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Nasce Politica In Rete, il forum dove si riunirà la community di Politica On Line

fazioso | 30 marzo 2009

Da stasera alle 21 ci si potrà iscrivere al nuovo forum Politica In Rete
L’indirizzo è http://www.politicainrete.net
Questo forum, con un hosting dedicato e con una piattaforma tecnica di qualità, sarà la naturale continuazione del forum Politica On Line, il più importante forum italiano dedicato alla politica, che ormai ha chiuso da 2 mesi.
Vi invito a iscrivervi a questo forum da questa sera, dove potrete condividere la vostra passione per la politica, in piena libertà e con molte sezioni di discussione, dedicate alle più varie correnti politiche.

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I comunisti si riuniscono, gli sconfitti dalla storia non vogliono soccombere

fazioso | 28 marzo 2009

E’ stata annunciata la riunione di Rifondazione Comunista e Pdci. Tornano quindi i comunisti in un’unica lista

Dopo oltre dieci anni di separazione, i Comunisti italiani e Rifondazione comunista ritentano un percorso comune. Oggi a Roma Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto hanno presentato la lista unitaria per le elezioni europee anche insieme a Socialismo 2000 di Cesare Salvi e ai Consumatori uniti di Bruno De Vita. Una lista “anticapitalista”, come recita il documento diffuso alla stampa, con l’auspicio di non limitarsi ad un cartello elettorale imposto dallo sbarramento del 4%

Curiosa la presenza di Salvi che in pochi mesi è passato dal Pd a Sd fino ai comunisti.

Dichiarano che la loro avventura non finirà con le europee

Le forze che danno vita alla lista si impegnano a continuare il coordinamento della loro iniziativa politica anche dopo le elezioni europee

Il simbolo sarà costituito da

una bandiera rossa con la falce e martello gialla, su uno sfondo bianco. Sopra la scritta “Rifondazione”, sotto “Comunisti italiani”. Tutto intorno un anello rosso, con le scritte “Socialismo 2000″ e “Consumatori uniti”.

L’obiettivo è

Costruire la sinistra in Italia e in Europa. Chi vota questa lista sa cosa vota. Noi aderiremo al gruppo unito della sinistra in Europa, che fa opposizione politica al trattato di Maastricht e al trattato di Lisbona, che sono all’origine di questa crisi economica”. Una sinistra “che unisce le forze che vogliono battersi per un’alternativa di sistema” Finalmente i comunisti tornano a presentarsi uniti alle elezioni dopo tanti anni. Torna la falce e martello sulle schede; o meglio, per la prima volta da tanto tempo ci sarà solo ‘una’ falce e martello

Rimane fuori Sinistra Critica che con Cannavò dice

Avevamo proposto  una lista che avesse una simbologia rinnovata, seppur riconoscibile, con candidature espressione del conflitto sociale e dei movimenti, con un codice etico per i candidati e le candidate, con una visibile alternatività al Pd e al centrosinistra italiano a partire dalla rimessa in discussione della politica di alleanze locali. Questo purtroppo non è stato

Riusciranno i comunisti a raggiungere il quorum. Fa comunque pena vederli aggrappati a un simbolo e a un’ideologia cosi vecchia e ormai sconfitta dalla storia. Dovremo sorbirci ancora per anni le loro sparate, la loro difesa di Cuba, le bandiere bruciate, i cori ignobili?

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Anche Emiliano candidato alle europee, ma l’incompatibilità/truffa vale solo per Berlusconi?

fazioso | 28 marzo 2009

Ne abbiamo già parlato nel precedente articolo. Dopo Zanonato anche Emiliano, sindaco di Bari, si candiderà alle europee in barba all’incompatibilità tra le due cariche.
Lo dice lui stesso in un’intervista

Io candidato alle europee? Perché no. Non posso accettare di consegnare il destino del Mezzogiorno nelle mani di personaggi che non siano autorevoli e, soprattutto, che non sono legati al territorio. Sono pronto io a scendere in campo

Insomma ormai è chiaro che il discorso di Franceschini era pura demagogia, la possibile candidatura di Zanonato e Emiliano è tecnicamente uguale a quella di Berlusconi e quindi nell’ottica piddina una truffa.

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L’ipocrisia di Franceschini: Berlusconi non si può candidare alle europee ma Zanonato (sindaco di Padova) sì

fazioso | 26 marzo 2009

Nei giorni scorsi Franceschini aveva fatto una delle sue sparate

Il Parlamento europeo non è un residence per pensionati di lusso, le nostre liste saranno fatte e composte solo da persone che si candidano ad andare a lavorare a Bruxelles e Strasburgo e non ha raccogliere preferenze sulla base di una truffa. Io proporrò alla direzione del partito di candidare solo persone che non hanno mandati di governo regionale e locale da completare e che devono completare, solo persone che andranno a lavorare in Europa

Quindi nessun membro di partito con mandati di governo regionali o locali si candiderà con il Pd.

