondaggi: Pdl quasi al 41%, centrodestra oltre il 50%

Dalla media possiamo constatare l’ottimo grado di salute del centrodestra intero con un Pdl sopra il 40% e una Lega vicino al 10%. Il Pd risale un po’, anche se probabilmente scotterà in parte l’uscita dei radicali (non ancora molto considerati dai sondaggi). L’Idv varia tantissimo da sondaggio a sondaggio. L’Udc è stabilissimo sul 5.5%. A sinistra i comunisti sono più vicini al 4% rispetto a Sinistra e Libertà mentre l’esordio nelle rilevazioni per il nuovo cartello L’Autonomia (Mpa+La Destra+Alleanza di Centro+Pensionati) li vede non molto lontani dallo sbarramento.

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Malpensa, tra liberalizzazioni e bilaterali

fazioso | 28 aprile 2009

Segnalo un mio articolo sulla situazione di Malpensa che è stato pubblicato oggi su Libertiamo.it

L’aeroporto di Malpensa, dopo la gravissima crisi seguita al progressivo abbandono di Alitalia dal marzo 2008, si sta lentamente riprendendo. Lufthansa, attraverso il nuovo brand Lufthansa Italia, ha intenzione di far rientrare Malpensa nel suo circuito multi-hub. Da fine febbraio ha aperto una decina di rotte per destinazioni italiane (Roma Fiumicino, Bari, Napoli) e europee (Bruxelles, Lisbona, Londra, Budapest, Bucarest, Parigi, Madrid, Barcellona). E’ ormai chiaro che accrescerà il numero delle città servite anche nei prossimi mesi, sia in Italia che in Europa, con l’obiettivo a lungo termine di ampliare il network dall’aeroporto varesino anche a destinazioni extraeuropee.
Proprio queste sono oggi le rotte maggiormente scoperte, tenuto conto che, per esempio, Alitalia opera da Malpensa solo su tre rotte intercontinentali.
L’obiettivo di Sea, della Regione Lombardia e del Comune di Milano è proprio quello di ripristinare un discreto numero di rotte a lungo raggio.
Come cercare di raggiungere questo scopo?
La soluzione ideale sarebbe quella di una liberalizzazione completa delle rotte extraeuropee. In questo modo, attuando il regime di open skies, qualunque compagnia aerea potrebbe ottenere i diritti per volare su Malpensa e verso qualsiasi destinazione. Già è cosi all’interno dei confini dell’Unione Europea e da poco anche verso gli Stati Uniti: ciò comporta che una compagnia disponga di una maggiore autonomia operativa sui voli, non essendo subordinata ad alcuna autorizzazione preliminare.
Grazie alla liberalizzazione completa dei voli per le città americane queste ultime saranno sicuramente coperte nei prossimi mesi, nonostante la forte crisi economica che limita gli investimenti delle compagnie aeree.
Ma sono il Sud-America, l’Estremo Oriente e l’India le zone che maggiormente evidenziano la crisi dell’aeroporto lombardo. Moltissimi stati non sono raggiungibili direttamente, con inconvenienti che chiunque e soprattutto la clientela business vorrebbe evitare.
Quando politici e alcuni esperti del settore dicono che Malpensa può essere salvata solo con una liberalizzazione completa delle rotte prefigurano una soluzione che risulta però oggettivamente alquanto utopistica.
Una liberalizzazione delle rotte tra due paesi può essere attuata solo attraverso un cosiddetto “bilaterale”, cioè un accordo tra due paesi sui diritti di volo e atterraggio per le diverse compagnie nazionali sui rispettivi aeroporti. Ma ottenere un risultato del genere non è così facile, perché sono moltissimi i paesi che non hanno alcuna intenzione di liberalizzare le rotte per non penalizzare le proprie compagnie di bandiera, che oggettivamente verrebbero danneggiate da una situazione di libera concorrenza.
Per questo motivo anche se il governo italiano proponesse una soluzione del genere ad altri paesi, con forti compagnie di bandiera, ne riceverebbe indietro, quasi sicuramente, un rifiuto.
Inoltre in una strategia di “ritorno all’hub” avere numerose compagnie in lotta solo su determinate rotte potrebbe compromettere la possibilità di costruire uno schema di feeder dagli aeroporti minori per i transiti su Malpensa.
Quindi cosa deve fare il Governo? L’emendamento della Lega per l’apertura immediata dei bilaterali non serve e non è servito a nulla, visto che questi potevano già essere discussi prima e che per un accordo ci vuole molto tempo (anche due anni, in alcuni casi).
Molto più utile la deroga prolungata a minimo 3 stagioni IATA (International Air Transport Association) che corrispondono ad almeno 18 mesi, per chi faccia richiesta di operare su una rotta. Prima nessuna compagnia internazionale si prendeva il rischio di servire una destinazione per il timore che, dopo la deroga (che era di una sola stagione IATA), il diritto di volo non fosse confermato.
Ora qualunque compagnia che chieda di operare su una determinata rotta, nel caso in cui i bilaterali lo consentano, ottiene immediatamente questa possibilità che dura a lungo nel tempo.
Inoltre, sarebbe già un passo avanti concedere maggiori frequenze, sempre dove sia permesso dal bilaterale, visto che molte rotte soffrono di sottocapacità per carenza di voli.
In ogni caso è il ministro degli Esteri, in accordo con il ministro delle Infrastrutture, ad avere il compito più importante.
Fino al 2008 si è sempre cercato di convogliare la maggior parte dei vettori stranieri su Roma, sia per garantire più accessibilità alla capitale sia per salvaguardare una forma di monopolio per Alitalia sul suo secondo hub di Milano Malpensa: ora i tempi sono cambiati ed è il momento di rivedere la maggior parte di questi bilaterali.
Alitalia non ha più un hub a Malpensa, la situazione è completamente cambiata e il principale aeroporto milanese non può svilupparsi su determinate rotte a causa delle condizioni stabilite nei precedenti bilaterali.
Molte compagnie hanno fatto richiesta per volare su Malpensa, ma devono attendere la modifica dei bilaterali, che come già detto favoriscono Fiumicino e Alitalia.
Le difficoltà negli aggiornamenti dei bilaterali tra l’Italia e la maggior parte dei paesi extraeuropei non risiede solo nei lunghi tempi tecnici, ma anche nel fatto che, a seconda degli stati coinvolti, mutano i termini dell’accordo.
Oltre ai problemi che riguardano Malpensa, per quanto attiene al “sistema Milano” dovrà assolutamente essere ripreso in considerazione lo scandaloso monopolio sulla rotta Milano Linate-Roma Fiumicino, la più redditizia d’Europa. A ciò si aggiunge che anche su molte altre tratte nazionali, tipo la Roma-Palermo, c’è un sostanziale monopolio (e in questi casi non c’è la concorrenza del treno) con Alitalia/Air One che controlla l’80% dell’offerta. Insomma, Malpensa a parte, ci troviamo di fronte a una pericolosa assenza di concorrenza anche su molte tratte nazionali.

