Silvio sui grattacieli sbagli
fazioso | 30 aprile 2008
Per i non milanesi (e forse anche qualche milanese) probabilmente questi grattacieli saranno sconosciuti. Sono le 3 torri che svetteranno a Milano tra 4-5 anni dove fino a poco tempo fa c’era l’ex fiera di Milano (poi spostata a Rho). Il progetto si chiama Citylife e le torri ne costituiranno il cuore, insieme a un grandissimo parco, nuove abitazioni, un museo d’arte contemporanea, una nuova fermata del metrò, cinema ecc. Questo progetto è forse il più importante di una lunga serie di piani che dovrebbero cambiare il volto della città. Le 3 torri sono state disegnate da grandi architetti internazionali (Hadid, Isozaki, Libeskind) e dopo molte polemiche e alcune rimodulazioni del progetto sono a un passo dal via definitivo, che in teoria dovrebbe essere sicuro visto che chi sta dietro al progetto sta già demolendo i vecchi padiglioni della fiera, è già indebitato con le banche e parte di quanto ha pagato è stato speso dall’ente fiera per la costruzione della fiera a Rho (dove ci sarà tra l’altro l’area dell’Expo 2015). Tutto sembrava come già detto sicuro, ormai delineato fino a quando oltre alle patetiche lamentele dei soliti tromboni che dicono no a qualsiasi cosa (comitati dei cittadini ovviamente di sinistra, i celentano, i dario fo) non è intervenuto pure Silvio Berlusconi definendo le tre torri (quella curva in particolare) una bruttura, completamente avulse dallo stile e dalla storia milanese e dichiarando che si sarebbe opposto in tutti i modi alla loro costruzione. Le sue dichiarazioni hanno provocato un’incredibile polemica, che ha portato anche Sgarbi e la Lega dalla sua parte contro la Moratti e Formigoni, che visti gli accordi già presi sono ovviamente a favore della costruzione.
Da elettore del PDL sono sinceramente schifato da questo atteggiamento. Al di là della valutazione estetica delle torri (a me personalmente piacciono) non capisco questa voglia, persino di esponenti di centrodestra, di inseguire nelle critiche a qualsiasi nuovo orizzonte di modernità una certa parte di sinistra, quella più retrograda, conservatrice, quella dei no a tutti i costi. Non capisco perchè l’Italia non deve essere al passo con il mondo e anche con l’Europa (vedi le grandi costruzioni di Parigi, Londra, Francoforte) nell’inseguire prospettive, che a fianco della nostra storia e dei nostri monumenti eccezionali, possano inserire anche il moderno, l’architettura contemporanea. Non è possibile che in Italia si sia contro a qualsiasi palazzo che superi i 100 metri, che si facciano battaglie basate su un presunto stile (quando di esempi di brutture architettoniche ce ne sono a migliaia) e sull’ambientalismo tafazziano (costruire in verticale lascia molti più spazi al verde). E’ assurdo che non si voglia dare a città come Milano (ma anche altre) una visione più cosmopolita che tra l’altro non va assolutamente a penalizzare la nostra storia culturale. Le nostre città sono le stesse da decenni, sempre più anonime, sempre più musei a cieli aperti del passato, ma con un presente e un futuro assenti. Lasciamo che i progetti più interessanti e innovativi vadano all’estero mentre noi ci perdiamo in polemiche sterili sul “bello” e l’opposizione tout court ai grattacieli. Vi sembra possibile che Milano per esempio sia famosa anche per un grattacielo (il Pirelli) costruito 50 anni fa? Mi delude il fatto che anche esponenti del centrodestra si mascherino da Celentano provinciali, negandoci qualsiasi aspirazione moderna. Berlusconi sbagli se ti allinei al vecchio rappresentato dai comitati del no. Ti dimostri quasi un pecoraro scanio qualsiasi, non sapendo che molti tuoi elettori invece apprezzano il cambiamento delle proprie città, nuovi progetti, innovazioni ecc Speriamo che il sindaco Moratti sia protagonista di un’azione forte, concreta e coraggiosa che porti la città a cambiare, in barba a polemiche, critiche e diktat.
Questa città ospiterà l’Expo 2015, che porterà investimenti, visitatori, opportunità di lavoro. Ma già ci sono decine di interventi di studiosi, letterati, giornalisti, politici che si oppongono a qualsiasi progetto
“diverso” e nuovo. Se questa opportunità deve essere sprecata, non facendo nulla (e non parlo solo di grattacieli ma anche di infrastrutture, nuovi spazi per la cultura ecc) allora tanto vale non ospitare proprio questa manifestazione.
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In questi giorni, in cui la cronaca segnala fatti gravissimi di sangue e violenza con un incredibile aumento di stupri e reati compiuti spesso da clandestini, è necessaria un’azione forte, di tolleranza zero, di rapidità e chiarezza. Siamo stanchi di vedere la nostra Italia maltrattata da criminali, di vedere la gente impaurita per mancanza di sicurezza. Ci piacerebbe che il ministero dell’interno fosse dato a personalità che han già dimostrato in passato serietà e fermezza. Pur avendo votato PDL, credo che il nome giusto sarebbe Roberto Maroni, uno dei migliori esponenti della Lega. Non è il momento del lassismo, del lascia fare tanto caro alla sinistra, dell’immobilità buonista alla Veltroni. Dopo la figuraccia del decreto sicurezza del governo Prodi, presentato e ritirato per errori, ripresentato e nuovamente fatto decadere per dissidi nel consiglio dei ministri è giunto il momento dell’azione. Chiediamo al presidente Berlusconi di affidare il dicastero a chi possa agire in questo senso. Vogliamo Roberto Maroni al Viminale















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