Giusto? No, sbagliato!

Candidato al quarto mandato da sindaco, Flavio Zanonato il 6 e 7 giugno sarà anche capolista alle Europee.
I vertici regionali del Partito democratico lo caldeggiano apertamente. E Dario Franceschini sembra intenzionato non solo a raccogliere l’eredità delle indicazioni di Walter Veltroni (che puntava sul «partito dei sindaci» al Nord), ma addirittura ad un’esplicita investitura di Zanonato come numero uno in tutti i sensi.

Ovviamente il doppio incarico che per Berlusconi era una truffa, per Zanonato è un particolare

Il vero problema, per Zanonato, diventa la doppia campagna elettorale: da sindaco uscente in cerca di conferma e da amministratore democratico che punta al seggio di Strasburgo. La candidatura-bis (soprattutto come capolista) è legittima. Ma l’eventuale doppia elezione fa, invece, scattare subito l’incompatibilità fra il mandato di primo cittadino e il ruolo di parlamentare nell’Unione Europea.

L’ennesima dimostrazione della demagogia e ipocrisia sinistra. Le loro truffe saranno sicuramente più oneste di quelle del centrodestra, vero?

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Cofferati non lo vuole più nessuno

fazioso | 26 marzo 2009

Come tutti saprete Cofferati a ottobre annunciò che non si sarebbe ricandidato a Bologna con queste motivazioni

Non mi ricandiderò alle elezioni del 2009. Non si può essere sindaco a Bologna e padre a Genova. Non si può chiedere a un bimbo di pochi mesi di trascorrere in autostrada i primi sei anni della sua vita

In questi mesi ci sono state tantissime indiscrezione sulla possibile candidatura di Cofferati alle europee. E ultimamente è uscito con dichiarazioni forti contro Delbono, candidato sindaco del Pd a Bologna. Una presa di posizione in attesa della candidatura?

Il futuro di Sergio Cofferati all´origine dell´esternazione del sindaco contro Delbono? Non ci credo e sa perché? Perché Dario Franceschini gli ha offerto una candidatura alle europee

D’altronde lui è ancora voglioso di politica con posti da protagonista

Non voglio stare fermo. Ho ancora voglia e energie e ho detto che se il mio partito riterra’ opportuno un mio utilizzo, purche’ compatibile con la mia scelta di vivere a Genova, sono disponibile

Il problema è che nessuno lo vuole nella propria circoscrizione.

Partiamo dalla Bresso, governatrice del Piemonte

I due non si piacciono. E le ragioni ci sono tutte. Lunedì, alla direzione del Pd, il governatore del Piemonte, Mercedes Bresso, non è stata tenera con un’eventuale candidatura alle Europee del sindaco Sergio Cofferati: «Mi batterò con forza perché non sia capolista». Cofferati ha risposto al colpo: «Bresso parla della sua mancata candidatura». Come dire: attacca me perché non candidano lei. Un messaggio che il governatore non ha intenzione di lasciar passare.
Governatore, ma in pole per le Europee non c’era anche lei?
«Guardi, io sto bene a fare il governatore e non sono disponibile a dimettermi per l’Europa. Ho solo dato la mia disponibilità a una candidatura di servizio, ma l’anno prossimo mi ricandido in Piemonte. Io non ho problemi di famiglia».
Come Cofferati, intende? Ma perché vedere il sindaco di Bologna alle Europee le dà così fastidio?
«Ha appena detto di volersi dedicare solo della famiglia, le pare normale candidare uno che ha fatto una scelta del genere?».
Magari le due cose possono convivere, l’impegno a Bruxelles non è molto gravoso.
«I nostri elettori non voterebbero una persona che dice di non candidarsi a sindaco per stare con la famiglia. Non vogliamo far ridere nessuno, tutti sanno che Bologna è a trecento chilometri da Genova, mentre Bruxelles a duemila

Anche la Melandri si schiera contro

E’ Cofferati che ha chiesto di non ricandidarsi a Bologna per motivi personali e quindi tornare a Genova, non credo che Bruxelles o Strasburgo siano più vicini di Bologna a Genova. Peraltro quando ci comunicò questa sua decisioni l’ho un po’ criticato – ovviamente gli voglio bene – perché prendendolo sul serio ho pensato a tutte noi donne che dobbiamo fare mille sacrifici per conciliare il lavoro con la vita privata