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Franceschini: “No a candidati con incarichi”. Ma poi alla fine candida il sindaco di Gela

fazioso | 21 aprile 2009

Franceschini aveva detto

Il Parlamento europeo non è un residence per pensionati di lusso, le nostre liste saranno fatte e composte solo da persone che si candidano ad andare a lavorare a Bruxelles e Strasburgo e non ha raccogliere preferenze sulla base di una truffa. Io proporrò alla direzione del partito di candidare solo persone che non hanno mandati di governo regionale e locale da completare e che devono completare, solo persone che andranno a lavorare in Europa

però

Rosario Crocetta è candidato alle prossime Europee nelle liste del Partito Democratico per il collegio Sicilia-Sardegna

Crocetta è il sindaco in carica di Gela

Persino Di Pietro ha gioco facile per attaccarlo dopo questa scelta

Ora anche Franceschini fa il furbo: dice che il Pd non candiderà alle prossime elezioni europee amministratori in corso di mandato e poi, invece, li candida, come dimostra la candidatura in Sicilia di Rosario Crocetta, sindaco in carica a Gela. Quindi è Franceschini scorretto perché dice una cosa e ne fa un’altra

Insomma settimane e settimane a sbraitare contro Berlusconi (e anche Di Pietro) per la loro incompatibilità. Ogni sua dichiarazione sulle europee era caratterizzata dal solito slogan “Noi non trufferemo gli elettori con candidati con incarichi” e poi chi candida? Il sindaco di una città.

Veramente pazzesco

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L’Italia dei Valori candida a sindaco di Foggia un falso dentista condannato

fazioso | 20 aprile 2009

In molte città e province pare che l’Italia dei Valori voglia provare ad andare da sola, anche in concorrenza con il Pd.
E’ il caso di Foggia, dove comunque potrebbe esserci un accordo con il Pd

Riunione dei segretari dei partiti di centrosinistra, ieri pomeriggio. All’ordine del giorno la formalizzazione dell’offerta di candidatura a sindaco di Foggia al presidente dell’Ente Fiera Gianni Mongelli. L’Italia dei Valori, che preferisce presentarsi all’elettorato in maniera autonoma, con una propria lista ed un proprio candidato sindaco, lancia una nuova proposta. “Non vogliamo spaccare il centrosinistra – ha dichiarato Orazio Schiavone – per questo lancio una proposta : metto a disposizione del centrosinistra la mia candidatura a sindaco oppure suggerisco il nome di un autorevole esponente istituzionale del Partito Democratico che potrebbe essere il consigliere provinciale Sergio Clemente

Ma chi è questo Schiavone?

La corte di appello di Bari ha condannato Orazio Schiavone, segretario provinciale dell’Italia dei Valori, a 24 giorni di reclusione, con pena sospesa, oltre al risarcimento del danno alle costituite parti civili e al pagamento delle spese processuali. Schiavone è stato considerato colpevole di esercizio abusivo della professione odontoiatrica

Ma Di Pietro non doveva cacciare tutti i condannati (e inquisiti) dal partito?. Ora pare promuoverli persino a candidati sindaci. Forse deve ricambiare qualche favore dentistico.

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Il Pd e la droga: arrestato consigliere, inquisito sindaco

fazioso | 20 aprile 2009

Segnalo notizie dall’Emilia Romagna

I Carabinieri di Riccione hanno arrestato Filippo Forti,consigliere PD in Comune e protagonista di eventi e manifestazioni che ruotano attorno al mondo della notte e del divertimentificio.Rinvenuti nella sua casa secondo gli investigatori 10 grammi di cocaina che riconducono a un altro arresto effettuato a Misano.Sarà processato per direttissima domani.

e ancora

Cocaina a fiumi nei presunti festini che vedrebbero coinvolto il sindaco di Polesine Parmense Andrea Censi. L’uomo ha ricevuto un avviso di fine indagini per il reato di spaccio di droga reiterato.
Censi, componente dei Democratici di Sinistra, sarebbe stato coinvolto nelle indagini in seguito all’arresto, nei mesi scorsi, di un giovane spacciatore residente nella Bassa trovato con 70 grammi di cocaina.
L’indagine da parte dei militari sarebbe scattata proprio a seguito della testimonianza del pusher che, per giustificare il quantitativo di droga di cui era in possesso, avrebbe fatto il nome di Censi.

Visti i risultati elettorali (passati e forse futuri) piuttosto scarsi si sono dati alla droga?

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Dominici (Pd) diceva “Sono schifato dalla politica, la lascio” Risultato? Candidato alle europee

fazioso | 17 aprile 2009

Le dichiarazioni di Dominici (sindaco in carica a Firenze) a inizio dicembre

Smetto. Finisco questo secondo mandato e a giugno lascio la politica. Schifato. Mi hanno proposto di fare il candidato alle Europee. Mi hanno proposto incarichi prestigiosi a Firenze. E a Roma. Io smetto

Risultato?

Il sindaco di Firenze Leonardo Domenici si candida per il Pd alle elezioni europee.