Persino il capodelegazione piemontese all’europarlamento non è favorevole

Non è possibile che chi annuncia di non potersi ricandidare a sindaco di Bologna perché vuole dedicarsi alla famiglia, al figlio, alla sua vita insomma, poi possa essere disponibile per fare il parlamentare europeo. In questo modo si avvalora la tesi di chi pensa che quel parlamento sia come i vecchi capitoli delle cattedrali dove venivano relegati i canonici a riposo. A Bruxelles si difendono interessi vitali per l’Italia e abbiamo a fianco colleghi di altri paesi, agguerriti e capaci di fare lobby. Per questo non abbiamo bisogno di candidati a mezzo servizio. Biella non sarà Bologna, ma in passato ho fatto anch’io il sindaco, lì, e anch’io avevo un bimbo cui cambiare i pannolini di notte. Fare l’europarlamentare non è meno faticoso…

Riuscirà l’eroe Cofferati a prendere la desiderata candidatura? E potrà felicemente portarsi il pargolo all’europarlamento?

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Parte il primo termovalorizzatore della Campania. Ennesimo successo del governo

Il Fazioso | 25 marzo 2009

Domani è un giorno storico per la Campania. Aprirà infatti il termovalorizzatore di Acerra

Ad Acerra, e non solo, si contano le ore ed i minuti di un conto alla rovescia storico: l’attivazione del primo termovalorizzatore della Campania, impianto capace di produrre energia (elettrica e calore) dal trattamento termico dei rifiuti consentendo non solo l’avvio della soluzione di una delle piu’ drammatiche emergenze d’Italia, ma la produzione di energia utile grazie alla quale risparmiare sul fronte delle risorse energetiche non rinnovabili. Simbolo delle lotte ambientaliste, fatte proprie dalla sinistra radicale o dagli individualismi locali, teatro di scontro di battaglie politiche, oggetto di indagini dei magistrati, l’impianto diventera’ operativo domani

L’opera era stata fortemente voluta dal governo Berlusconi e bloccata nel 2007 causa i diktat al governo Prodi dell’ala ambientalista, con a capo il ministro Pecoraro Scanio

A quasi cinque anni dalla posa della prima pietra (agosto 2004) nell’impianto arrivera’, finalmente, la spazzatura. I lavori ad Acerra – sospesi nel giugno del 2007, quando l’impianto era completato all’87% – sono ripresi a fine luglio 2008

L’impianto di Acerra

si estende complessivamente su una superficie di circa 9 ettari ed e’ costituito da tre linee di termovalorizzazione (di uguale capacita’ pari a 27 t/h) e da una sezione di produzione di energia elettrica in grado di produrre 120 Mwe. La capacita’ complessiva di smaltimento e recupero energetico e’ pari a 600.000 t/a di rifiuti urbani non pericolosi. A pieno regime e’ previsto il trattamento di circa 2.000 tonnellate di rifiuti al giorno.

E’ stato decisivo l’intervento di Berlusconi

Il piano del governo (annunciato da Berlusconi in occasione della prima riunione del Consiglio dei Ministri tenuta nel Palazzo Reale di Napoli il 21 maggio 2008) ha posto come punto imprescindibile il completamento e l’operativita’ del termovalorizzatore di Acerra. Ma bisognera’ portare a compimento tutti gli altri interventi previsti dal decreto legge n. 90 del 23 maggio 2008 (poi convertito nella Legge n. 123 del 14 luglio 2008) che ha consentito di superare la fase piu’ acuta di una crisi decennale cominciando con il liberare le strade dai rifiuti e proseguendo con interventi mirati su: discariche, termovalorizzatori, raccolta differenziata e Consorzio Unico di Bacino.

La legge 123 prevede

la realizzazione di altri tre impianti di termovalorizzazione (Salerno, Napoli e Santa Maria La Fossa) oltre quello di Acerra

Intanto è partita un’ampio e interessante progetto per la raccolta differenziata in regione

Raccolta differenziata: e’ partita il 9 dicembre 2008 quella che Bertolaso definisce la ”rivoluzione della differenziata in Campania”. L’iniziativa, battezzata ‘Campania pulita’, prevede la possibilita’ per i privati di conferire personalmente la raccolta differenziata di vetro, carta e cartone, plastica ed alluminio ricevendo un corrispettivo economico.

Insomma la situazione pare ormai avviarsi alla normalità grazie all’intervento serio, accurato e veloce del governo Berlusconi. Governo che ha spazzato via l’indecente conduzione della emergenza delle amministrazioni di sinistra e l’assoluta incapacità di intervento del governo Prodi.

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La giustizia che non ci piace. No all’omicidio volontario per i pirati della strada

fazioso | 25 marzo 2009

Per l’ennesima volta ci troviamo a commentare una sentenza che lascia piuttosto basiti e ci fa dichiarare tranquillamente che questa giustizia non ci piace.
Vediamo cosa è successo

Non basta essere ubriachi al volante ed aver falciato due persone sul marciapiede per meritare una condanna per omicidio volontario. La Cassazione si oppone di fatto alla linea dura delle procure contro i pirati della strada e conferma una sentenza dei giudici di Salerno che trasformarono in omicidio colposo il reato contestato ad un automobilista ubriaco responsabile della morte di un passante. Le “bravate” dei giovani al volante, spiegano i giudici della suprema corte, sono spacconate, certamente meritevoli di condanna se producono vittime, ma non sono omicidi volontari.

La sentenza si riferisce a un particolare episodio, ecco quale

La Cassazione si oppone, di fatto, alla ‘linea dura’ delle procure contro i pirati della strada e conferma una sentenza dei giudici di Salerno che hanno ‘trasformato’ in omicidio colposo l’originaria accusa di omicidio volontario contestata ad un romeno che, ubriaco al volante di un’auto di grossa cilindrata in compagnia di alcuni amici, era finito sul marciapiede travolgendo due persone. I pm salernitani, nel luglio 2008, avevano arrestato per omicidio volontario un romeno di 24 anni che ubriaco alla guida, in pieno centro di Salerno, era finito sul marciapiede uccidendo un passante e ferendone un altro. Come non bastasse era ripartito a tutta velocità finendo la corsa nelle vetrine di un negozio. Ma i giudici hanno derubricato, come si dice in gergo, l’accusa di omicidio volontario in quella, assai più lieve, di omicidio colposo. Anche se aggravato. La Procura, seguendo la linea che vede diversi uffici inquirenti contestare l’omicidio volontario nei casi in cui l’automobilista sia sotto l’effetto di alcol o droghe, ha perciò presentato ricorso in Cassazione. Ma i giudici della quarta sezione penale, con la sentenza 13083, non hanno condiviso la ‘linea dura’ sottolineando invece gli aspetti ‘sociologici’ del comportamento.

Avete letto bene, bisogna considerate gli aspetti sociologici

La Corte ha evidenziato il fatto che, a loro parere, ”la giovane età del conducente e la disponibilità di un veicolo di grossa cilindrata rendono evidente il quadro di un giovane spericolato ed eccitato, indotto ad una condotta di guida estremamente imprudente e negligente, e intesa a rimarcare agli occhi degli amici passeggeri la propria sicurezza, il predominio, la padronanza dell’auto e della strada”. In sintesi, secondo la Cassazione la ricostruzione dei fatti sarebbe la prova che il ragazzo ”non voleva l’evento”. La Corte aggiunge inoltre che è proprio ”stato di ubriachezza che ingenera il senso di onnipotenza”. Due ‘ingredienti’, conclude la Cassazione, che associati ”alla giovane età” hanno portato il ragazzo a credere ”di non correre rischi”.

Insomma, anche se ubriacarsi e mettersi alla guida è una scelta, le conseguenze che ne derivano sono involontarie. Queste sentenze lasciano veramente l’amaro in bocca e intanto episodi del genere continuano in tutta Italia con decine di morti che non avranno mai giustizia.

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Università: pronto un ddl che cambierà i criteri di selezione dei docenti

fazioso | 25 marzo 2009

Un nuovo disegno di legge sull’università vedrà la luce nei prossimi mesi.

Il ministro Maria Stella Gelmini sta predisponendo un disegno di legge, per modificare in modo radicale le norme riguardanti la Governance degli atenei italiani. Nel disegno di legge, che attualmente è in fase di elaborazione, è prevista una novità di grande importanza, la quale riguarda il sistema di selezione dei docenti universitari, dei ricercatori, e dei professori associati.

Cosa cambia?

I concorsi, fino ad oggi tenuti nei singoli atenei per la scelta dei docenti, saranno sostituiti da una selezione divisa in due fasi. Per diventare docente ordinario, ricercatore e professore associato si dovrà affrontare una abilitazione scientifica nazionale, indicando la produzione scientifica che i candidati sono riusciti a realizzare in precedenza.