Notevole il tentativo di cercare di non vedersi bollato come novello Cofferati

Noto però tre differenze con la vicenda di Cofferati La prima è che le candidature “devono fare incontrare la volontà politica nazionale con ciò che viene espresso dai territori”. La seconda è che “Cofferati ha lasciato prima di tentare il secondo” mandato. Infine: “Quando ho detto ‘lascio tutto’, ho fatto un ragionamento politico, che si può sempre correggere, se cambia la situazione. Cofferati invece aveva parlato di una scelta personale

L’ennesima dimostrazione di coerenza sinistra

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Ennesima figuraccia per La Repubblica

fazioso | 15 aprile 2009

Dopo le pesantissime critiche di Almunia o i meravigliosi studi sulle elezioni politiche 2008 falsati ennesima figuraccia per La Repubblica.

Riprendiamo questa news

Repubblica “è un giornale di sinistra che ha cercato un pretesto per attaccare Berlusconi. Ma i commenti più duri erano di Valli, non miei”. A dirlo, in una querelle tutta interna al mondo dell’informazione, è Philippe Ridet, il corrispondente di Le Monde che in un’intervista al Giornale nega di essere mai stato convocato dalla Farnesina per i suoi articoli sull’Italia e smentisce di aver duramente attaccato il governo.

“Io - dice Ridet – non sono mai stato convocato alla Farnesina e non ho affatto accusato Berlusconi di essere un dittatore. I miei rapporti con Palazzo Chigi sono ottimi“. Ridet spiega di essere andato alla Farnesina ma “per spiegare a un gruppo di giovani diplomatici come la stampa straniera vede il vostro paese”. “Se ritengo che il governo debba essere criticato – conclude Ridet – lo scrivo e ho anche spiegato, ai vostri diplomatici, le quattro ragioni per cui l’Italia non gode di buona stampa nel mondo. Ma mi comporto allo stesso modo quando ritengo che il vostro governo debba essere elogiato”.

Poverini. Ormai accecati dall’antiberlusconismo collezionano figuracce in sequenza, tutte dovute alla smania di attaccare Berlusconi su qualsiasi cosa (anche eventi inventati)

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Prodi si presentò nelle zone del terremoto umbro 2 MESI dopo il sisma

fazioso | 13 aprile 2009

Molte polemiche ci sono state circa la presenza del governo nelle zone terremotate in questi giorni. Oggettivamente denotano la presenza dello Stato e anche Franceschini ha avuto modo di dire che bene aveva fatto Berlusconi ad arrivare quasi immediatamente sul posto.
A tal proposito ho fatto una ricerca e ho scoperto che dopo il terremoto umbro-marchigiano del 1997 Prodi fece visita ai terremotati ben 2 mesi dopo l’accaduto.

Avete capito bene! Il terremoto in Umbria e Marche avvenne il 26 settembre 1997, Prodi fece visita agli sfollati solamente il 22 novembre 1997.

Qui l’articolo di Repubblica, qui la foto del professore.

Tra l’altro nell’articolo di Repubblica si nota che ci furono dei problemi nella prima fase

Prodi non nasconde che c’ è ancora molto da fare e che qualcosa non ha funzionato come doveva. Fabrizio Zangarelli, presidente della pubblica assistenza di Nocera Umbra, rivela che il presidente del Consiglio è rimasto sorpreso di quanta gente viva ancora nelle tende.

Inoltre la scarsa presenza dei vertici (e la gestione organizzativa) fu duramente criticata proprio dal giornale amico Repubblica in un pesantissimo editoriale di fine ottobre

Ma è stato fatto veramente tutto il possibile per aiutare le popolazioni dell’ Umbria e delle Marche colpite dal sisma del 26 settembre? A un mese di distanza, le notizie che arrivano dalle zone terremotate e le riprese televisive autorizzano a rispondere di no: non è stato fatto tutto il possibile e comunque non è stato sufficiente, non basta. le immagini di quelle donne, di quei vecchi e soprattutto di quei bambini sotto le tende squarciate dal vento, come le vele di una barca nella tempesta, non possono non suggerire qualche interrogativo. Che fine ha fatto, in questa occasione, il buonismo dell’ Ulivo? E soprattutto, dove s’ è perso quel senso di solidarietà umana e civile che dovrebbe ispirare in modo particolare un governo costituito dalla sinistra? Che cos’ altro potrebbero fare invece i signori del Palazzo per i poveri terremotati? Qualcuno pretende davvero che interrompano le loro cure politiche per andare ad alleviare gli affanni dei senzatetto? Vogliamo vedere Prodi, Veltroni, Costa o Napolitano in mezzo al fango, in tuta, casco e stivali, a sistemare i prefabbricati? No, nessuno chiede questo, anche se forse qualche visita in più e qualche parola in meno sarebbe senz’ altro utile e gradita.

Possibile che Prodi non trovò un minuto in 2 mesi per andare nella zona. E come si fa a criticare Berlusconi vista l’incredibile differenza di approccio e presenza (tra l’altro lodata da tutti).

Ma non riguarda solo Prodi questo ricordo negativo. Napolitano si è presentato 3 giorni dopo il terremoto, Scalfaro si fece vedere 6 mesi dopo il sisma (persino dopo il Papa)

Insomma per la serie la presenza dello Stato.

E per chi, da sinistra, accusa Berlusconi di fare promesse che non manterrà leggiamo cosa diceva lo Spiegel 3 anni dopo il sisma in Umbria

“Assistiti e dimenticati”, con questo titolo il settimanale tedesco “Der Spiegel” in edicola oggi pubblica un articolo di denuncia sui ritardi nella ricostruzione delle zone dell’ Umbria colpite dal terremoto del 1997. “A oltre due anni dalla catastrofe molti vivono ancora nei container”, scrive il settimanale che cita il caso dell’ anziano che ha tentato di suicidarsi. Lo Spiegel ricorda quanto disse l’ allora presidente del consiglio Prodi: “Entro il 2000 tutti i terremotati potranno far ritorno nelle proprie case”.

In definitiva la sinistra sulla gestione dell’emergenza, sulla presenza dello Stato, sulle promesse deve solo stare zitta!

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I Radicali fuori dal Pd: andranno da soli alle Europee con la Lista Bonino

fazioso | 13 aprile 2009

Alle prossime Europee i radicali abbandoneranno il Pd e si presenteranno sotto le insegne della Lista Bonino. Lo ha annunciato proprio Emma Bonino

Per via di queste leggi non proprio da stato di diritto si possono presentare al Parlamento Europeo, senza raggiungere 175 mila firme, solo coloro che sono stati gia’ eletti con lo stesso simbolo. Il simbolo e’ la Lista Bonino e quindi mi candidero

Non si capisce ancora chiaramente se la Lista Bonino sarà composta da radicali o sarà aperta a personalità esterne come i liberali del Pli o i repubblicani del Pri. Ipotesi che tra l’altro era partita dai liberali di De Luca in un comunicato della segreteria

Per tale motivo le forze politiche di tradizione liberale democratica e riformatrice devono ritrovarsi in un’unica lista, collegata all’ELDR di forte caratterizzazione laica guidata da Marco Pannella, che si ponga come alternativa al bipartitismo all’italiana, al clericalismo dilagante, al conformismo incolto da reality dei messaggi pubblicitari diffusi dai talk show.

Nel suo intervento a Otto e Mezzo la Bonino ha anche attaccato pesantemente il Pd

I rapporti con il Pd? “Non ci sono. Che ci sia Veltroni o Franceschini segretario e’ come se fossimo degli appestati” Ci sono silenzi che sono piu’ eloquenti piu’ di mille parole. Siamo al 10 aprile e noi non abbiamo rapporti di sorta con il Pd. Li abbiamo all’interno del gruppo, facciamo a volte battaglie insieme e a volte no. Credo che abbiamo avuto sempre un comportamento leale nelle differenze che pure erano note, ma in termini di rapporto con il segretario Franceschini non ci sono e non so il perche. Si sono alleati con Di Pietro che non ha rispettato nessuna delle parole date e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Se non facessero un altro sbaglio, non sarebbe male

Vedo favorevolmente il ritorno della Lista Bonino anche se oggettivamente l’asticella del 4% è difficilmente raggiungibile (nonostante l’incredibile exploit delle europee del 99). Anche perchè senza innesti esterni (seppur modesti) l’obiettivo è difficile. In ogni caso il Pd perde un quasi 2% in uscita e questo potrebbe portare i democratici ad un risultato pesante.

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