In questa maniera, la comunità degli studiosi dovrà solo valutare la caratura scientifica dei partecipanti. I singoli atenei sceglieranno i docenti ed i ricercatori, di cui hanno bisogno, tra quanti sono in possesso della abilitazione e sono inseriti negli elenchi nazionali degli studiosi, apprezzati per il lavoro scientifico svolto.

Secondo le linee generali del disegno di legge predisposto dal ministro Gelmini, il consiglio di amministrazione degli atenei sarà composto da personalità esterne, imprenditori, finanziatori esterni e privati, professionisti affermati, in modo da accrescere l’autorevolezza dei rettori universitari, sottraendoli alle nefaste pressioni esercitate dai colleghi.

insomma

Un disegno di legge che dovrebbe colpire le logiche corporative e i conflitti di interesse del mondo universitario.
Per il momento ci sono solo delle linee guida, sulle quali si registra la convergenza del mondo accademico e dell’opposizione. Martedì c’è stato un primo confronto positivo con il ministro, con più di 70 rettori, il responsabile Pd dell’educazione, Giuseppe Fioroni, il presidente della Crui Enrico Decleva, il vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello e il senatore del Pdl Giuseppe Valditara.

Ci sono tutti i presupposti per creare qualcosa che vada a smantellare certe abitudini negative all’interno dell’Università. Il cammino è ancora lungo ma la convergenza attuale indica buone possibilità di riuscita

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Tabella sondaggi elettorali (ultimo Digis 23/3): Pdl oltre il 40%

Il Fazioso | 24 marzo 2009

Nuovo sondaggio della Digis per Sky del 23-3 che segnala una distanza di 19% tra centrodestra e centrosinistra.
Riproponiamo la tabella con tutti i sondaggi e in più evidenziamo la media degli ultimi 5 sondaggi (segnalati in azzurro)

Clicca sull’immagine per ingrandirla

ifl 22 Tabella sondaggi elettorali (ultimo Digis 23/3): Pdl oltre il 40%

Gli ultimi 5 sondaggi sono stati fatti negli ultimi 15 giorni. Il Pdl è intorno al 40%, il Pd intorno al 25% (tirato su dal valore alto del sondaggio Consortium). La Lega è stabile per tutti intorno al 10%, l’Idv sul 8% (stesso discorso del Pd ma verso il basso). E’ inserita la nuova formazione Sinistra e Libertà che è intorno al 2.5%, i comunisti sono vicini al quorum del 4%.

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Almunia attacca Pravda Repubblica: “Falsa, tendenziosa, poco seria e poco responsabile”

fazioso | 23 marzo 2009

Stamattina Repubblica sul suo sito online ha messo come prima news il seguente articolo con titolo: Almunia: “Ci saranno altre crisi anche l’Italia tra i paesi a rischio”

Poche ore dopo durissima smentita da parte del commissario agli affari economici e monetari

La Commissione europea smentisce oggi nella maniera piu netta che il commissario agli affari monetari Joacquin Almunia abbia ieri affermato che l’Italia è tra “i Paesi a rischio ” con la crisi economica, come scrivono oggi alcuni quotidiani italiani.

“Almunia non ha detto quello che leggo in particolare su La Repubblica, e d’altra parte le parole che vedo nel titolo non appaiono nell’articolo“, ha detto la portavoce Amelia Torres.

Secondo la portavoce si tratta di una “estrapolazione fatta per articoli tendenziosi. La situazione è abbastanza grave e i mercati sono gia’ abbastanza agitati, non è serio ne responsabile comportarsi in questo modo“. Almunia non ha mai detto ieri che “l’Italia è a rischio”, ma secondo quanto riporta la portavoce il commissario avrebbe detto che “ci sono alcuni Paesi che in passato non hanno fatto gli sforzi necessari per le finanze pubbliche e che ora hanno ancora un debito elevato che permette pochi margini di manovra, ma in questo non c’è nulla di nuovo”. Ripeto, ha detto Torres, ”dalla stampa trovo poca serietà e poca responsabilità“.

Torres ricorda poi che il consiglio Ecofin ha già preso una posizione sulla situazione italiana e sui provvedimenti presi esprimendo un giudizio favorevole.

Ennesimo vergognoso atteggiamento fazioso e di parte di Repubblica che pur di criticare indirettamente Berlusconi si mette a manipolare, per fini politici, le parole del commissario europeo inventandosi frasi mai dette. E’ patetico questo comportamento sinistro che tifa per la crisi e per un’Italia in fallimento. L’attacco del portavoce di Almunia è pesantissimo e questo giornalino da sezione si merita queste accuse.

Da segnalare che dopo la replica la notizia è scomparsa dalla prima pagina (ma ovviamente non riporta ancora la smentita)

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